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Cronaca

Omicidio Willy Monteiro, Marco Bianchi scrive dal carcere: «non l’abbiamo ucciso noi»

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lettera dal carcere di Marco Bianchi: «non siamo stati io e Gabriele e uccidere

A pochi giorni dal verdetto sull’omicidio di Willy Monteiro, il ventunenne ucciso a botte la notte del 6 settembre 2020 a Colleferro, Marco Bianchi, uno dei quattro imputati, scrive una lettera dal carcere nella quale si difende e sostiene che né lui né suo fratello sono responsabili per la morte del giovane.

Una lettera lunga 7 pagine, scritta tutta in stampatello e in un italiano debole. Frasi un po’ sconclusionate, ma dal messaggio chiaro: non sarebbero stati i fratelli Bianchi ad uccidere Willy Monteiro e il vero responsabile è l’unico a non essere in carcere. Destinatari della missiva un po’ tutti: la madre del ragazzo ucciso, la stampa, l’opinione pubblica, Barbara D’Urso. A scrivere questa lettera dal carcere indirizzata all’Adnkronos, Marco Bianchi, uno dei quattro imputati per l’omicidio di Willy Monteiro, il ragazzo di soli 21 anni, ucciso la notte del 6 agosto 2020 a Collefferro. Intervenuto per difendere un amico, sarebbe stato picchiato fino al decesso.

Secondo l’accusa, sarebbero stati proprio i fratelli Bianchi, esperti della lotta marziale MMA, noti e temuti in tutto il paese per il loro atteggiamento violento e prepotente, con alcuni precedenti per tentata estorsione e spaccio alle spalle, a finire il giovane. Per loro la richiesta è di ergastolo. Imputati insieme a loro Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, per i quali è stata chiesta una condanna di 24 anni. Quest’ultimo è l’unico ad essere incensurato ed avere ottenuto gli arresti domiciliari. Sempre seconda la ricostruzione dell’accusa, il primo a colpire il giovane Willy è stato proprio Belleggia, mentre gli altri lo avrebbero finito picchiandolo fino alla morte. Il colpo che è risultato fatale sarebbe stato un violento calcio al torace. La sentenza è attesa per il prossimo 4 luglio in Corte d’Assise a Frosinone.

A pochi giorni dal verdetto, Marco Bianchi proclama la sua innocenza con una lettera scritta dal carcere. Il fratello Gabriele, fece lo stesso nel febbraio scorso. E come il fratello, sostiene una tesi alternativa: sarebbe Belleggia il vero responsabile dell’omicidio di Willy Monteiro, l’opinione pubblica sarebbe stata influenzata negativamente da un racconto distorto fatto dalla stampa, i fratelli Bianchi sarebbero in realtà due bravi ragazzi, altruisti e generosi. Di seguito alcuni estratti:

«Sono andato giù, ma oggi ho deciso di rialzarmi e combattere per la verità e per la vita. Io e Gabriele siamo ragazzi di cuore, sinceri. […] Tutte quelle cattiverie che hanno detto contro di noi non sono vere, sono state solo bugie su bugie per farci toccare il fondo. Siamo stati descritti sin dall’inizio, senza conoscere gli atti del processo, come mostri e assassini. […] Abbiamo sempre affrontato tutti i problemi per far capire la realtà delle cose, perché noi siamo così: disponibili, educati e rispettosi, sempre pronti ad aiutare i più deboli. I problemi li abbiamo avuti a causa dei giornalisti che hanno perso il controllo, raccontando falsità su falsità. Come quella bellissima donna di Barbara D’Urso, che è madre di un figlio e non si rende conto prima di fare le puntate su di noi. […] Il colpevole non si è preso le proprie responsabilità. Ancora con il sangue sulle scarpe, se ne sta tranquillo in casa sua. Sia io che Gabriele continueremo sempre, da uomini veri, a dire che non c’entriamo nulla con questo crimine. […] Signora, io la guarderei come guardo mia madre. Se io e mio fratello fossimo gli artefici della morte di suo figlio, mai ci saremmo permessi di sostenere il suo sguardo come abbiamo fatto durante il processo, di guardarla come se guardassimo nostra madre. Non ci saremo mai permessi di negare le nostre responsabilità per tornare liberi: io, personalmente, mi sarei sentito sporco e infame. […]  A suo figlio ha dato una spinta e un calcio per allontanarlo dal mio amico Omar, ma l’ho colpito al fianco, vero è che non ha nemmeno fatto in tempo a cadere che si è subito rialzato. Non mi sarei mai permesso di infierire con le responsabilità che derivano dallo sport che sia io che mio fratello praticavamo. A noi la Mma ha insegnato ad essere uomini, ad avere il controllo di noi stessi e ad essere sempre lucidi nelle azioni che commettiamo. […] La paura più grande, che non ci dà pace è quella di farci la galera per un fatto mediatico, non perché colpevoli. Prima o poi la verità uscirà fuori e spero sia dimostrata l’innocenza mia e di mio fratello, perché possa ritornare lui dalla sua famiglia e io crearmene una. Confido nella giustizia, la verità verrà fuori. Si sono inventati di tutto su di noi e mi spiace ma noi i problemi in carcere non li abbiamo mai avuti. Sono sempre andato in sezione con i comuni. Sulle falsità ci rido su, tra le tante quella che mi sputavano nei piatti senza sapere che ero io a portare il vitto. C’é chi ha la coscienza sporca. E non siamo io e mio fratello».

Attualità

Violenta due studentesse straniere a Roma: arrestato tassista 34enne

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ROMA – Una 34enne romano è stato arrestato dagli agenti del commissariato Trastevere, a Roma, per violenza sessuale ai danni due studentesse straniere avvenute nella Capitale il 14 ottobre scorso. Come riporta l’Ansa, gli stupri sarebbero avvenuti in viale Trastevere a poca distanza dagli alloggi dell’università dove le due vittime studiavano.

All’uomo si è arrivata grazie alle denunce delle vittime e delle testimonianze. Le indagini, coordinate dalla Procura, hanno portato ad una misura cautelare in carcere. L’arrestato è un tassista che ha aggredito fisicamente le due giovani, studentesse della John Cabott, intorno alla una di notte del 14 ottobre. Ad incastrare il 34 enne i filmati estratti dai circuiti di videosorveglianza, presenti in corrispondenza dei luoghi ove quella notte si è consumata la violenza.

Nello specifico una delle due vittime ha raccontato ai poliziotti di aver trascorso la serata in un locale di Trastevere in compagnia di una sua coinquilina ed amica. Come riporta l’Ansa, entrambe, verso l’una di notte, hanno preso un taxi e fatto rientro presso l’alloggio universitario. Una volta scese dall’autovettura si sono dirette verso gli alloggi ma, lungo il tragitto, una delle ragazze ha accusato un malore. Il 34enne, anch’egli tassista, nel frattempo era fermo in attesa nei pressi dell’Università, e approfittando del malore della giovane ha raggiunto le ragazze alle spalle, costringendole a subire atti sessuali. Le due giovani donne, però, sono riuscite a fuggire e a chiedere aiuto, nonché a filmare l’uomo. Grazie alla descrizione del soggetto e all’acquisizione dei filmati di videosorveglianza, gli investigatori sono riusciti ad identificare l’autore della violenza. 

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Attualità

Gallarate, investito da un’auto: gravissimo bimbo di due anni

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GALLARATE – Un bambino di due anni è rimasto gravemente ferito, dopo essere stato investito da un’auto, mentre attraversava la strada con la mamma, a Gallarate (Varese). A quanto emerso la donna lo stava spingendo sul passeggino, quando un’auto lo ha travolto, mentre lei è rimasta illesa.

Come riporta l’Ansa, sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, un’automedica e i medici rianimatori con l’elisoccorso. Il piccolo è stato poi trasportato d’urgenza all’ospedale di Bergamo. Sulla dinamica indaga la Polizia locale.

Padre e madre non hanno visto arrivare la Fiat Panda che ha centrato in pieno il loro bimbo sul passeggino, mentre attraversavano la strada. L’autista dell’auto, una 70 enne, a sua volta avrebbe detto di non averli visti. È questa la dinamica provvisoria del brutto incidente di questo pomeriggio a Gallarate (Varese), dove un bimbo di quasi due anni è stato investito e sbalzato con il passeggino sull’alfalto.

Come riporta l’Ansa, l’automobilista, in uscita da una rotonda, non si sarebbe accorta della presenza della famiglia sulla carreggiata. Il piccolo, intubato e trasportato in elicottero all’ospedale di Bergamo, ha riportato un grave trauma cranico. La 70 enne, come da prassi, è stata sottoposta ad alcol test.

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Attualità

Suor Cristina dice addio al velo e continua con la musica

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ROMA – Suor Cristina, la vincitrice di The Voice Of Italy 2014, ha deciso di intraprendere un nuovo percorso di vita, lasciando la vita consacrata e continuando a pensare alla musica. Ora è Cristina Scuccia.

“Se mi volto indietro guardo il mio percorso con un profondo senso di gratitudine – afferma Cristina Scuccia -. Il cambiamento è un segno di evoluzione ma fa sempre paura perché è più facile ancorarsi alle proprie certezze piuttosto che rimettersi in discussione. Esiste un giusto o sbagliato? Credo che con coraggio si debba soltanto ascoltare il proprio cuore”.

Come riporta l’Ansa, l’ormai ex suora con la voce più famosa d’Italia ha raccontato, per la prima volta, in studio a Verissimo, programma in onda su Canale 5 condotto da Silvia Toffanin, che non intende abbandonare il suo cammino di fede e che è grata per tutto ciò che ha vissuto fino ad ora.

Nata nel 1988 a Vittoria (Ragusa) e cresciuta a Comiso (Ragusa), ha emozionato e sbalordito il pubblico fin dall’audizione per il talent show The Voice of Italy presentando la cover di “No One” di Alicia Keys e ottenendo con il video dell’esibizione più di 90 milioni di visualizzazioni su YouTube in una settimana. Come ricorda l’Ansa, nel corso dell’edizione del talent show di Rai 2 che l’ha vista trionfare, ha duettato con artisti del calibro di Ricky Martin e Kylie Minogue. 

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