fbpx
Seguici su

Attualità

Qatargate, nuovi indagati e caccia ai conti off-shore, sequestrate centinaia di migliaia di euro a Eva Kaili

Pubblicato

il

Qatargate-bruxelles-parlamento-europeo-inchiesta-corruzione-arestati-quattro-italiani

Orbàn affonda: «e poi l’Europa si preoccupa della corruzione in Ungheria…». Il Qatar respinge ogni accusa: «sempre operato nel rispetto delle leggi internazionali». Confermati 4 arresti per il Qatargate, tra cui l’oramai ex vicepresidente dell’Europarlamento, sospesa con effetto immediato, scaricata anche dal suo partito: «è un cavallo di Troia».

L’inchiesta su quello che è stato ribattezzato Qatargate si allarga. Confermati gli arresti per Antonio Panzeri, Niccolò Figà-Talamanca, Francesco Giorgio e la compagna Eva Kaili. Concessa la libertà condizionata a Luca Visentin, ai domiciliari la moglie e la figlia di Panzeri. La casa dell’eurodeputato belga, ma di origine italiane, Marc Tarabella è stata perquisita ieri sera, alla presenza della presidente Roberta Metsola, mentre altre persone sarebbe state coinvolte dalle indagini.

Sigillati gli uffici di alcuni collaboratori parlamentari, che non risultato al momento indagati. Si tratta di Davide Zoggia, ex sindaco di Jesolo e presidente della Provincia di Venezia, considerato vicino a Pierluigi Bersani con cui è confluito in Articolo 1, al quale è stato sequestrato il telefonino, dal momento che viveva in un casa di proprietà di Giuseppe Meroni, anche lui coinvolto dalle indagini. Meroni, ex assistente di Panzeri ora alle dipendenze di Lara Comi, e Zoggia condividevano l’ufficio. Sempre parte dell’entourage di Panzeri, attuale o passato, le altre due persone su cui si starebbero compiendo accertamenti: Donatella Rostagno, membro del board della Ong “Fight Impunity” fondata da Panzeri, e Federica Garbagnati, ex collaboratrice di Panzeri, attualmente impegnata con Alessandra Moretti. Nessuno di loro si trova sotto indagine. Altri tre eurodeputati poi sarebbero sotto indagine, ma dal momento che non sono stati colti in flagranza di reato, e quindi godendo dell’immunità come previsto dal Parlamento Europeo, non sono stati oggetti di misure cautelari.

Travolta dallo scandalo Qatargate l’oramai ex vicepresidente del Parlamento Europeo Eva Kaili, i cui beni sono stati congelati dalle autorità elleniche, sospesa con effetto immediato dalla presidente Roberta Metsola appena si è appreso del suo arresto. A lei sarebbero stati sequestrati centinaia di migliaia di euro in banconote di piccolo tagli. Secondo il quotidiano belga L’Echo, sarebbero almeno 750 mila euro. Di questi, 600 mila sono stati sequestrati al padre, sorpreso mentre li trasportava in una valigia uscito dagli uffici dell’europarlamento. Il resto sarebbe stato occultato in alcuni sacchi nella casa dell’eurodeputata greca. Il leader del partito socialista con cui è stata eletta, Pasok, Nikos Androulakis ieri sera l’ha definita un «cavallo di troia» all’Europalrmaneto di Nea Demokratia, il partito del premier greco Mitsotakis. Una linea ribadita anche dal segretario del comitato politico centrale Andreas di Pasok, Andreas Spyropoulus: «da tempo aveva preso le distanze dall’ideologia e dalla politica del suo partito di appartenenza, per identificarsi con quello al governo di Nea Dimokratia e il Partito popolare europeo».

Concessi gli arresti domiciliari alla moglie e alla figlia dell’ex eurodeputato antonio Panzeri, Maria Colleoni e Silvia Panzeri. Secondo la magistratura belga «erano pienamente consapevoli» dei regali costosi di cui beneficiava il marito ed avrebbero addiruttra partecipato al trasporto di alcuni doni. La difesa invece ha sostenuto che «non sono a conoscenza di quanto viene loro contestato». A mettere in cattiva luce la famiglia Panzeri, oltre ai circa 500 mila euro in contanti trovati in casa, un’intercettazione attribuita alla moglie di Panzeri: «Non possiamo permetterci una vacanza da 100 mila euro come l’anno scorso, e 9 mila euro sono troppi» avrebbe detto la moglie a Panzeri.

Intanto la vicenda Qatargate ha scosso profondamente il Parlamento Europeo, provocato moltissime reazioni e ha dato il là, tra le altre cose, a facili ironie di Victor Orbàn che ha postato una foto in cui alcune persone si sganasciano e la scritta: «E dicono che il Parlamento europeo è seriamente preoccupato per la corruzione in Ungheria», accompagnandolo con la didascalia: «buongiorno europa». Nel frattempo il Qatar respinge ogni coinvolgimento, affermando di aver sempre operato nel pieno rispetto delle leggi internazionali.

Intanto dal Belgio trapela che gli inquirenti sarebbero sulle tracce dei conti off-shore e di un misterioso soggetto, il «Gigante», a cui avrebbe fatto riferimento Panzeri, la cui carta di credito sarebbe stata utilizzata per viaggi, vacanze e benefit: «

Attualità

Salvini critica Sanremo, Amadeus: «Guardi un film»

Pubblicato

il

salvini-amadeus

Nella conferenza stampa odierna, sollecitato a rispondere sulle esternazioni del ministro dei trasporti Matteo Salvini che si è scagliato contro il Festival di Sanremo in diverse occasioni, Amadeus cala i panni del costituzionalista e difende la scelta di non guardarlo: «si chiama libertà».

Il Festival di Sanremo è cominciato, il Paese è bloccato, internet è monotematico e Salvini ne approfitta per fare polemica. Fino a qui tutto regolare, ma oggi è successa una cosa che non si era mai verificata durante il “mandato” di Amadeus: il conduttore ha risposto a Salvini.

Il Fstival non sembra essere un appuntamento sacro per il ministro. Nei giorni scorsi ha prima criticato la possibile partecipazione in video di Zelensky, successivamente ha criticato la presenza di Paola Enoglu, ieri ha twittato contro l’esibizione di Blanco («che non ho visto») ed oggi, in un’intervista a Rtl 102.5, ha affermato che non guarda e che non guarderà il Festival, al quale preferirà un film.

«Salvini sono quattro anni che se la prende con Sanremo – ha risposto Amadeus quando gli hanno chiesto un commento – Basta non guardarlo. Ho sentito che nella serata della finale guarderà un film, spero che sceglierà un buon film per i suoi ragazzi. Rispetto il pensiero dell’onorevole, si chiama libertà».

Poi anche un passaggio sulle polemiche innescate dalla presenza di Paola Enoglu, che in molti hanno criticato a causa delle parole della celebre pallavolista che ha parlato di razzismo in Italia: «Vuole che uno non parli e questo non va bene. Ieri Benigni ha parlato dell’articolo 21 della Costituzione, mi auguro che lo abbia ascoltato».

Continua a leggere

Attualità

Salvini contro Zelensky a San Remo: «festival della canzone e non altro»

Pubblicato

il

agenda-salvini-ministro-trasporti

L’annuncio da parte dei vertici Rai circa la presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky al Festival di San Remo, con un messaggio video , fa storcere il naso a Matteo Salvini: «se avrò tempo per guardare San Remo sarà per ascoltare le canzoni».

Volodymyr Zelensky sul palco dell’Ariston, in collegamento video. Durante il Festival di San Remo, sarà trasmesso un video messaggio del presidente ucraino Zelensky. L’annuncio è stato dato ieri, sebbene già da qualche mese fosse noto che vi si stava lavorando mei corridoi di viale Mazzini. Una scelta che diventa inevitabilmente politica e che non trova tutti d’accordo. Tra coloro non particolarmente entusiasti alla presenza di Zelensky a San Remo, Matteo Salvini.

«Speriamo che Sanremo rimanga il festival della canzone italiana e non altro» ha affermato il ministro dei Trasporti, che anche in passato ha dimostrato di avere particolarmente a cuore la rassegna musicale e che ha aggiunto che qualora trovasse il tempo per guardare il popolare festival, lo farebbe solo per «ascoltare le canzoni e non per ascoltare altro».

Un’uscita che rinfocola le scintille in maggioranza relativamente al sostegno militare all’Ucraina, che in merito alla politica estera, soprattutto per quanto riguarda il macro tema Russia, non è apparsa monolitica.

Continua a leggere

Attualità

Scontro tra direttori (e prof): Mentana chiede a Travaglio di dissociarsi da Orsini

Pubblicato

il

lettera-di-mentana-a-travaglio-sull'articolo-di-orsini

«Il signor Orsini sarà chiamato a rispondere di questa falsificazione, ma mi piacerebbe che il tuo giornale si dissociasse» Mentana scrive una lettera a Travaglio in merito ad un articolo pubblicato dal fatto Quotidiano a firma di Alessandro Orsini.

Il direttore del tg di La7 Enrico Mentana ha scritto una lettera al direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio per chiedergli di dissociarsi da un articolo a firma di Alessandro Orsini che il quotidiano ha pubblicato.

Nell’articolo Orsini ha scritto: «i media dominanti hanno assecondato la linea estremista di Biden e la narrazione secondo cui la Russia è uno Stato debolissimo con un esercito di cartone. Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Il Foglio, Libero, Il Giornale, L’Espresso, Radio 24, Enrico Mentana molti altri irresponsabili hanno fatto a gara a sostenere questa rappresentazione grottesca della realtà». In merito a questa frase Mentana scrive a Travaglio: «Il signor Orsini sarà chiamato ovviamente a rispondere di questa offensiva falsificazione, da cui mi piacerebbe che il tuo giornale si dissociasse, al di là della paradossale elezione a “medium dominante” del sottoscritto, direttore del tg sulla rete che ben conosci».

Non si è fatta attendere la replica del direttore de Il Fatto Quotidiano, che pur difendendo la scelta editoriale, cerca di gettare acqua sul fuoco: «Caro Enrico, sulla guerra abbiamo pubblicato e continuiamo a pubblicare pareri molto diversi, anche opposti. Il mio è più vicino a quello del professor Orsini che al tuo, anche perché il suo mi pare più aderente alla realtà che sempre più drammaticamente sta emergendo. Ma non vedo motivi per cui questa polemica, sicuramente aspra, debba approdare in un tribunale». In conclusione, Travaglio si concede un’impertinenza: «Non sottovalutare il tuo peso, e non solo quantitativo per le centinaia (o migliaia?) di ore di maratone sulla guerra, nel panorama dell’informazione televisiva: se non sei “dominante” tu, chi mai lo è?»

Continua a leggere

Più letti

Copyright © 2020 by Iseini Group | Osservatore Quotidiano è un prodotto editoriale di Il Martino.it iscritto al tribunale di Teramo con il n. 668 del 26 aprile 2013 | R.O.C. n.32701 del 08 Marzo 2019 | Direttore : Antonio Villella | ISEINI GROUP S.R.L - Sede Legale: Alba Adriatica (TE) via Vibrata snc, 64011 - P.Iva 01972630675 - PEC: iseinigroup@pec.it - Numero REA: TE-168559 - Capitale Sociale: 1.000,00€ | Alcune delle immagini interamente o parzialmente riprodotte in questo sito sono reperite in internet. Qualora violino eventuali diritti d'autore, verranno rimosse su richiesta dell'autore o detentore dei diritti di riproduzione.