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Politica

Il Pd in Lombardia punta su Cottarelli e scarta l’ipotesi Moratti, che domani sarà in piazza a Milano con Renzi e Calenda

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Il pd non sosterrà la candidatura di Letizia Moratti alle elezioni regionali in Lombardia, ma presenterà un proprio candidato, Carlo Cottarelli, che afferma: «sono pronto». Moratti domani sarà in piazza a Milano con i leader di Azione, che stanno invece pensando di convergere su di lei e avvisano il Pd: alleanza sia nel Lazio che in Lombardia senza M5S o nessuna intesa.

Squadra che perde non si cambia. Il centrosinistra, che potenzialmente potrebbe sfruttare le divisioni interne allo schieramento opposto e avere la possibilità di riconquistare la Lombardia dopo trent’anni sposando, o inglobando, il progetto di Letizia Moratti, rifiuta l’offerta e va avanti. Il Partito Democratico non convergerà sull’ex ministro dell’istruzione. L’ipotesi più accreditata al momento è che il candidato Pd in Lombardia sarà Carlo Cottarelli. Letizia Moratti dal canto suo invia segnali e domani sarà in piazza a Milano con Renzi e Calenda per una manifestazione per la pace. All’Arco della Pace di Milano saranno presenti anche Pierferdinando Casini, Giorgio Gori e Marco Cappato.

Letizia Moratti è considerata troppo distante dalle posizioni “bolsceviche” del Pd: «è espressione del centrodestra». Meglio Cottarelli: «nome importante». Che esce allo scopeto: «Sono pronto a candidarmi». La decisione però sembra un assist ad Attilio Fontana, che ha riconfermato la sua candidatura: «è nei fatti». L’addio della sua numero 2, intenzionata a correre da sola, ha creato più di un grattacapo alla destra lombarda, ma le difficoltà d’intesa da parte dei suoi competitor rende meno grave la questione.

L’impressione è che Pd, M5S e Azione correranno ognuna per conto suo, verso una sconfitta dignitosa. Il nodo rimane sempre la questione alleanze: Calenda per allearsi col Pd vorrebbe un’intesa sia nel Lazio che in Lombardia, ancora una volta escludendo i pentastellati.

Attualità

Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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