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Cronaca

Orrore a Regina Coeli: detenuto legato e stuprato da due compagni di cella

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Detenuto stuprato a Regina Coeli

Sembra una scena di violenza tratta da un film, invece è la realtà: due persone di origine slava, in cella a Regina Coeli per rapina e altri reati, hanno sequestrato un altro detenuto insieme e lo hanno stuprato. Prima lo hanno bloccato minacciandolo con una lama puntata alla gola, dopodiché lo hanno legato con rimedi di fortuna ed hanno iniziato a perpetrare la violenza sessuale nei suoi confronti. Solamente l’intervento degli agenti di polizia penitenziaria ha fermato lo stupro .

Il detenuto sequestrato e stuprato in cella a Regina Coeli è stato immediatamente trasferito in ospedale. Gli sono stati diagnosticati gravi danni ed avrà bisogno di tempo per recuperare. A dare notizia dell’orribile episodio avvenuto nel carcere romano, il sindacato della polizia penitenziaria Sappe, che punta il dito contro «l’allentamento della sicurezza interna dovuto alla vigilanza dinamica» e contro i «numeri oggettivi delle carenze di organico del Reparto di Polizia Penitenziaria di Roma», come commenta il Segretario nel Lazio, Maurizio Somma. Secondo il sindacalista «il sistema per adulti e minori si sta sgretolando ogni giorno di più» a causa dello «scellerato smantellamento delle politiche di sicurezza delle carceri, che di fatto determinano una pericolosa autogestione dei penitenziari».

Attualità

Si sposano in terapia intensiva perchè è convinto di morire. Ma il cuore compatibile arriva 12 ore dopo le nozze

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uscita ospedale dottoressa NoVax radiata

TORINO – Storia a lieto fine quella di una coppia che ha pronunciato le proprie promesse di matrimonio dentro il reparto di terapia intensiva dell’ospedale Molinette di Torino con la convinzione che sarebbero state di “fine vita”. 

I due erano insieme da sei anni e hanno una figlia piccolissima nata lo scorso 15 aprile. Tutto sembrava procedere per il meglio e il loro matrimonio si sarebbe dovuto celebrare il prossimo settembre.

L’uomo, però, è stato colto da un violento infarto. Subito i soccorsi lo hanno portato presso l’ospedale di Verduno, ma la situazione era talmente critica che si è reso necessario il trasporto all’ospedale Molinette dove le sue condizioni giorno dopo giorno sono diventate sempre più critiche. 

Era necessario un cuore nuovo che però non è arrivato e così la coppia ha deciso di coronare il sogno sposandosi dentro il reparto di terapia intensiva delle Molinette. Un rito civile, con tanto di palloncini, un momento di commozione, gioia, ma anche tristezza.

Durante la prima notte di nozze, però, è arrivata la notizia più bella: è stato trovato un cuore per Maurizio. L’equipe delle Molinette è corsa subito a Napoli a prelevare il cuore che poco dopo è stato trapiantato dentro il torace dell’uomo. A condurre l’operazione è stato il dottor Massimo Boffini e ci ha impiegato ben sette ore. 

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Attualità

Omicidio Niccolò Ciatti:15 anni al ceceno Bissoultanov. Il padre: “Vergogna”

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FIRENZE – 15 anni di reclusione inflitti in Spagna al ceceno Rassoul Bissoultanov per l’omicidio di Niccolò Ciatti, morto il 12 agosto 2017 a Lloret de Mar dopo un pestaggio in una discoteca.

Come riporta l’Ansa, lo riferisce su Facebook il padre, Luigi Ciatti: “Il Presidente del Tribunale di Girona ha inflitto la pena minima di 15 anni. Penso che dovrebbe studiare la parola Giustizia. Giustificare una sentenza del genere con ‘per quanto possa sembrare duro ai parenti’ credo che veramente dovrebbe cambiare lavoro”. “Ci troviamo di fronte persone che dovrebbero essere dalla nostra parte”, “invece sono al fianco degli assassini. Siete la vergogna di un mondo civile”.

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Attualità

Insulti e cinghiate: due ragazzi aggrediti dopo il Gay Pride di Napoli

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NAPOLI – Percossi a cinghiate dopo aver reagito agli insulti omofobi nei loro confronti. Due giovani romani, entrambi ventenni, sono stati insultati e aggrediti dopo aver partecipato al Pride di Napoli. Si trovavano a piedi in strada al centro della città quando sono stati avvicinati da due giovani della provincia di Napoli che hanno iniziato a rivolgere insulti nei confronti dei due, uno dei quali ha reagito alle offese.

I due sono scesi dall’auto ed hanno iniziato a percuotere le vittime, a spintoni, schiaffi e anche con la cinghia dei pantaloni e poi si sono allontanati. Come riporta Repubblica, i due giovani romani hanno chiesto l’intervento dei carabinieri: attraverso la centrale operativa sono iniziate le ricerche dell’auto e degli aggressori. La vettura è stata individuata in piazza Carlo III dalla pattuglia della stazione Borgoloreto. Ne è nato anche un breve inseguimento, al termine del quale i due sono stati bloccati e denunciati. Le due vittime sono state soccorse all’ospedale San Paolo, per loro una prognosi di cinque giorni.

Il Comune di Napoli ha espresso “ferma condanna da parte dell’amministrazione in merito all’aggressione omofoba ai danni di due ragazzi dopo il Pride di ieri, denunciata dalle vittime e che ha visto l’intervento immediato della forze dell’ordine. L’episodio non sporca la forza di una manifestazione straordinariamente partecipata dalle associazioni, dagli attivisti e dai singoli cittadini per confermare la natura accogliente di Napoli in cui ci si batte tutti i giorni per l’uguaglianza dei diritti”.

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