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Non ce l’ha fatta la donna incinta simbolo del bombardamento dell’ospedale di Mariupol e non era un’attrice

La donna incinta immortalata mentre veniva trasportata via in barella, dopo il bombardamento dell’ospedale di Mariupol è morta poco dopo il suo bambino. Non era Marianna Podgurskaya, beauty influencer locale, anch’essa incita, che invece sta bene ed ha partorito.

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morta la donna incinta portata via in barella dal bombardamento sull'ospedale di Mariupol e non è Marianna Podgurskaya

La donna incinta immortalata mentre veniva trasportata via in barella da quattro uomini, dopo il bombardamento dell’ospedale di Mariupol è morta poco dopo il suo bambino. Non era Marianna Podgurskaya, beauty influencer locale, anch’essa incita, che invece sta bene ed ha dato alla luce suo figlio. Le due donne sono state ritenute la stessa persona perché sono state entrambe fotografate da Evgeniy Maloletka, fotografo per Associated Press.

Secondo alcuni, che hanno prese per buone le fake news alimentate dalla propaganda russa, era una modella in posa per alcuni scatti, per rendere credibile la “messinscena” del bombardamento sull’ospedale pediatrico di Mariupol. Invece è tutto vero e la realtà è amarissima. La donna incinta ritratta nella foto divenuta simbolo dell’assedio di Mariupol non ce l’ha fatta ed è morta poco dopo il suo bambino. A nulla è valso il trasferimento d’urgenza nell’ospedale più vicino. Il chirurgo che ha provato a salvarla, Timur Marin, ha detto all’Associated Press che, disperata, urlava di voler seguire la stessa sorte del figlio, una volta resasi conto di averlo perduto.

La donna portata via in barella nella foto, della quale non si conosce il nome, è stata scambiata per Marianna Podgurskaya, beauty influencer locale, un’altra donna incinta, anch’essa immortalata mentre abbandonava l’ospedale pediatrico di Mariupol. Si tratta della donna che scende la scale col pigiama a pois. Ad immortalare gli scatti, lo stesso fotografo di Associated Press, Evgeniy Maloletk. Marianna Podgurskaya sta bene ed ha dato alla luce una bambina nella notte di giovedì.

Secondo le fake news della propaganda russa, riprese da diversi complottisti anche nel nostro Paese, l’ospedale era vuoto al momento del bombardamento. Oltretutto, sarebbe stato utilizzato come base operativa dai miliziani nazionalisti del battaglione Azov. Non è così: l’ospedale pediatrico di Mariupol era aperto ed è stato bombardato mentre al suo interno si trovavano dei civili, tra cui una donna incinta del quale non si conosce il nome, morta poco dopo il suo bambino.

Attualità

Papa: “Per ora non mi dimetto”. E smentisce di avere il cancro

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ROMA – Il Papa ha smentito le speculazioni in merito alle possibili dimissioni circolate dopo l’annuncio della visita all’Aquila, il 28 agosto, dove è seppellito Celestino V, che si era dimesso nel 1294. Francesco, in una conversazione con l’agenzia Reuters, smentisce anche le voci secondo le quali sarebbe malato di cancro. I medici “non me l’hanno detto”, replica con la sua consueta verve ironica. E sulla crisi in Ucraina conferma che, per raggiungere il risultato della pace, vorrebbe andare a Kiev, “è possibile che riesca”, dopo il viaggio in Canada, che si terrà a fine luglio. Quindi verosimilmente a settembre.

“La prima cosa è andare in Russia per cercare di aiutare in qualche modo, ma mi piacerebbe andare in entrambe le capitali”, aggiunge riferendosi al desiderio di andare anche a Mosca. Francesco ha riferito anche che ci sono stati contatti tra il Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, e il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, su un possibile viaggio a Mosca. I segnali iniziali – ha detto il Papa – non sono stati buoni, perché Mosca aveva fatto sapere che non era il momento giusto. Il Pontefice ha lasciato comunque intendere che ora qualcosa potrebbe essere cambiato: “Ho pensato che se il presidente russo mi avesse dato una piccola finestra per servire la causa della pace…”, ha detto lasciando in sospeso l’ipotesi. In questo scenario si inserisce l’incontro interreligioso che si terrà in Kazakistan il 14 e 15 settembre.

Come riporta l’Ansa, la partecipazione di Francesco, anche se ancora non annunciata ufficialmente, viene data per certa. E nella capitale Nur-Sultan potrebbe esserci l’incontro con il Patriarca di Mosca Kirill, che si doveva tenere a Gerusalemme e poi rinviato proprio per la grave crisi in corso con l’Ucraina. Incontrando la delegazione della Lega Europea di Nuoto, in vista dei campionati che si terranno a Roma ad agosto, con un messaggio rivolto agli atleti ha auspicato che le gare in agenda possano essere “un motivo per manifestare con ancora maggior forza il nostro impegno per un mondo senza guerre, senza odio tra i popoli, senza minaccia nucleare”. “Penso che anche voi, come me, siate addolorati perché su questa festa sportiva pesa l’ombra della guerra in Ucraina”, ha aggiunto Francesco.

Come riporta l’Ansa, sulle sue dimissioni, argomento tra i più gettonati in Vaticano e sulla stampa specializzata, soprattutto in relazione all’annuncio della sua visita all’Aquila, “tutte queste coincidenze hanno fatto pensare ad alcuni che la stessa ‘liturgia’ – ha commentato Francesco riferendosi alle dimissioni di Celestino V – sarebbe avvenuta. Ma non mi è mai passato per la testa. Per il momento no, davvero”. Il Papa allo stesso tempo è tornato a dire che la possibilità di dimettersi sarà presa in considerazione, soprattutto dopo la scelta fatta da Benedetto XVI nel 2013, nel caso la salute gli rendesse impossibile continuare nel suo ministero, per il bene della Chiesa. Ma alla domanda su quando potrebbe accadere, ha risposto: ‘Non lo sappiamo. Dio lo dirà”.

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Attualità

Kim Jong-un: “Covid è arrivato qui attraverso palloncini fatti partire dalla Corea del Sud”

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Kim Jong Un test missilistico Corea del Nord

PYONGYANG – Il dittatore della Corea del Sud ha sferrato un attacco contro Seul, accusandola di aver mandato il Covid-19 nel suo Paese attraverso dei palloncini lanciati dal territorio sudcoreano, i quali poi sarebbero entrati in contatto con i primi contagiati per coronavirus in Corea del Nord.

In passato la Corea del Sud ha spedito più volte dei volantini di propaganda, fatti volare tramite palloncini, per denunciare le aberrazioni del regime di Pyongyang e mettere in piedi una vera e propria campagna anti-dittatura. Ma, come scrive RaiNews24, la sortita del dittatore nordcoreano sembra dettata più dal tentativo di nascondere le falle del sistema sanitario interno e le inadeguate misure assunte per contenere il contagio piuttosto che per reali scenari di contaminazione internazionale.

Anche le autorità di Seul si sono difese, tramite il ministero per l’Unificazione delle due Coree, sostenendo che il virus non è giunto a Pyongyang tramite palloncini. Oltretutto, l’ultimo governo sudcoreano ha sospeso da tempo le campagne di propaganda effettuate con il volo di palloncini.

Dai report ufficiali risulta che i primi due contagiati, di 18 e 5 anni, hanno avuto contatti con “cose aliene”, allarme che ha indotto le autorità sanitarie nordcoreane a “trattare in modo vigile con cose aliene provenienti dal vento e altri fenomeni climatici e palloni”.

Solo a maggio, il regime di Pyongyang ha ammesso la presenza del Covid nel Paese, con un numero indefinito di persone a cui è stata diagnosticata la variante Omicron. Sono 4,7 milioni i casi di febbre ufficialmente riconosciuti su 26 milioni di abitanti, ma solo una parte di essi è stata attribuita al Covid. Un altro dato che colpisce è il numero delle vittime: solo 73.

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Attualità

Texas, torna in vigore una legge del 1925: in carcere chi abortisce

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DALLAS – La corte suprema del Texas ha autorizzato l’entrata in vigore di una legge del 1925 che vieta l’aborto e punisce chi lo pratica con l’eventuale carcerazione, ribaltando la sentenza di una corte inferiore che l’aveva bloccata temporaneamente. Lo ha annunciato il controverso attorney general Ken Paxton.

Come riporta l’Ansa, la legge non era più stata applicata dopo la sentenza “Roe v Wade” con cui nel 1973 la corte suprema aveva legalizzato l’aborto. Ma nei giorni scorsi quella sentenza è stata abrogata dalla stessa corte.

“Una vittoria pro vita!”, ha esultato Paxton su Twitter. “I nostri provvedimenti statale pre-Roe che vietano l’aborto in Texas sono buone leggi al 100%. La controversia legale continua ma io continuerò a vincere per i bambini non nati del Texas”, ha aggiunto.

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