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Cronaca

E’ polemica per la festa degli interisti: scontro Salvini-Sala

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MILANO -“Era probabile che eventi del genere si potessero verificare. L’importante è che non si verifichino più. Bisogna chiedere alle persone il rispetto delle misure di sicurezza. Mi auguro e spero che non aumentino i contagi, ma questo lo potremo dire tra due settimane”. Così il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha commentato gli assembramenti dei tifosi interisti di ieri sera in piazza Duomo per la festa per la conquista del 19° scudetto. “Speriamo – ha aggiunto Fontana – che situazioni di questo genere non abbiamo determinato nessuna conseguenza e speriamo che in futuro si evitino ulteriori scene di questo genere perché onestamente rischiano di essere un po’ pericolose. Speriamo che arrivi prima la vaccinazione”. 

“La gioia la si può comprendere però credo che su di essa debba prevalere il senso di responsabilità: 121mila morti devono averci insegnato qualcosa. Onorare la loro morte vuol dire evitare assembramenti”, ha detto a Sky TG24 il presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli. “Tutte le occasioni di assembramento vanno assolutamente evitate, ivi compresi i festeggiamenti dei tifosi della squadra di calcio che ha vinto il campionato” ha aggiunto.

“Quando il popolo dei tifosi, in modo assolutamente spontaneo e non organizzato, scende in strada per festeggiare lo scudetto atteso da anni, bisogna necessariamente coniugare le ragioni della prevenzione del contagio con la gestione dell’ordine pubblico e con la tutela della incolumità delle persone – dichiara in una nota, come riportato dall’Ansa, il prefetto di Milano, Renato Saccone Abbiamo valutato che chiudere piazza Duomo, spazio urbano ampio e con numerose vie di esodo, sarebbe stato inevitabilmente occasione di ancora più densi e rischiosi assembramenti, sotto ogni profilo”. “Di fronte a trentamila tifosi esultanti, circa diecimila nel picco in piazza Duomo – aggiunge il prefetto – non si usano idranti, né ha senso transennare una città. Si opera per evitare incidenti di qualsiasi natura, che non ci sono stati, per ridurre nei tempi le manifestazioni di festa, con il rispetto del coprifuoco, per salvaguardare le tante attività commerciali e della ristorazione e il diffuso passeggio domenicale di un pomeriggio primaverile in zona gialla, così come è stato”. “Con questo approccio, sono stati previsti e approntati servizi mirati e flessibili, con la consapevolezza che la gestione dell’ordine pubblico è un delicato equilibrio tra interessi non sempre collimanti, i cui risultati positivi non sono facilmente visibili perché consistono spesso in “ciò che non accade”. 

“Sala non poteva far entrare 20.000 tifosi in uno stadio che ne contiene 80.000, invece di tacere e scappare? Milano ha ancora un sindaco?”: è quanto scrive su Twitter il leader della Lega Matteo Salvini. Subito la replica del sindaco di Milano, Giuseppe Sala: “L’ex Ministro dell’Interno, Matteo Salvini chiede: ‘Sala non poteva far entrare 20.00 tifosi in uno stadio che ne contiene 80.000?’. La risposta è no. Innanzitutto perché gli stadi sono chiusi. E poi, come entrano ed escono 20.000 tifosi senza assembrarsi?”. Sala ha poi aggiunto al suo post sui social l’hashtag #ministropercaso, riferito a Salvini. 

Attualità

Licata, consigliere eletto con la Lega spara al socio in affari: indagato per tentato omicidio e porto illegale d’arma

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LICATA – Ha sparato quattro colpi di arma da fuoco al socio in affari, con cui gestisce un’agenzia di onoranze funebri, e poco dopo si è presentato dai carabinieri accompagnato dal legale di fiducia.

Gaetano Aronica, consigliere comunale di Licata, eletto nell’ultima tornata elettorale del 2018 con la Lega, è indagato per tentato omicidio e porto illegale di arma. La sparatoria è avvenuta a pochi passi dalla sede del comune di Licata, dove nel pomeriggio si era tenuta una seduta del consiglio comunale a cui Aronica aveva partecipato.

Dei quattro proiettili calibro 22 esplosi, soltanto uno è andato a segno colpendo di striscio ad un braccio il socio in affari. Quest’ultimo è stato soccorso e trasportato all’ospedale. Non è in pericolo di vita e gli sono stati diagnosticati venti giorni di prognosi. Il consigliere comunale, dopo aver sparato, si è presentato dai carabinieri insieme all’avvocato.

La scientifica sta esaminando la calibro 22 che Aronica deteneva illegalmente. Dalla Lega intanto fanno sapere che l’uomo non è mai stato tesserato del partito.

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Attualità

Morto suicida il dottor De Donno, pioniere cura con plasma iperimmune contro il Covid

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MANTOVA – Si è tolto la vita ieri pomeriggio Giuseppe De Donno, l’ex primario di pneumologia dell’ospedale Carlo Poma di Mantova che per primo l’anno scorso aveva iniziato la cura del Covid con le trasfusioni di plasma iperimmune, la controversa terapia che prevedeva l’infusione di sangue di contagiati dal coronavirus, opportunamente trattato, in altri pazienti infetti.

Come riporta l’Ansa, De Donno aveva 54 anni e si era dimesso dall’ospedale di Mantova ai primi giorni di giugno per cominciare, lo scorso 5 luglio, la nuova professione di medico di base a Porto Mantovano. Ancora non sono chiare le circostanze del suicidio e del ritrovamento del corpo, che sarebbe avvenuto da parte di alcuni parenti.

L’ex primario abitava a Curtatone con la moglie e una figlia. Molti gli attestati di cordoglio da parte di molti cittadini attoniti per la scomparsa, che hanno ricordato De Donno per aver “salvato molte vite” con la sua terapia.

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Attualità

Disastrosi incendi in Sardegna: 1500 sfollati, boschi distrutti e centinaia di animali morti

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CAGLIARI – Quasi 1500 persone sfollate, oltre 20mila ettari di territorio, di boschi, oliveti e campi coltivati ridotti in cenere, aziende agricole devastate, case danneggiate. È pesantissimo il bilancio del gigantesco rogo scoppiato nel Montiferru, nell’Oristanese. Non è ancora stato possibile fare una stima precisa visto che il fuoco, dopo aver percorso circa 50 chilometri dall’Oristanese all’Ogliastra non è stato ancora domato e continua a minacciare case e aziende.

Come riporta l’Ansa, al lavoro per tentare di contrastare le fiamme ci sono 7500 uomini tra Corpo forestale, Vigili del fuoco, Protezione civile, volontari, ma anche Croce Rossa Italiana, Carabinieri e Polizia di Stato, in volo sette Canadair, più due in arrivo dalla Francia richiesti dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, 11 elicotteri della flotta regionale, tra i quali il Super Puma, un elicottero dei vigili del fuoco e uno dell’Esercito, ma la situazione resta ancora molto difficile. Sono trascorsi quasi 27 anni dall’ultimo rogo scoppiato nel Montiferru: era l’agosto del 1994.

Le alte temperature e il vento hanno alimentato il fuoco che si è velocemente propagato circondando prima Santu Lussurgiu e poi spostandosi a Cuglieri. Il piccolo paese è stato assediato dalle fiamme per tutta la notte: 200 le persone sfollate. Con loro anche tutti gli abitanti di Sennariolo, 155 persone, che si trova a pochi chilometri e dove gli tessi cittadini di Cuglieri avevano trovato rifugio. All’alba sono ripresi i lanci d’acqua dal cielo, ma dopo una lieve tregua, con il passare delle ore e con l’aumento delle temperature e della forza del vento, le fiamme hanno ripreso vita trasformando tutta l’area in un inferno. Il fronte del fuoco si è spostato raggiungendo Porto Alabe.

Come riporta l’Ansa, le fiamme hanno anche raggiunto Scano Montiferro, dove sono state evacuate alcune abitazioni e sfollate 400 persone, tra le quali anche gli ospiti di una struttura per anziani e Borore nel Nuorese con altre trenta famiglie allontanate. Un’emergenza continua, con i centralini di Protezione civile e vigili del fuoco presi d’assalto dai cittadini. Per tutta la giornata si sono susseguite le riunioni operative tra i vertici delle forze al lavoro per l’emergenza: lo stesso presidente della Regione, Christian Solinas è nella sala operativa della Protezione civile per coordinare e seguire le operazioni. Il governatore ha annunciato che scriverà al presidente Draghi per chiedere al Governo “un sostegno economico immediato per ristorare i danni e che una quota del PNRR sia subito destinata alla Regione per un grande progetto di riforestazione. Anche la Giunta regionale si è riunita, con tutti i sindaci delle zone colpite, ed è pronta a chiedere lo stato di calamità. “Non è ancora possibile effettuare una stima dei danni causati dagli incendi – ha evidenziato ancora il presidente della Regione -, ma si tratta di un disastro senza precedenti”. 

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