fbpx
Seguici su

Cronaca

E’ polemica per la festa degli interisti: scontro Salvini-Sala

Pubblicato

il

MILANO -“Era probabile che eventi del genere si potessero verificare. L’importante è che non si verifichino più. Bisogna chiedere alle persone il rispetto delle misure di sicurezza. Mi auguro e spero che non aumentino i contagi, ma questo lo potremo dire tra due settimane”. Così il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha commentato gli assembramenti dei tifosi interisti di ieri sera in piazza Duomo per la festa per la conquista del 19° scudetto. “Speriamo – ha aggiunto Fontana – che situazioni di questo genere non abbiamo determinato nessuna conseguenza e speriamo che in futuro si evitino ulteriori scene di questo genere perché onestamente rischiano di essere un po’ pericolose. Speriamo che arrivi prima la vaccinazione”. 

“La gioia la si può comprendere però credo che su di essa debba prevalere il senso di responsabilità: 121mila morti devono averci insegnato qualcosa. Onorare la loro morte vuol dire evitare assembramenti”, ha detto a Sky TG24 il presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli. “Tutte le occasioni di assembramento vanno assolutamente evitate, ivi compresi i festeggiamenti dei tifosi della squadra di calcio che ha vinto il campionato” ha aggiunto.

“Quando il popolo dei tifosi, in modo assolutamente spontaneo e non organizzato, scende in strada per festeggiare lo scudetto atteso da anni, bisogna necessariamente coniugare le ragioni della prevenzione del contagio con la gestione dell’ordine pubblico e con la tutela della incolumità delle persone – dichiara in una nota, come riportato dall’Ansa, il prefetto di Milano, Renato Saccone Abbiamo valutato che chiudere piazza Duomo, spazio urbano ampio e con numerose vie di esodo, sarebbe stato inevitabilmente occasione di ancora più densi e rischiosi assembramenti, sotto ogni profilo”. “Di fronte a trentamila tifosi esultanti, circa diecimila nel picco in piazza Duomo – aggiunge il prefetto – non si usano idranti, né ha senso transennare una città. Si opera per evitare incidenti di qualsiasi natura, che non ci sono stati, per ridurre nei tempi le manifestazioni di festa, con il rispetto del coprifuoco, per salvaguardare le tante attività commerciali e della ristorazione e il diffuso passeggio domenicale di un pomeriggio primaverile in zona gialla, così come è stato”. “Con questo approccio, sono stati previsti e approntati servizi mirati e flessibili, con la consapevolezza che la gestione dell’ordine pubblico è un delicato equilibrio tra interessi non sempre collimanti, i cui risultati positivi non sono facilmente visibili perché consistono spesso in “ciò che non accade”. 

“Sala non poteva far entrare 20.000 tifosi in uno stadio che ne contiene 80.000, invece di tacere e scappare? Milano ha ancora un sindaco?”: è quanto scrive su Twitter il leader della Lega Matteo Salvini. Subito la replica del sindaco di Milano, Giuseppe Sala: “L’ex Ministro dell’Interno, Matteo Salvini chiede: ‘Sala non poteva far entrare 20.00 tifosi in uno stadio che ne contiene 80.000?’. La risposta è no. Innanzitutto perché gli stadi sono chiusi. E poi, come entrano ed escono 20.000 tifosi senza assembrarsi?”. Sala ha poi aggiunto al suo post sui social l’hashtag #ministropercaso, riferito a Salvini. 

Attualità

Caso Denise Pipitone, accertamenti su una ragazza in Calabria

Pubblicato

il

MAZARA DEL VALLO – Si chiama Denise, è di origini romene e ha 19 anni, la ragazza di Scalea, in provincia di Cosenza, sulla quale i carabinieri da ieri hanno avviato degli accertamenti a seguito di una segnalazione giunta da una cittadina, che riferisce similitudini con Denise Pipitone, la bambina scomparsa nel 2004 da Mazara del Vallo.

Secondo quanto riferito, la donna, una parrucchiera di Scalea, ha inviato un messaggio vocale nel quale ha riferito di aver riscontrato delle somiglianza fisiche, ma soprattutto legate “alla genesi di questa ragazza”, con la figlia di Piera Maggio, che oggi avrebbe 20 anni. Non si sa al momento se la Procura di Marsala procederà alla richiesta di ulteriori accertamenti.

“La Procura con noi non parla, è un muro”, ha riferito l’avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio. Come riporta l’Ansa, la ragazza non si è sottratta alle verifiche e ha fornito i nomi dei genitori e altre informazioni utili a ricostruire il suo passato. 

Continua a legere

Attualità

Le iniettano per errore sei dosi di vaccino: 23enne ricoverata

Pubblicato

il

MASSA CARRARA – Le somministrano per errore sei dosi di vaccino contro il Covid, 23enne ricoverata in osservazione all’ospedale di Massa. La giovane, riferisce stamani la Asl dopo che la vicenda è stata raccontata dalla Nazione, è rimasta monitorata tutta la notte, non ha avuto sintomi nè manifestato allergie. La giovane è stata poi dimessa ed è tornata a casa.

Come riporta l’Ansa, dopo la somministrazione del vaccino, avvenuta ieri all’ospedale Noa di Massa, la 23enne, che essendo una tirocinante in psicologia rientra tra le persone di ambito sanitario da vaccinare, è tornata a casa. Solo successivamente gli addetti alla somministrazione si sono accorti che alla giovane le era stata iniettata una intera fiala, il corrispettivo di sei dosi di vaccino. Richiamata d’urgenza al telefono i medici hanno deciso per il ricovero.

La giovane ha rilasciato delle dichiarazioni a Corriere.it: “Ho parlato anche con mia mamma e anche lei è d’accordo con me, non farò alcuna denuncia penale. Sono cose che possono accadere, tutti si sbaglia, non c’è dolo. L’ho letto negli occhi dell’infermiera che mi ha fatto l’iniezione”. Adesso ha un po’ di paura: “Sto abbastanza bene ma ho dolori e i medici non sanno dirmi cosa potrebbe accadere – ha detto la 23enne -. Sono stanchissima. E molto stressata. Ho forti dolori nel punto dell’inoculazione, mi fa male tutto il braccio. Non farò nessuna denuncia penale ma è ovvio che se avrò in futuro gravi conseguenze qualcuno dovrà rispondere in sede civile. La mia tolleranza vale solo per l’infermiera o chi per lei ha sbagliato, non per la struttura che comunque non può mai permettersi certe disavventure”.

Continua a legere

Attualità

Stefano Cucchi, condannati a 13 anni due carabinieri per il pestaggio

Pubblicato

il

ROMA – Sono stati condannati a 13 anni per omicidio preterintenzionale i due carabinieri accusati di avere picchiato Stefano Cucchi. Lo hanno deciso i giudici della Corte di Assiste D’Appello di Roma. 

Nel processo d’appello, un altro carabiniere ha avuto un lieve sconto di pena passando da 4 anni e mezzo a 4 anni mentre un ulteriore militare ha visto confermata la condanna a due anni e sei mesi. Come riporta l’Ansa, per loro l’accusa è di falso.

 “Il mio pensiero va a Stefano e ai miei genitori che oggi non sono qui in aula. E’ il caro prezzo che hanno pagato in questi anni”. Lo detto Ilaria Cucchi commentando la sentenza di appello per il pestaggio del fratello avvenuto nel 2009 a Roma.

“La mamma di Stefano, la signora Rita Calore, ha pianto non appena ha saputo della sentenza. L’ho sentita la telefono. E’ un momento di grande commozione. Dopo 12 anni la lotta non è ancora finita. Siamo comunque pienamente sodddisfatti della decisione di oggi della corte d’appello”. Lo afferma l’avvocato Stefano Maccioni, legale dei genitori di Stefano Cucchi, dopo la sentenza di appello. 

Continua a legere

Più letti

Copyright © 2020 by Iseini Group | Osservatore Quotidiano è un prodotto editoriale di Il Martino.it iscritto al tribunale di Teramo con il n. 668 del 26 aprile 2013 | R.O.C. n.32701 del 08 Marzo 2019 | Direttore Responsabile: Luigi Tommolini