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Cronaca

Condannata all’ergastolo per 4 omicidi, assolta in Appello: «il fatto non sussiste»

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Fausta Bonino assolta da Corte d'Appello di Firenze per le morti sospette all'ospedale di Piombino

Fausta Bonino, l’infermiere ritenuta colpevole delle morti sospette all’ospedale di Piombino e condannata all’ergastolo per 4 omicidi in primo grado, è stata assolta dalla Corte d’Assise di Appello di Firenze perché «il fatto non sussiste».

Alla lettura della sentenza è scoppiata in lacrime ed ha abbracciato il marito e il figlio. Fausta Bonino, l’infermiera di 57 anni accusata di essere responsabile delle morti sospette all’ospedale di Piombino e condannata in primo grado all’ergastolo per 4 omicidi, è stata assolta dalla Corte d’Appello di Firenze perché «il fatto non sussiste». Condannata però ad un anno e mezzo di reclusione per ricettazione, a causa del ritrovamento di alcuni farmaci nella sua abitazione, che avrebbe preso senza l’autorizzazione dell’ospedale.

«Io le vite le ho salvate, non soppresse – ha affermato la Bonino, che ha affermato di non temere che questo giudizio possa essere ribaltato ancora in Cassazione – È tornata la mia fiducia nella giustizia. Non ho più paura». Continua poi l’infermiera che per vent’anni ha lavorato presso il nosocomio di Piombino: «quando venni arrestata mi chiusero in una cella del carcere Don Bosco di Pisa senza che io riuscissi a capire quale fosse l’accusa. Ci sono stata 21 giorni in galera ed è stato terribile».

In merito alla sua vicenda giudiziaria commenta: «si era indagato a senso unico. Ma non do giudizi, non ho rancori. È stato un errore giudiziario clamoroso ma per fortuna si è dimostrato che la giustizia esiste. I familiari delle vittime li ho visti solo durante le udienze. Avrei voluto parlare con loro, ma ero imbarazzata. Che cosa avrei potuto raccontargli se non che ero innocente? Mi dispiace che dopo anni ancora non sia stato trovato il colpevole. Spero che prima o poi la verità venga fuori».

Ovviamente questa sentenza non può che riaccendere i riflettori su un caso che nel 2016 aveva suscitato un certo scalpore nell’opinione pubblica, che si era in fretta divisa tra coloro che non avevano dubbi sul “mostro” e quelli che invece non erano rimasti convinti dalle accuse, motivo per il quale qualche settimana dopo l’arresto la donna è stata scarcerata e messa in libertà in attesa di giudizio. Rimane da capire ora chi sia il responsabile delle morti sospette all’ospedale di Piombino.

L’infermiera era stata accusata di aver ucciso diversi pazienti ricoverati, iniettando loro massicce dosi di eparina, un’anticoagulante. Che la storia sia intricata lo dicono i suoi numeri: 14 morti sospette tra il 2014 e il 2015 alle quali viene collegata la Bonino, che però viene accusata solo per 10 di esse e condannata per 4 l’anno successivo, dal Tribunale di Livorno. A deporre a suo sfavore il fatto che fosse sempre presente quando sono avvenuti i decessi, che dopo il suo trasferimento il tasso di mortalità nel suo reparto sia sceso dal 20 al 12% e che la donna stesse consultando uno specialista a causa della depressione. Il movente ipotizzato, una sorta di vendetta nei confronti dell’ospedale per alcuni vecchi rancori.

A far propendere i giudici di Firenze per la sua assoluzione, le testimonianze di 4 membri del personale sanitario, secondo le quali non era necessario avere un badge di riconoscimento per entrare in rianimazione e quindi chiunque avrebbe potuto accedervi e somministrare il farmaco causa dei decessi.

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Cronaca

Agguato ad Alatri, clinicamente morto il 18enne colpito da un colpo di pistola

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Thomas Bricca, 18 anni, è stato dichiarato clinicamente morto, dopo essere stato colpito da un colpo di arma da fuoco ieri sera, 30 gennaio, ad Alatri, in provincia di Frosinone. Si ipotizza uno scontro tra bande rivali alla base dell’agguato.

Si trovava nei pressi di un bar pizzeria, quando uno scooter con due persone a bordo si è fermato e qualcuno ha aperto il fuoco. Thomas Bricca, ragazzo di 18 anni di Alatri, è stato raggiunto da un colpo alla testa: trasportato d’urgenza al San Camillo di Roma, è stato dichiarato clinicamente morto. Per dichiarare la morte cerebrale bisogna attendere 48 ore. In base alle prime ipotesi si l’agguato sarebbe avvenuto in seguito ad una rissa tra bande rivali.

Thomas Bricca stava camminando per strada quando lo scooter lo ha affiancato e la persona seduta dietro ha estratto l’arma, gliel’ha puntata contro e gli ha sparato un colpo in testa. Poi i due si sono dileguati. I carabinieri si sono messi sulle loro tracce. Alcune testimonianze hanno raccontato di scontri fra diversi gruppi di giovani, pertanto gli inquirenti stanno indagando in questa direzione. Gli investigatori avrebbero anche già formulato qualche ipotesi circa i sospettati.

Nei giorni precedenti, si sarebbero già verificati scontri e risse tra membri di opposte fazioni. I carabinieri visioneranno anche le telecamere dei circuiti di videosorveglianza presenti in zona, al fine di stabilire la dinamica dell’episodio e dare un voto e un nome ai responsabili.

Il ragazzo colpito da un colpo di pistola nell’agguato di Alatri, è stato dichiarato clinicamente morto poco dopo il suo arrivo in ospedale.

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Cronaca

Trema la Romagna, terremoto di magnitudo 4.1 a Cesenatico

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Serie di scosse di terremoto all’alba in Romagna, fino alla principale con epicentro nella zona di Cesenatico e magnitudo 4.1. Paura tra la popolazione, ma non si hanno notizie di danni o feriti.

RIMINI – Le prime avvisaglie sono arrivate alle prime luci del giorno, ma la scossa forte è avvenuta intorno alle 11:45. Terremoto di magnitudo 4.1 in Romagna, con epicentro Cesenatico, a 19 chilometri di profondità, in base ai dati pubblicati da Ingv. Le scosse sono state avvertite chiaramente a Rimini e in tutta Romagna, ma anche in Emilia e oltre, come nel nord delle Marche.

Oltre a quella principale che ha spaventato i romagnoli, si sono succedute diverse scosse dello sciame sismico nella provincia di Forlì-Cesena, con magnitudo tra 2.1 e 3.5, con epicentri tra Cesenatico e Gambettola.

Popolazione molto spaventata, ma non è arrivata al momento nessuna notizia relativa a danni a cose o persone.

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Cronaca

Salvataggio della Geo Barents al largo della Libia: il porto assegnato è La Spezia

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La Geo Barents attraccata al porto di Ancona (Foto di Pierpaolo Mascia).

100 ore di navigazione dal punto in cui la Geo Barents ha effettuato un salvataggio in mare, nelle acque internazionali al largo della costa libica, e il porto sicuro assegnato dal governo per lo sbarco dei migranti e dei richiedenti asilo, La Spezia. Medici Senza frontiere: «Mentre ci avvicinavamo alla barca in difficoltà la guardia costiera libica ha minacciato di aprire il fuoco».

Nuovo salvataggio in mare della nave Geo Barents della Ong Medici Senza Frontiere, che nelle acque internazionali al largo della Libia ha recuperato 69 persone, di cui 25 minori, da un barcone in difficoltà. Contestualmente, si riaprono le polemiche relative all’assegnazione del porto sicuro: La Geo Barents è stata spedita a La Spezia.

Le operazioni di recupero effettuate dalla Geo Barents (Foto di Maurizio Debanne).

«Perché farli sbarcare a La Spezia quando ci sono porti idonei molto più vicini? È contro il diritto marittimo internazionale» scrive su Twitter la Ong, che rende noto di dover affrontare una traversata da 100 ore molto faticosa per raggiungere il porto sicuro assegnato dal governo.

Un paio di ore prima di effettuare il salvataggio in mare, la Geo Barents aveva oltretutto accusato di aver ricevuto minacce dalla Guardia Costiera libica, mentre si avvicinava alla barca in difficoltà: «il nostro team ha assistito oggi all’intercettazione da parte della Guardia Costiera Libica di un’imbarcazione in difficoltà in acque internazionali. Mentre ci avvicinavamo per aiutare le persone e portarle in salvo, hanno minacciato di sparare».

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