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Cronaca

Prof bullizzata dagli studenti e sospesa dalla preside: «può turbare i ragazzi»

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Ha subito un colpo mentre veniva immortalata col cellulare per una sfida tra studenti, in seguito al quale è finita in ospedale, ma è stata sospesa per «molestie verbali» la professoressa di Latina vittima di bullismo da parte dei suoi stessi studenti.

Potrebbe arrecare «turbamento e pregiudizio» agli studenti, che l’hanno bullizzata anche con aggressioni fisiche che l’hanno condotta in ospedale, la professoressa sospesa da una scuola di Latina, la “G. B. Grassi”. La docente aveva denunciato i suoi studenti per aver ricevuto un colpo in seguito al quale ha ricevuto qualche giorno di prognosi. Al suo rientro a scuola ha scoperto prima di essere finita nelle chat degli studenti e poi di essere stata sospesa in seguito all’esposto di una madre che l’ha accusata di «molestie verbali» con esplicite allusioni sessuali.

Ne dà notizia l’edizione romana di Repubblica. L’insegnate il 30 settembre scorso è stata colpita da uno studente, spinto a sua volta da un altro ragazzo. In seguito all’urto la donna ha riportato ferite allo sterno e all’addome, che hanno reso necessario svolgere alcuni accertamenti al Goretti di Latina. Non si è trattato però di un incidente, ma di uno gesto premeditato dagli studenti per una sfida, da mostrare sui social, che prevede di far cadere un’insegnate, immortalando il tutto e condividendolo con le applicazioni di messaggistica.

La professoressa dunque ha scoperto anche di essere vittima di cyberbullismo, dal momento che veniva indicata come «la supplente magnata» tra i messaggini dei ragazzi. La donna allora ha sporto denuncia alla Procura e al Tribunale per i Minorenni.

La madre di uno dei cinque studenti ammoniti per il gesto, tutti di età compresa fra i 16 e i 18 anni, ha però presentato a sua volta un esposto nei confronti della docente. A questo punto la dirigente scolastica ha deciso di sospenderla. La professoressa bullizzata dunque, precaria da 10 anni, che stava svolgendo una supplenza in quell’istituto, dopo essere stata sospesa è rimasta senza lavoro.

Cronaca

Omofobia a Roma, due ragazzi gay picchiati per strada perché si tenevano per mano

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ragazzi gay aggrediti a roma

Due ragazzi gay sono stati aggrediti in strada a Roma: mentre passeggiavano mano nella mano, sono stati barbaramente picchiati da tre ragazzi ed una ragazza. Nessuno è intervenuto per difendere i due, ma qualcuno ha immortalato l’episodio, rilanciato poi da Gay Help Line.

Pugni, calci e cinghiate, anche da terra, per aver passeggiato mano nella mano. Due ragazzi gay sono stati barbaramente aggrediti a Roma, nel week end appena passato. Mentre attraversavano la strada ha tagliato loro la strada una macchina, che ha inchiodato. Un urlo di uno dei due pedoni ha dato il là alla scena di violenza.

Tre ragazzi ed una ragazza sono scesi dall’auto e si sono scagliati contro i due, picchiati selvaggiamente anche mentre si trovavano a terra. Il tutto mentre i loro aggressori li ricoprivano di insulti omofobi.

Le vittime dell’aggressione hanno denunciato alla Polizia l’accaduto e gli agenti sono al lavoro per identificare i responsabili. « le vittime hanno deciso di denunciare l’accaduto alla polizia e hanno chiamato il Gay Help Line, contact center antiomobitransfobia, per ricevere supporto legale» spiega in una nota l’associazione Gay center, che ha pubblicato il video nella speranza di aiutare gli inquirenti.

«Non possiamo più accettare di vivere in una società dove la violenza, come quella che abbiamo subito, è ancora una triste realtà. Siamo stanchi di dover avere paura di passeggiare mano nella mano, di guardarci continuamente alle spalle, di vivere con l’ansia costante di essere vittime di atti insensati. Oltre al dolore fisico del pestaggio, ci ha ferito profondamente l’indifferenza di chi ha assistito alla scena. Anziché intervenire per aiutarci, queste persone hanno preferito filmare l’accaduto e pubblicarlo sui social, beffandosi del nostro dolore. Rivedendo il video, siamo rimasti sconvolti dalla ferocia con cui siamo stati attaccati, senza che nessuno temesse le gravi conseguenze che un simile gesto poteva avere».

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Cronaca

Bambina di 1 anno morta dopo essere stata dimenticata in auto dal padre

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Tragedia nel veneziano dove una bambina è stata dimenticata dal padre in auto per alcune ore, sotto il sole cocente. Quando se n’è accorto è tornato al veicolo, ma per la piccola non c’era più niente da fare.

Vicenda drammatica e difficile da accettare a Marcon, in provincia di Venezia. Una bambina di appena un anno è morta dopo che il padre l’ha dimenticata in auto. La piccolissima è rimasta bloccata nell’abitacolo sotto al sole cocente per alcune ore.

Quando il padre si è accorto del suo terribile errore, si è precipitato verso il veicolo ed ha chiamato i soccorsi, i quali si sono precipitati sul posto e sono arrivati dopo pochi minuti. Ma per la piccola ormai non c’era più nulla da fare. I genitori della bambina sono ora seguiti dall’assistenza psicologica messa a disposizione dalla Usl 3.

 

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Cronaca

Tenta di stuprare una ragazza in spiaggia ad Otranto: la folla cerca di linciarlo

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Un uomo di 50 anni ha afferrato per il braccio una giovane di 15 anni, l’ha trascinata in acqua ed ha tentato uno stupro, sotto gli occhi dei bagnanti. Le grida della ragazza hanno attirato un gruppo di persone che ha tentato di linciare il molestatore. Era già stato denunciato per lo stesso motivo.

Carabinieri e Guardia di Finanza sono subito intervenuti per soccorrere la ragazza, ma alla fine hanno dovuto salvare dal linciaggio l’autore del tentato stupro avvenuto in spiaggia ad Otranto la scorsa domenica 14 luglio. Nella zona della Baia dei Turchi un uomo di 50 anni ha tentato di abusare di una ragazzina di 15, sotto gli occhi di decine di bagnanti. Che non l’hanno presa benissimo.

I testimoni raccontano che quell’uomo era già stato notato fare e su e giù per la spiaggia. Ad un certo punto ha posato gli occhi sulla giovanissima, che si trovava in compagnia del fidanzato e del fratello piccolo di quest’ultimo. In un momento di distrazione, l’uomo ha afferrata per un braccio la ragazza e l’ha trascinata in acqua, iniziando a palpeggiarla. La quindicenne però ha chiamato aiuto a gran voce ed in breve il suo ragazzo ed altre persone sono accorse sul luogo. Ed hanno cercato di vendicarsi.

Le forze dell’ordine hanno caricato l’uomo su una gazzella, salvandolo dalla folla inferocita, e lo hanno condotto in caserma. L’uomo, che era già stato denunciato per lo stesso motivo, è ora indagato a piede libero, ma non è escluso che nei suoi confronti possa essere eseguita una misura cautelare già nei prossimi giorni.

Si tratta del secondo caso di violenza sessuale che si registra sulle spiagge salentine in pochi giorni. Oltre al tentato stupro avvenuto ad Otranto infatti, mercoledì 10 luglio una ragazza di 13 anni ha denunciato molestie subite da un animatore di 17 anni, in un villaggio turistico di Torre dell’Orso.

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