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Politica

Salvini rinviato a giudizio per il caso Open Arms

Decisione politica, il giudizio del Leader della Lega

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Salvini rinviato a giudizio per il caso Open Arms.

Il gup di Palermo Lorenzo Jannelli ha rinviato a giudizio il leader della Lega. Il senatore, ex Ministro dell’Interno, risponde di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per avere impedito, secondo la posizione della Procura illegittimamente, alla nave della ong catalana Open Arms, con 147 migranti soccorsi in mare, di attraccare a Lampedusa.

“È una decisione dal sapore politico più che giudiziario”. Queste le parole del Senatore leghista che aggiunge “Mi spiace per i miei figli, ma non torno a casa preoccupato”, come si legge da un dispaccio Ansa.

Attualità

Papa: “Quanto dolore morti in mare perché non li fanno sbarcare”

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ROMA – “Quanto dolore sentiamo nel vedere fratelli e sorelle nostri morire sul mare perché non li lasciano sbarcare. E questo, alcuni in nome di Dio!”. Lo ha detto papa Francesco in un passaggio della sua omelia nella messa nella Basilica di San Pietro in occasione della terza Domenica della Parola di Dio.

Papa Francesco ieri ha celebrato la messa in occasione della III Giornata della Parola di Dio, da lui stesso istituita il 30 settembre 2019. Nel corso della celebrazione, per la prima volta, con un nuovo rito preparato dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il Papa ha conferito a uomini e donne laici provenienti da diversi Paesi del mondo il ministero del Lettorato e il ministero del Catechista.

Hanno concelebrato la liturgia con il Pontefice dieci cardinali, dieci vescovi e 120 sacerdoti: i concelebranti principali all’Altare della Confessione sono l’arcivescovo Rino Fisichella e il vescovo Franz-Peter Tebartz-van Elst, rispettivamente presidente e delegato per la catechesi del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova evangelizzazione.

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Attualità

Mattarella seguirà le votazioni da Palermo. La folla lo applaude: “Grazie presidente”

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PALERMO – Il capo della Stato Sergio Mattarella è a Palermo dove trascorrerà la giornata in attesa della prima votazione di domani a Montecitorio per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Ieri, poco prima delle 11 Mattarella è uscito dalla sua abitazione per recarsi a Messa, anche se questa volta dovrebbe assistere alla funzione religiosa all’interno della caserma del Comando Regione carabinieri in Corso Vittorio Emanuele e non, come di consueto, nella vicina parrocchia di San Michele.

All’uscita di casa, ad attenderlo, ha trovato una folla di curiosi che lo ha applaudito gridando “Grazie presidente”. Il capo dello Stato ha risposto con un sorriso e salutando con la mano. Il presidente della Repubblica, che ha raggiunto ieri il capoluogo siciliano, dovrebbe rientrare a Roma martedì ma potrebbe anticipare già oggi nel caso di una elezione immediata del suo successore al primo scrutinio.

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Attualità

La corsa al Quirinale si apre senza intese: tre giorni per trovare l’accordo

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elezioni del Presidente della Repubblica corsa al Quirinale

Alle 15, prima votazione per il Presidente della Repubblica, ma i partiti non hanno raggiunto l’intesa e si attendono molte schede bianche. I nomi forti, se ci sono, per ora restano nel cassetto e il profilo del vincitore della corsa al Quirinale inizierà a delinearsi da mercoledì.

Si parte, ma non sarà uno sprint. Nessun partito si presenta ai nastri per la corsa al Quirinale con grosse certezze o con nomi forti da mettere sul piatto dell’intesa parlamentare. Oggi alle 15 si terrà la prima votazione. I bene informati scommettono sulle schede bianche. D’altronde non tira proprio aria di plebiscito e le forze politiche temono di bruciarsi eventuali proposte forti, nella bolgia del fuoco incrociato dei franchi tiratori. A partire dal quarto scrutinio, quando scende il quorum, inizierà a farsi più chiara la situazione. Ma la fumata bianca arriverà solo dopo che i Grandi Elettori si saranno sfogati con qualche proposta per sondare il terreno, probabilmente mercoledì.

Le ipotesi che sembrano più concrete al momento rimangono quella dell’attuale inquilino di Palazzo Chigi, Mario Draghi, e quella dell’ex Presidente della Camera, il compagno del grande centro in una coalizione sbilanciata a destra, il sempiterno Pierferdinando Casini. Le proposte alternative che circolano non sembrano in grado di raggiungere una convergenza: Casellati, Pera e Moratti a destra, Amato, Riccardi e Belloni a sinistra. Sembra probabile che alla fine vincerà la via della soluzione condivisa.

Anche a destra, dove gli animi sono più tesi. Il passo indietro di Silvio Berlusconi, anziché sgrovigliare la matassa, ha complicato la situazione. I rapporti di equilibrio tra Salvini e Meloni senza il cuscinetto Forza Italia si complicano e la tensione tra i due leader potrebbe sfociare in rottura. Per questo è probabile che per evitare faide interne alla fine accettino, seppur malvolentieri, una soluzione condivisa, magari proprio uno tra Casini e Draghi, sebbene Berlusconi, che è riuscito nella titanica impresa di rimanere protagonista della scena politica, ha posto il veto sul Premier.

A sinistra non sembra più chiara la situazione. La candidatura di Andrea Riccardi, che ieri veniva data per certa, al punto che l’ex ministro del Governo Monti e fondatore della Comunità di Sant’Egidio aveva cambiato le immagini dei suoi profili social mettendo foto istituzionali al fianco dei protagonisti europei, pare che non verrà proposta. Nemmeno il nome di Giuliano amato suscita maggiore entusiasmo. Sta invece prendendo quota l’ipotesi di Elisabetta Belloni, numero uno del Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, gli 007 italiani.

Draghi al momento non si espone. Non parla, non commenta, non dialoga. Aspetta che i partiti facciano le proprie mosse e nel caso, che vengano da lui a formulare una proposta. Le forze politiche però al momento sembrano più orientate verso la ricerca di un altro nome, che possa andare bene a tutti e che sia in grado di sollevare il pesante giogo che l’ex governatore della Bce ha per forza di cose abbassato sul Parlamento. Si naviga insomma a vista e si temporeggia. Si discute e si tratta, in cerca del profilo giusto che possa mettere tutti d’accordo. Difficile che possa avvenire prima di mercoledì.

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