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No della UEFA allo stadio arcobaleno per Germania-Ungheria. Plaude Orban

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MONACO DI BAVIERA – La Germania si indigna contro la decisione della Uefa di respingere la richiesta del sindaco Reiter di illuminare con i colori arcobaleno Lgbtq lo stadio di Monaco nella partita Germania-Ungheria. Come riporta l’Ansa, Reiter ha fatto sapere che, in risposta all’Uefa, tutti i palazzi della città salvo lo stadio saranno colorati con l’arcobaleno.

Per il presidente del partito conservatore bavarese Csu e governatore della Baviera Soeder, “sarebbe stato segno di tolleranza e libertà”. “Cara Uefa sei peggio di quanto pensassi. Vergonatevi!”, ha scritto il segretario generale della Spd Klingbeil. I verdi della candidata alla cancelleria Annalena Baerbock hanno invitato a esporre bandiere arcobaleno. Plaude l’Ungheria di Orban, che ha da poco approvato una legge che vieta la ‘promozione dell’omosessualità ai minori’: ‘Decisione giusta’.

“Era la richiesta di un politico, era chiaramente un segnale mirato a un atto politico di un governo di un altro Paese. Il calcio non può permettere di essere usato per scopi politici”. Il presidente della Uefa Aleksander Ceferin spiega così la scelta di impedire che lo stadio di Monaco sia illuminato a tinte arcobaleno per Germania-Ungheria. “Con tutto il cuore supporto e celebro Neuer che indossa la fascia arcobaleno – ha detto Ceferin alla stampa tedesca -. E con tutto il cuore sono a favore di uno stadio illuminato coi colori dell’arcobaleno in altre occasioni, come propone la Uefa, quando non sia per scopi politici”. “La Uefa è impegnata a combattere ogni forma di discriminazione, inclusi pregiudizio e omofobia. Questa richiesta è giunta da un politico ed era chiaramente un segnale che mirava a un atto politico di un governo di un altro Paese” ha osservato Ceferin, riferendosi alla richiesta del sindaco di Monaco di Baviera, Dieter Reiter, la cui intenzione era di manifestare un “segno visibile di solidarietà” alla comunità Lgbt in Ungheria, dove il governo settimana scorsa ha approvato una legge che vieta la ‘propaganda gay’ ai minori di 18 anni bandendo dalle scuole contenuti considerati associabili a lesbiche, gay, bisessuali e transgender. “Qualunque sia la nostra visione su quanto giustificati potessero essere quel segnale o quel messaggio, il calcio non può permettere di essere usato per scolpi politici”, ha aggiunto Ceferin. 

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Salvini e la gaffe con il candidato non vedente: “Sarà un occhio per gli italiani”

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Matteo Salvini

ROMA – “Mario al Senato sarà un occhio per milioni italiani”, così Matteo Salvini ieri sera a Porta a Porta. Peccato che Mario Barbuto sia non vedente e che il leader leghista continui a parlare non rendendosi conto dell’evidente gaffe.

Il “Mario” in questione è infatti il presidente dell’Unione italiana ciechi ed è candidato per il centrodestra a Palermo. “Parlando con Mario, si capisce un mondo che teoricamente è al buio, però portarlo con me in Senato sarà una speranza, un occhio, per milioni di italiani troppo spesso dimenticati”, le parole esatte di Salvini nel salotto di Vespa.

“Dopo di me, ci sarà qualcuno che dirà che bisogna includere chi sbarca domani mattina a Lampedusa. Chi sceglie la Lega di includere chi è nato qua, penso ai bimbi che ancora non hanno l’insegnante di sostegno, una vergogna. Quindi sono contento che Mario a nome di tante associazioni di volontariato, del terzo settore e delle disabilità abbia scelto la Lega per portare avanti una battaglia di civiltà”, ha aggiunto Salvini.

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Folla oceanica grazie a Photoshop: ma a Meloni si allungano anche i piedi

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PALERMO – È diventata virale sui social l’immagine di piazza Ruggero Settimo a Palermo pubblicata da Giorgia Meloni durante il suo comizio di martedì. Probabilmente, per rendere l’effetto della folla oceanica, sarebbe stato usato Photoshop.

Ma ad allungarsi, assieme alla piazza, sono stati anche piedi di Giorgia Meloni. A rilanciare l’immagine è l’eurodeputato Ignazio Corrao, che commenta: “Quando nel tentativo di allungare la piazza con il photoshop ti allungano i piedi come un clown”.

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Il Patriarca Kirill esorta i fedeli ad arruolarsi: “Se muori sarai con Dio”

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MOSCA – “Vai coraggiosamente a compiere il tuo dovere militare. E ricorda che se muori per il tuo Paese, sarai con Dio nel suo regno, gloria e vita eterna”: il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill esorta così gli uomini della Federazione alla mobilitazione lanciata dal presidente Vladimir Putin, invitando i fedeli a “non avere paura della morte”.

Lo riporta in un tweet il media indipendente bielorusso Nexta. Come riporta l’Ansa, il Cremlino intanto ha ammesso per bocca del suo portavoce, Dmitry Peskov, che tra la popolazione russa c’è stata “una reazione isterica” alla dichiarazione della mobilitazione parziale del presidente Vladimir Putin, che ha dato origine a una ridda di voci su quanti e quali cittadini potranno essere richiamati alle armi. Secondo Peskov, “si poteva in qualche modo capire la reazione isterica ed estremamente emotiva delle prime ore dopo l’annuncio, o anche nella prima giornata, perché vi era una certa mancanza di informazione, ma già dalla giornata di ieri sono state attivate tutte le linee di informazione” necessarie. Lo riferisce la Tass.

L’organizzazione non governativa Guide to the Free World che aiuta i russi che si oppongono alla guerra a lasciare il Paese, stima che sarebbero circa 70mila gli uomini fuggiti dalla Russia o che stanno escogitando un piano di fuga.

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