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Politica

Ddl Zan e #nocoprifuoco: Salvini scrive a Fedez e Tommaso Zorzi

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MILANO – Il leader della Lega Matteo Salvini ha risposto a Fedez e Tommaso Zorzi, che lo avevano criticato aspramente in merito all’ostruzionismo leghista nei confronti del Del Zan sull’omofobia. Oggetto della discussione è stata, in particolare, la petizione promossa dalla Lega contro il coprifuoco disposto nell’ultimo decreto del governo e prorogato per le prossime settimane. La raccolta di Salvini ha portato al raggiungimento della soglia di 100mila firme in pochi giorni. Fedez e Tommaso Zorzi hanno allora colto l’occasione di chiamare in causa la Lega proprio sul tema del Del Zan.

Come riporta Fanpage, i due influencer hanno contestato a Salvini la rivendicazione di tali numeri, che sono solamente un quinto di quelle raccolta per lo stesso Ddl Zan. Salvini ha così risposto ai due con una lettera pubblicata sulle proprie pagine social:

“Caro Tommy, rispetto le battaglie di tutti e non mi permetto di insultare nessuno, men che meno chi non conosco, come te. Ognuno può amare chi vuole, vivere con chi vuole, far l’amore con chi vuole, per fortuna. Chi discrimina o aggredisce in base al colore della pelle o alle scelte affettive, sessuali e di vita è un cretino, sempre. Anche chi insulta il prossimo in base al partito che vota o alla petizione che firma è un cretino. Pronto a offrirti un caffè quando vuoi, in serenità, per parlare di coprifuoco, di Zan, di giovani e futuro. Pace e bene”.

“Caro Fedez, non solo ti ammiro come artista ma ti ringrazio come cittadino, per i generosi contributi che hai dato per la costruzione dell’ospedale anti Covid in Fiera a Milano e per aiutare i lavoratori dello spettacolo in difficoltà. Non è tempo di polemiche, ma di ricostruzione, per cui sarei ben contento di incontrarti per parlare di diritti, lavoro e libertà. Chi discrimina, insulta o aggredisce in base al colore della pelle, dell’aspetto fisico o alle scelte in amore è un cretino e va punito. Senza togliere a nessuno la libertà di pensare che un bimbo abbia diritto ad avere una mamma e un papà e che l’utero in affitto sia barbarie sulla pelle delle donne. Sperando che tu possa firmare a sostegno della nostra battaglia di libertà #nocoprifuoco, come altri cittadini hanno già fatto in soli 3 giorni, ti saluto in attesa di conoscerti”.

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Natalità, Draghi: “Lo Stato investa sulle donne e sulla possibilità di avere figli”

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ROMA – “Un’Italia senza figli è un’Italia che non crede e non progetta. È un’Italia destinata lentamente a invecchiare e scomparire. Il governo si sta impegnando su molti fronti per aiutare le coppie e le giovani donne”, ha detto Draghi agli Stati generali della natalità in corso a Roma.

“Al Parlamento ho elencato le misure per giovani, donne e famiglie, presenti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza” tra cui “la realizzazione di asili nido e scuole per l’infanzia, l’estensione del tempo pieno e il potenziamento delle infrastrutture scolastiche”, ha aggiunto il premier. “Un investimento importante nelle politiche attive del lavoro, nelle competenze scientifiche e nell’apprendistato. Nel complesso, misure” da “venti miliardi circa, cifre mai stanziate prima. Il Pnrr prevede inoltre una clausola per incentivare le imprese” come condizione per partecipare al piano “a assumere più donne e giovani”. 

“Al sostegno economico delle famiglie con figli è dedicato l’assegno unico universale. Da luglio la misura entrerà in vigore per i lavoratori autonomi e i disoccupati, che oggi non hanno accesso agli assegni familiari. Nel 2022, la estenderemo a tutti gli altri lavoratori, che nell’immediato vedranno un aumento degli assegni esistenti” ha continuato il premier Draghi agli Stati generali della natalità. “Le risorse ammontano a oltre 21 miliardi, di cui almeno sei aggiuntivi rispetto agli attuali strumenti per le famiglie. L’assegno unico ci sarà anche negli anni a venire, è una di quelle misure epocali su cui non ci si ripensa l’anno dopo”.

“Finalmente – ha detto il Papa, come riporta l’Ansa – in Italia si è deciso di trasformare in legge un assegno, definito unico e universale, per ogni figlio che nasce. Esprimo apprezzamento alle autorità e auspico che questo assegno venga incontro ai bisogni concreti delle famiglie, che tanti sacrifici hanno fatto e stanno facendo, e segni l’avvio di riforme sociali che mettano al centro i figli e le famiglie. Se le famiglie non sono al centro del presente, non ci sarà futuro; ma se le famiglie ripartono, tutto riparte”.

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Caso Gregoretti, non luogo a procedere per Salvini: “Il fatto non sussiste”

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CATANIA – Sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Matteo Salvini, che era imputato con l’accusa di sequestro di persona. E’ la decisione del Gup di Catania, Nunzio Sarpietro, letta nell’aula bunker del carcere di Bicocca, a conclusione dell’udienza preliminare per il caso Gregoretti.

Al centro del procedimento nei confronti dell’ex ministro dell’Interno i ritardi nello sbarco, nel luglio del 2019, di 131 migranti dalla nave della Guardia costiera italiana nel porto di Augusta, nel Siracusano.

“Il fatto non sussiste”. E’ la motivazione, come riporta l’Ansa, con cui il Gup di Catania ha emesso la sentenza di non luogo a procedere. Le motivazioni complete saranno pubblicate entro i prossimi 30 giorni.

“ASSOLTO! No al processo perché il fatto non sussiste!!! Grazie Amici per avermi sostenuto, vi voglio bene”. E’ l’esultanza sui social del leader della Lega, Matteo Salvini.

“Il Giudice ha studiato lavorato e si è preso le sue responsabilità. Mi spiace solo per i denari che sono costati ai cittadini italiani queste giornate. L’Italia è l’unico Paese dell’Ue dove la sinistra politica ha mandato a processo un ministro non per reati corruttivi, ma per scelte di governo. Abbiamo la sinistra più retrograda del Continente europeo che usa la magistratura per vincere le elezioni dove non riesce a vincerle con in cabina. Spero che la sentenza sia utile agli amici del Pd e del M5s, le battaglie si vincono o in Parlamento o nelle campagne elettorale”. Così’ Matteo Salvini.

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Presidente Corte Costituzionale, “Una legge sull’omofobia è opportuna”

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ROMA – “La pandemia è stata una prova difficile per il nostro Paese, che tuttavia ha dato grande dimostrazione di sé. I cittadini, sfatando luoghi comuni duri a morire, hanno saputo accettare i pesanti ma inevitabili sacrifici dei loro diritti con un senso civico diffuso e consapevole. E anche le istituzioni, pur con un certo affanno delle strutture sanitarie, hanno trovato la forza e la capacità di far fronte a questo evento drammatico e inusitato”.

A dirlo è il presidente della Corte Costituzionale Giancarlo Coraggio, che ha aperto la sua relazione sull’attività del 2020 parlando della reazione dei cittadini e delle istituzioni all’emergenza Covid e esprimendo “la sentita partecipazione al lutto di quanti hanno sofferto la perdita dei loro cari”. Ad ascoltarlo ci sono il capo dello Stato Sergio Mattarella, i presidenti delle Camere Elisabetta Casellati e Roberto Fico ,il premier Mario Draghi e la ministra della Giustizia Marta Cartabia, che è stata la prima donna presidente della Corte costituzionale.

Tanti i temi affrontati. Sull’omofobia, Coraggio ha affermato: “Non ho studiato il ddl Zan proprio per non essere chiamato a dare un parere concreto sulle norme. Ma sicuramente una qualche normativa è opportuna”.

Nella Sanità, servizio nazionale ma a gestione regionale, serve “un esercizio forte, da parte dello Stato, del potere di coordinamento e di correzione delle inefficienze regionali: il suo esercizio inadeguato non solo comporta rischi di disomogeneità, ma può ledere gli stessi livelli essenziali delle prestazioni” – ha aggiunto – Il problema si è riproposto con la pandemia, nonostante la competenza esclusiva dello Stato sulla profilassi internazionale che avrebbe dovuto garantire “unitarietà di azione e di disciplina”.

Sugli ex terroristi che si trovano in Francia, come riporta l’Ansa, Coraggio ha affermato: “Non si puo istituzionalizzare il diritto alla fuga e di sottrarsi alla pena che è stata irrogata in un processo giusto e corretto condotto da giudici indipendenti. Questi signori devono essere soggetti ai principi della nostra Costitituzione che non è ispirata alla vendetta, ma alla rieducazione”. 

Sull’ergastolo ostativo, che impedisce la concessione della liberazione condizionale ai mafiosi se non collaborano, “la Corte ha fatto lo sforzo di bilanciare i valori in gioco: garantire la conservazione dell’istituto della collaborazione che è fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata, ma insieme affermare l’improcrastinabile necessità di prevedere un fine pena anche per l’ergastolo. E’ un dovere perché si tratta di rispettare la funzione rieducativa della pena che altrimenti non avrebbe senso”.

Tra le istituzioni che hanno saputo reagire alla pandemia c’è la scuola, “che, con l’insegnamento a distanza (una soluzione certo emergenziale ma accettata con spirito di sacrificio da docenti e alunni), è stata comunque in grado di assicurare, nei limiti del possibile, la vitale prosecuzione dell’istruzione, anche se si sono purtroppo manifestate gravi diseguaglianze economiche e territoriali”, ha sottolineato Coraggio.

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