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Pfizergate, ricercatore denuncia falsificazioni nei dati sulla sperimentazione dei vaccini

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Le rivelazioni di una ex collaboratrice, aprono il Pfizergate: accuse di falsificazione e sospetti sull’integrità dei dati e sulla supervisione normativa.

Si apre il Pfizergate e nuove polemiche investono l’azienda farmaceutica statunitense dopo le dichiarazioni bomba di un’ex dipendente di una società di ricerca che aiuta a svolgere la sperimentazione del vaccino. Questa volta però non si tratta solo di teorie complottiste e voci che corrono sul web, ma di un’inchiesta giornalistica pubblicato sul British Medical Journal, a firma del giornalista investigativo Paul D. Thacker. In base a quanto fatto trapelare dalla gola profonda, Ventavia Research Group, una società di ricerca clinica statunitense incaricata di eseguire test sulle’fficacia del vaccino, avrebbe commesso diverse irregolarità ed avrebbe addirittura falsificato i dati delle sperimentazioni.

Ventavia si definisce la più grande società di ricerca clinica negli stati uniti. In base alle accuse, avrebbe ha impiegato vaccinatori non adeguatamente formati e sarebbe stata lenta nel seguire gli eventi avversi riportati nello studio cardine di fase III di Pfizer. Il personale che ha condotto i controlli di qualità sarebbe inoltre stato sopraffatto dal volume dei problemi riscontrati. Le rivelazioni provengono Brook Jackson, direttore regionale del gruppo. Questa dopo aver ripetutamente informato i vertici di questi problemi, ha inviato un reclamo alla Food and Drug Administration (FDA) statunitense. 

Ha dichiarato di aver ripetutamente informato i suoi superiori della cattiva gestione del laboratorio, dei problemi di sicurezza dei pazienti e dei problemi di integrità dei dati, nel settembre 2020. Jackson, che in precedenza aveva ricoperto la posizione di direttore in Ventavia, ha oltre 15 anni di esperienza nella gestione della ricerca clinica. 

Tra le irregolarità che ha segnalato e cha hanno aperto il Pfizergate, il fatto che i partecipanti alla sperimentazione venissero collocati in un corridoio dopo l’iniezione e non fossero monitorati dal personale clinico e che molti di essi avrebbero manifestato eventi avversi non registrati, ma anche numerose variazioni al protocollo, vaccini conservati a temperature non adeguate ed errori nell’etichettatura dei campioni di laboratorio.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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