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Mosca, completato il ritiro da Kherson ma “resterà russa”

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conclusi i primi negoziati tra Russia e Ucraina

KIEV -Le forze russe hanno bombardato il distretto di Beryslav nella regione di Kherson con l’artiglieria pesante, e ci sono delle vittime. A riferirlo è la polizia regionale, citata da Ukrinform.

“Il nemico ha bombardato il distretto di Beryslav con l’artiglieria pesante. Villaggi pacifici sono finiti sotto il fuoco nemico. Ci sono vittime” ed “edifici residenziali danneggiati” insieme a veicoli, negozi e altre strutture, ha riferito la polizia. Nell’attacco è stato distrutto anche un deposito di grano. Secondo quanto riferito, l’esercito russo ha inoltre colpito due volte il villaggio di Novooleksandrivka, nel Donbass, con i mortai, danneggiando case private, un asilo e un liceo, senza provocare vittime.

Intanto, come riporta l’Ansa, le truppe di Mosca in mattinata hanno completato il ritiro dalla città di Kherson trasferendosi sulla riva sinistra del Dnepr. Lo ha annunciato il ministero della Difesa di Mosca citato dalla Tass. “Durante il trasferimento sulla riva sinistra del Dnipro, non è stato lasciato un solo pezzo di equipaggiamento militare né un’arma sulla riva destra, tutto il personale militare russo ha attraversato” il fiume, “non sono state consentite perdite di personale, armi, equipaggiamento e materiale del gruppo russo”, sostiene il ministero della Difesa di Mosca, secondo il quale il ritiro da Kherson sarebbe stato completato alle 5 del mattino. Lo riporta la testata online Meduza.

Il ritiro da Kherson non è un’umiliazione: è quanto affermato dal portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov, in merito all’abbandono da parte dei soldati russi dalla città ucraina. Il ministro degli Esteri di Zelensky, Dmitro Kuleba, ha commentato la vicenda su Twitter: “‘La Russia è qui per sempre’, diceva un poster a Bilozerka, vicino a Kherson. Non proprio. L’Ucraina sta ottenendo un’altra importante vittoria in questo momento e dimostra che qualunque cosa la Russia dica o faccia, l’Ucraina vincerà”.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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