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Politica

Parlamentari FdI fanno test antidroga. Meloni: “La situazione è fuori controllo”

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ROMA – Test anti-droga per tutti i parlamentari di FdI a piazza Montecitorio. “Siamo qui per continuare a tenere accessi i riflettori sulla devastazione del problema delle dipendenze in Italia assolutamente abbandonato dalle istituzioni con un morto di overdose al giorno”, ha detto Giorgia Meloni, come riportato dall’Ansa, alla manifestazione del partito contro la droga.

“E’ una situazione completamente fuori controllo: il fondo non viene rifinanziato, la delega non viene affidata da anni. E’ arrivato Mario Draghi e l’ha affidata al ministro dei Giovani, Stefania Dadone che in questi anni ha sottoscritto proposte di legge per la legalizzazione delle droghe leggere. Pensiamo che questo sia un approccio completamente sbagliato. Abbiamo contestato questa scelta, il ministro Dadone ci ha sfidato a fare il test antidroga e i Fratelli d’Italia sono qui. Ora mi aspetto che ci vengano tutti i parlamentari del Movimento Cinque Stelle e tutti i partiti perché pensiamo sia un segnale importante ai cittadini di serietà e responsabilità” ha concluso la leader di Fratelli d’Italia. 

Attualità

Open Arms, al via a Palermo il processo a Matteo Salvini

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PALERMO – E’ cominciata con le questioni preliminari poste dalla Procura di Palermo l’udienza del processo al senatore Matteo Salvini, imputato, davanti alla seconda sezione del tribunale, di sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio per aver impedito, ad agosto del 2019, a 147 migranti soccorsi in mare dalla nave della ong Open Arms l’attracco al porto di Lampedusa. L’accusa è rappresentata in aula dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Marzia Sabella e dai pm Gery Ferrara e Giorgia Righi.

Come riporta l’Ansa, Sabella sta chiedendo l’integrazione del fascicolo del dibattimento con alcuni nuovi atti, Ferrara si pronuncerà sulla richiesta di ammissione di alcuni documenti, tra cui verbali di prova provenienti da altri procedimenti come quello celebrato a Catania, a carico del senatore Salvini, per il caso del sequestro della nave Diciotti, già prodotti dalla difesa in udienza preliminare e acquisiti col consenso della Procura. Lo Voi si soffermerà sulla richiesta ammissione dei testi e sulle liste testi presentate dalla varie difese.

Ventisei testimoni tra cui l’ex premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, 59 documenti e l’interrogatorio del leader della Lega Matteo Salvini: sono le richieste probatorie della Procura di Palermo al processo al senatore del Caroccio. Tra i documenti richiesti: le comunicazioni intercorse tra le autorità coinvolte nella vicenda dal momento dalla prima richiesta di porto sicuro avanzata dalla nave allo sbarco a Lampedusa, il decreto ministeriale che sancì il divieto di ingresso della Open Arms con i 147 migranti a bordo, gli atti della Procura dei Minori sulla presenza dei minorenni a bordo, le relazioni psicologiche e mediche sullo stato delle persone che si trovavano sulla imbarcazione spagnola. Come riporta l’Ansa, i pm hanno chiesto l’ammissione anche di una serie di atti come la decisione del Tar che annullava il divieto di sbarco deciso dal Viminale, i verbali della Polizia Scientifica sulle condizioni dei migranti a bordo della Open Arms, la sentenza del gup di Siracusa che ha assolto il comandante della Open Arms in un altro processo, la decisione a carico dell’Italia del Comitato Onu in un caso di omesso soccorso e la corrispondenza tra l’ex premier Conte e Matteo Salvini sulla vicenda della nave spagnola.

Come riporta l’Ansa, il legale di parte civile della ong Open Arms, a cui ad agosto del 2019 l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini vietò lo sbarco a Lampedusa, ha citato a deporre, al processo al leader della Lega,l’attore Richard Gere. La richiesta è stata formulata davanti al tribunale che processa Salvini per sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio. Gere salì a bordo della nave il 9 agosto per rendersi conto delle condizioni di salute dei 147 migranti soccorsi in mare dalla ong spagnola.

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Attualità

Centrodestra, l’audio del Foglio che imbarazza Salvini: “Troppe rotture di c… da FdI”

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ROMA – Ieri il quotidiano Il Foglio ha pubblicato un audio del leader della Lega, Matteo Salvini, che parlando ai suoi parlamentari riuniti a Roma, fa dei riferimenti molto espliciti ai rapporti con Fratelli d’Italia, alleato di centrodestra e unica forza all’opposizione.

“È ovvio che noi abbiamo un centrodestra nel governo e uno all’opposizione. Però c’è modo e modo di stare all’opposizione. Si può concordare una quota comprensibile di rottura di co.. dall’opposizione, che però vada a minare il campo Pd e 5 Stelle e non sia fatta scientemente, come è accaduto negli ultimi mesi, per mettere in difficoltà la Lega e il centrodestra”, si sente nell’audio.

In serata Salvini ha smorzato i toni: “L’audio rubato? Non ci faranno litigare. Posso far vedere i messaggi Whatsapp in cui io e Giorgia ridiamo e scherziamo”, ha detto il segretario della Lega, durante la registrazione di ‘Porta a Porta’. Come aggiungono fonti della Lega, i due leader si sono scambiati messaggi anche poco prima dell’inizio della registrazione. 

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Politica

Vertice del centrodestra dopo la sconfitta alle amministrative: non cambia nulla, avanti così

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Il vertice del centrodestra dopo la débâcle delle amministrative, non modifica di una virgola il rapporto tra gli alleati. Si va avanti così, senza troppe intese né promesse, fino alle elezioni del Presidente della Repubblica.

ROMA – Abbracci, baci e sorrisi a favor di camera nel vertice del centrodestra di ieri andato in scena a Villa Grande, già dimora del regista Zeffirelli e quindi avvezza alle rappresentazioni. Berlusconi, accompagnato dal fido Dudù, ospita a pranzo Salvini e Meloni per un ripartire dopo le pesanti sconfitte elettorali alle ultime amministrative.

Nessuno scossone, niente stravolgimenti. L’attuale scenario rimane immutato, cristallizzato. La coalizione tiene, ma non è un’alleanza. Di federazione non se ne parla più, le forze in campo preferiscono non farsi troppe promesse. Si discuterà su tutto, caso per caso, dal fisco, alla legge elettorale, dalle pensioni, alla legge di stabilità. Appuntamenti settimanali <<per concordare azioni parlamentari condivise>> in cui si cercherà di tenere uniti i cocci di una coalizione che vede due forze al governo ed una all’opposizione. E lo scenario non è destinato a cambiare: <<ho due priorità: parlo con Draghi e tengo unito il centrodestra>> il commento del leader della Lega.

Le divergenze non vengono superate, ma semplicemente messe da parte fino a data da destinarsi. Si va avanti così, almeno fino alle elezioni del prossimo Presidente della Repubblica. Non è certo un segreto che Berlusconi voglia succedere a Sergio Mattarella il prossimo febbraio. Aspetta e conta i voti dei fedelissimi e quelli promessi dagli “alleati”. In base ai calcoli più ottimisti dei forzisti, mancherebbero solo una trentina di voti per portare Berlusconi al Quirinale, se il centrodestra sostenesse compatto la sua candidatura.

Meloni e Salvini rassicurano e garantiscono il loro appoggio, il leader azzurro, per sicurezza, fa calcoli e continua a cercare voti. C’è chi sostiene che sarebbe a buon punto. Non molto altro emerge dal vertice del centrodestra. Nessuna analisi della sconfitta, nessun confronto sui temi sociali, nessuna proposta comune. Solo il rigetto di qualsivoglia ipotesi di legge elettorale proporzionale e qualche timido accenno a quota 100, tasse e legge di bilancio. Di tutto il resto si discuterà, forse, dopo febbraio.

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