fbpx
Seguici su

Politica

Prove tecniche di campo largo: Pd e M5S insieme alle Regionali in Lombardia?

Pubblicato

il

pierfrancesco-majorino-campo-largo-lombardia
Il candidato su cui dovrebbero convergere PD e M5S: il dem Piefrancesco Majorino (Foto tratta da Facebook).

Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle sono pronti a disseppellire il campo largo, affossatosi all’indomani della rottura sul governo Draghi, in vista delle Regionali in Lombardia. Tra i pentastellati non tutti sono d’accordo e a campo della fronda anti accordo ci sarebbe l’ex ministro Toninelli. Il Pd intanto non si limita a questo e lavora anche ad un altro trionfo: Cuperlo è pronto a candidarsi alla segreteria del partito.

L’ufficialità ancora manca, ma il pensiero indecente ha fatto capolino nelle teste dem e pentastellate: il campo largo si potrebbe riproporre per le Regionali in LombardiA . L’occasione sarebbe anche ghiotta: strappare la Regione, alle elezioni di febbraio 2023, dopo 28 anni di governo di centrodestra. Milano insomma, val bene un’intesa. Una rinsaldata unione che potrebbe approfittare della “scissione” operata da Letizia Moratti.

Un’apertura che lo stesso Giuseppe Conte ha reso nota ieri: «Credo sia giusto sottoporre alla votazione degli iscritti lombardi la valutazione del tavolo di confronto che c’è stato e acquisirne il parere su una direzione da prendere per una proposta competitiva». Tradotto dal politichese: se la base non protesta, via libera al campo largo in Lombardia.

Ma non tutti sembrano entusiasti. «Io dico “no” all’accordo con il Pd in Lombardia» ha scritto sui social l’ex ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che già da settimane capeggia la fronda anti alleanza:  «chiedo a tutti di tornare ad aprire gli occhi e di smetterla di “stimare” un partito che di “stimabile” non ha nulla».

Ma la dichiarazione di Conte, è apparsa a molti come un’indicazione di voto in vista delle consultazioni interne che dovrebbero tenersi domani su Skyvote. D’altronde le condizioni ci sarebbero. Il Movimento 5 Stelle è in ripresa nei sondaggi, sebbene non abbia mai sfondato nelle votazioni locali in Lombardia. Discorso opposto per il Partito Democratico, ancora debole nelle intenzioni di voto, ma forte di una base elettorale comunque consistente nella regione. Insieme, con una buona campagna elettorale, potrebbero permettersi al democratico Pierfrancesco Majorino di imporsi sul candidato del centrodestra, l’uscente Attilio Fontana che, notizia di oggi, potrà contare sull’appoggio di Vittorio Feltri che si candiderà al Consiglio Regionale, e sulla “civica” Moratti.

In casa dem appunto si guarda anche alle altre sfide. In primis il Congresso e la scelta del successore del dimissionario Enrico Letta. Che non vedrà a quanto pare soltanto il derby d’Emilia tra Bonaccini e Schlein. Anche Gianni Cuperlo ha reso noto di star pensando di proporre la propria candidatura. E si dice più che favorevole alla rinnovata intesa coi pentastellati: «Bisogna allearsi con il M5S, avremmo dovuto farlo. Credo che il M5S abbia fatto un errore a far cadere Draghi. Ma rompere l’alleanza è stato un secondo errore che hanno pagato tutti. Su questo mi prendo la mia parte di responsabilità. Forse non avremmo vinto. Ma certo non avremmo avuto la Fiamma che arde a Palazzo Chigi».

Politica

Mussolini gender fluid: «non rispondo se sono maschio o femmina»

Pubblicato

il

gender-mussolini

L’eurodeputata Alessandra Mussolini ha rifiutato «per protesta» il lasciapassare per i viaggi dei deputati del Parlamento Europeo, perché ritiene discriminatoria la domanda che chiede di specificare il proprio sesso tra maschio e femmina.

Per una cosa così, suo nonno l’avrebbe spedita alle isole Tremiti, ma ormai pare definitivamente compiuta la trasformazione politica di Alessandra Mussolini, che da posizioni più conservatrici, negli anni si è spostata verso idee più riformiste. La marcia sui diritti civili di Alessandra Mussolini, sempre più gender fluid, continua.

L’eurodeputata forzista si dimostra ancora una volta sensibile alle battaglie lgbtq+ e pare volersi mettere a capo del corteo arcobaleno per condurlo ad una vittoria inderogabile, che possa finalmente spezzare le reni all’omofobia.

L’ultima rivendicazione è relativa al lasciapassare per i viaggi dei deputati del Parlamento Europeo, che ha rifiutato: «Per protesta oggi ho cancellato la mia domanda di lasciapassare perché non intendo rispondere al fatto di essere un maschio o una femmina».

Non è la prima volta che la celebre nipote, dice la sua in tema di diritti civili e difesa dell’identità, ma con termini che uno scettico non si aspetterebbe. A causa del cognome era facile immaginare che potesse avere posizioni reazionarie e intransigenti, invece in più occasioni si è dimostrata sensibile alle rivendicazioni del mondo lgbtq+.

Negli ultimi anni, anche a causa di un insuccesso alle urne, Mussolini ha annunciato l’uscita dalla scena politica, a favore di una carriera nello show business. Celebri le sue partecipazioni a trasmissioni come “Tale e Quale Show” e “ballando con le Stelle”. Ma, forse scelta dalla Provvidenza, è stata ripescata dalla politica. Nel 2019 ha mancato l’elezione alle Europee, ma, per effetto combinato delle elezioni politiche anticipate del 2022, è stata rieletta come prima degli esclusi, per occupare lo scranno del neo eletto senatore Silvio Berlusconi. Sia nelle aule dell’europarlamento, che nelle diverse apparizioni televisive, Alessandro Mussolini ha espresso posizioni vicine alle rivendicazioni della galassia lgbtq+ e sentimenti identitari gender fluid.

L’ultima oggi, con il ritiro della richiesta del lasciapassare dell’Unione Europea, un documento di viaggio elettronico che serve a facilitare le procedure per ottenere visti di lavoro per i suoi rappresentanti, per i membri del personale con incarichi internazionali e, a determinate condizioni, per i loro familiari, per non dover rispondere se sia un maschio o una femmina.

Continua a leggere

Politica

Fazzolari smentisce: «mai detto di voler insegnare a sparare nelle scuole»

Pubblicato

il

giovanbattista-fazzolari

Il sottosegretario alla presidenza del consiglio smentisce un articolo comparso su La Stampa, nel quale veniva “svelato” un retroscena secondo il quale Giovanbattista Fazzolari avrebbe ipotizzato di insegnare a sparare agli studenti nelle scuole.

Insegnare agli studenti a sparare nelle scuole, fin da quando sono giovanissimi: non si tratterebbe di un discorso surreale tratto dalla quarta stagione di Boris, ma della proposta che avrebbe formulato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, da molti considerato il numero due della premier, secondo un articolo pubblicato da La Stampa.

Il quotidiano riporta un retroscena captato a margine dell’incontro tra Giorgia Meloni e il premier etiope, nel quale Fazzolari avrebbe detto a Franco Federici, consigliere militare presso la presidenza del Consiglio: «Dobbiamo fare un tavolo per un progetto di insegnamento del tiro a segno nelle scuole. C’è tutta una rete di associazioni che si possono coinvolgere e mettere in contatto con il mondo delle scuole. Ci sono ragazzi molto appassionati e bravi che lo fanno nel tempo libero. Manca una struttura e un riconoscimento ufficiale. È un’attività che io penso meriti la stessa dignità degli altri sport».

Quindi studenti al poligono di tiro durante l’ora di ginnastica e giovani che imparano a sparare direttamente nelle scuole secondo la proposta di Fazzolari riportata da La Stampa. Guardando a quello che succede negli Stati Uniti a cadenza quasi periodica, portare armi a scuola non sembrerebbe una grande idea.

Un’ipotesi dalla cui paternità però Fazzolari si smarca: «L’articolo apparso oggi sul quotidiano La Stampa nel quale si sostiene che io vorrei “insegnare a sparare nelle scuole” è ridicolo e infondato. La chiacchierata tra me e il generale Federici, consigliere militare del Presidente Meloni, che il giornalista di La Stampa crede di aver carpito come uno scoop verteva su tutt’altro. La necessità di fornire maggiori risorse per l’addestramento di Forze armate e Forze di polizia e oltre a ciò l’ipotesi di prevedere un canale privilegiato di assunzione in questi corpi dello Stato per gli atleti di discipline sportive reputate attinenti, anche se non olimpiche, quali paracadutismo, alpinismo e discipline di tiro. Due misure alle quali lavoreremo al più presto».

Continua a leggere

Politica

Endorsement di Di Maio a Giorgia Meloni: «sta facendo un lavoro importante»

Pubblicato

il

Di-Maio-volo video su Tik Tok

Al Sustainability Forum di Fortune Italia, torna a parlare l’ex vicepremier Luigi Di Maio, che spende parole al miele per Giorgia Meloni. Sul suo allontanamento dalla scena politica afferma: «La vita ci porta fuori dalle zone di comfort».

Dalla debacle elettorale, di Luigi “Giggino” Di Maio si erano perse un po’ le tracce. Rarissime le apparizioni e gli interventi, attività social pressoché azzerata, assenza da colonne di giornale e ospitate in tv. Si è tornato a discutere dell’ex vice premier e ministro degli Esteri in relazione ad una possibile nomina ad inviato speciale europeo nel Golfo Persico, decisione ancora sospesa. Ma oggi Luigi Di Maio, il grillino della prima ora poi ripudiato, l’uomo dei governo gialloverde e giallorosso, colui che fece la scommessa, persa, di Impegno Civico, è tornato a parlare e ha speso parole di apprezzamento nei confronti dell’operato di Giorgia Meloni.

Al Sustainibility Forum di Fortune Italia ha dialogato con il giornalista Emilio Carelli al quale ha affermato: ««In questa fase – lontano dalle istituzioni – sono pronto a tante sfide, vedremo quali sentirò di accogliere. Posso dire che c’è tanta vita “dopo”. È una cosa scontata, ma che deve incoraggiare a non essere legati a una sola esperienza. La vita ci porta fuori dalle zone di comfort e questo ci consente di confrontarci con nuove sfide e scoprire capacità che non pensavamo neanche di avere». Un’affermazione quest’ultima quanto meno azzardata, considerando che si tratta di uno dei personaggi più “memati” di sempre. Il rischio che possa tornare in auge sui social con questa dichiarazione è concreto.

Buono il giudizio sull’esecutivo: «Siamo la seconda forza manifatturiera di Europa, questo richiede un intervento energetico massiccio e ritengo che il lavoro che si sta facendo, anche con la visita della presidente Meloni in Algeria e in Libia, sia molto importante in ottica di indipendenza energetica a breve medio termine. L’Italia non è messa male grazie a infrastrutture come il Tap che approda in Puglia e le due pipeline, dall’Algeria e dalla Libia. Queste tre ci consentono di diversificare le fonti, perché alcune di queste hanno una spare capacity molto alta. Altro fattore sono i rigassificatori, perché non tutto il gas può arrivare via tubo, per questo Piombino e Ravenna sono strategiche».

Il verdetto sulla presidente del Consiglio è roseo: «Sono sicuro che le mie valutazioni interessino poco le persone. Da cittadino italiano ed ex ministro degli Esteri, ero preoccupato per le nostre relazioni internazionali e sull’atlantismo. Ma sia con la legge di Bilancio e sia con l’annuncio della firma del sesto decreto di supporto militare all’Ucraina, queste preoccupazioni sono state smentite. Credo che il decreto sia molto importante non perché da questo dipende la resistenza ucraina, ma perché è un segnale importante alla nostra alleanza e agli alleati ucraini». Più intricata la situazione interna: «Sono abbastanza scettico che si riesca a risolvere il problema sugli occupabili del reddito di cittadinanza, in pochi mesi, incrociando la domanda e l’offerta, quindi costruendo il software per assegnare i posti di lavoro, perché il problema della gelosia delle banche dati in Italia da parte degli enti è un tema che ho affrontato in tutto il mio mandato, una questione difficile da risolvere. Se si fosse meno gelosi delle banche dati della pubblica amministrazione, risolveremmo molti problemi in Italia».

Continua a leggere

Più letti

Copyright © 2020 by Iseini Group | Osservatore Quotidiano è un prodotto editoriale di Il Martino.it iscritto al tribunale di Teramo con il n. 668 del 26 aprile 2013 | R.O.C. n.32701 del 08 Marzo 2019 | Direttore : Antonio Villella | ISEINI GROUP S.R.L - Sede Legale: Alba Adriatica (TE) via Vibrata snc, 64011 - P.Iva 01972630675 - PEC: iseinigroup@pec.it - Numero REA: TE-168559 - Capitale Sociale: 1.000,00€ | Alcune delle immagini interamente o parzialmente riprodotte in questo sito sono reperite in internet. Qualora violino eventuali diritti d'autore, verranno rimosse su richiesta dell'autore o detentore dei diritti di riproduzione.