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Politica

Torino, i candidati alle Amministrative

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Sono tredici i candidati ufficiali alle elezioni amministrative a Torino che si terranno il 3 e il 4 ottobre 2021. Ecco l’elenco con i partiti ed i movimenti che sostengono i candidati Sindaci.

  • Paolo Alonge: Movimento 3V
  • Davide Betti Balducci: Partito Gay. Partito Animalista
  • Massimo Chiesi: Partito Comunista dei Lavoratori
  • Paolo Damilano: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Popolo della Famiglia, Torino Bellissima, Progresso Torino, Sì Tav Sì Lavoro
  • Greta Giusi Di Cristina: Partito Comunista, Torino Città Futura
  • Angelo D’Orsi: Potere al Popolo, Partico Comunista Italiano, Sinistra in Comune, Sinistra Anticapitalista, DemA, Torino Ecosolidale
  • Stefano Lo Russo: Partito Democratico, Articolo 1, Sinistra Ecologista, Moderati, Torino Domani
  • Ugo Mattei: Futura Torino
  • Emilio Mazza: Torino Capitale d’Europa Basta Isee
  • Roberto Salerno: Mat – Movimento Ambientalista Torino
  • Valentina Sganga: Movimento 5 Stelle, Europa Verde
  • Lorenzo Varaldo: Divieto di Licenziare
  • Ivano Verra: Italexit, Noi Cittadini

Se qualche candidato vuole dare un contributo o la propria opinione può contattarci nella posta sulla pagina di Facebook https://www.facebook.com/OsservatoreQuotidiano

Attualità

Salvini cambia idea sul Green Pass: “Mi fido di Draghi”

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ROMA – «Il governo ha fatto questa scelta:  mi fido dei ministri, mi fido di Draghi, andiamo avanti». Matteo Salvini commenta così, intervistato a Radio24, la scelta di allargare l’obbligo di green pass per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati.

Alla domanda: “non sente di aver perso la battaglia del green pass?”, Salvini ha così risposto: «A me interessa l’Italia: se 40 milioni di italiani ha scelto volontariamente di vaccinarsi, se chi non lo vuole fare ha garantito il diritto alla vita, allo studio e al lavoro, se il 95% delle terapie intensive è vuoto, io sono felice. Se qualcuno dice che ho perso, non mi interessa».

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Attualità

Fauci: “L’Italia meglio degli Usa nella gestione del Covid, esempio per il mondo”

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WASHINGTON – “L’Italia sta andando bene, meglio degli Usa, ora è diventata un esempio per il mondo”.

Come riporta l’Ansa, il celebre immunologo Anthony Fauci è tornato a Villa Firenze, la residenza dell’ambasciatrice d’Italia a Washington, e promuove il nostro Paese per la gestione della pandemia, in particolare per la percentuale di persone completamente vaccinate sopra i 12 anni, quasi il 75%, contro il 54% degli Stati Uniti (63% con almeno una dose).

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Attualità

Green Pass, da metà ottobre obbligo per lavoratori statali e privati

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ROMA – Green pass obbligatorio per entrare in tutti i luoghi di lavoro. Ecco la scelta del governo, sul fronte della lotta al Covid.

Come riporta l’Ansa, bisogna fare in fretta, per raggiungere entro un mese almeno la soglia ‘di sicurezza’ dell’80% di vaccinati. Perciò Mario Draghi decide di puntare sul certificato verde: “Funziona, è monitorato, è una soluzione accomodante”, dice ai sindacati, spiegando perché si è preferito imporre il Pass e – per ora – non l’obbligo di vaccinazione. E’ un “percorso che unifica”, sottolinea il premier. Dalla metà di ottobre bisognerà essere vaccinati, aver fatto un tampone o essere guariti dal Covid, per entrare in uffici pubblici e privati, ma l’obbligo dovrebbe essere esteso anche a studi professionali, negozi, ristoranti. Per chi si presenta al lavoro senza, ci saranno sanzioni: una multa, che dovrebbe andare dai 400 ai 1000 euro, e disciplinari, che saranno modulate sulle diverse categorie. 

Come riporta l’Ansa, sarà espressamente previsto il divieto di licenziare, recependo una preoccupazione sindacale. Mentre resta il nodo dei tamponi: la richiesta di Cgil, Cisl e Uil e di alcuni ministri, è renderli gratuiti per tutti, ma la linea del governo ad ora resta contraria, perché il rischio è disincentivare i vaccini. Proseguirà ancora nelle prossime ore il lavoro tecnico sul decreto per il “super” Green pass: tra le ipotesi c’è quella di differenziare l’entrata in vigore delle misure, scaglionandole tra l’1 e 15 ottobre. Draghi convoca per primi i sindacati a Palazzo Chigi, per illustrare loro la linea del governo. Nella mattina di giovedì fissa poi una cabina di regia per le scelte politiche finali, che il governo subito dopo comunicherà alle Regioni. Alle 16, infine, il testo dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri per il via libera. Restano agli atti i dubbi di Matteo Salvini, che si dice contrario a imporre il Pass “a tutti gli italiani”. I mal di pancia leghisti si riverberano nei voti parlamentari sui precedenti decreti Green pass. Ma difficilmente la Lega, che continua a chiedere la gratuità dei tamponi, si smarcherà. Giancarlo Giorgetti, che con Renato Brunetta, Roberto Speranza e Andrea Orlando affianca Draghi al tavolo con i sindacati, ha già espresso pubblicamente il suo favore alla misura, che piace anche ai governatori del Nord.

“Se viene imposto il Pass allora i tamponi siano rapidi e gratis”, chiede dall’opposizione Giorgia Meloni. Altro aspetto delicato è quello delle sanzioni, difficili da applicare soprattutto nel privato, ma da modulare anche nel pubblico a seconda del tipo di amministrazione, con diversi procedimenti disciplinari: ci sarebbe la sospensione dal lavoro e dallo stipendio dopo violazioni reiterate per alcune categorie, come già per gli insegnanti. Come riporta l’Ansa, di sicuro, l’obbligo si applicherà ai tribunali e anche per gli organi costituzionali ci sarà una spinta ad adeguarsi: “Il Green pass deve servire anche per entrare in Parlamento”, chiedono i sindacati.

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