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Sanzioni, anche il patriarca russo Kirill nel mirino di Bruxelles: avrebbe un patrimonio di 4 miliardi di dollari

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sanzioni in vista per il patriarca Kirill
Foto di Larry Koester (Flickr CC)

Il sedicesimo patriarca di Mosca, primate di Russia e capo della Chiesa ortodossa Kirill è a rischio di sanzioni da parte dell’Unione Europea. In base alle stime diramate, il suo patrimonio si aggirerebbe intorno ai 4 miliardi di dollari. In un’intervista a Repubblica il ricercatore Sergej Chapnin, che lo ha conosciuto, ha affermato: «pensa solo ai soldi, che ha rubato alla chiesa»

Il patriarca russo Kirill, potrebbe essere oggetto di sanzioni economiche da parte dell’Unione Europea. Finito nel mirino di Bruxelles non soltanto per le presunte ricchezze che avrebbe incamerato e nascosto, che in base alle stime pubblicate da Forbes dovrebbero aggirarsi intorno ai 4 miliardi di dollari, ma anche per il sostegno fornito a Putin sull’invasone in Ucraina.

«Il patriarca Kirill è responsabile del sostegno o dell’attuazione di azioni o politiche che minano o minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina, nonché la stabilità e la sicurezza in Ucraina. Inoltre, sostiene il governo russo ed i decisori responsabili dell’annessione della Crimea e della destabilizzazione dell’Ucraina» si può leggere, come reso noto da ANSA, nel testo del sesto pacchetto di sanzioni economiche UE alla Russia. Kiril ha difeso l’operato della Russia, sostenendo che non vi sia stato nessun attacco, ma soltanto una difesa dei «suoi confini».

In un’intervista a Repubblica pubblicata stamattina, il ricercatore del Centro di Studi Cristiano Ortodossi della Fordham University, Sergej Chapnin, ha fornito un identikit del patriarca dal quale non emerge un bel ritratto: « Pensa solo a soldi e potere. Le sanzioni aiuteranno a individuare i suoi fondi nascosti. Sono soldi rubati alla Chiesa. È Kirill ad avere più bisogno di Putin: tutti i suoi soldi, potere e influenza sono fondati su questa partnership con lo Stato». Nella visione del ricercatore, e in quella di molti suoi colleghi, la figura del patriarca è molto importante per i piani di egemonia russa: la religione potrebbe essere il collante con il quale giustificare un’eventuale “riunificazione” della trinità spirituale di Russia, Bielorussia ed Ucraina.

In base a quanto ricostruito da ricercatori e studiosi, si sarebbe formata una sorta di partenariato tra Putin e Kirill: in cambio della sua “investitura” a difensore della fed e legittimo difensore dell’impero russo, il presidente garantirà protezione, e ricchezze, al patriarca.

Kirill ha succeduto al patriarca Alessio II e come il suo predecessore, ha avuto un passato all’interno del Kgb, come emerso dagli archivi dell’Unione Sovietica. Alla caduta del muro e dopo la successiva dissoluzione della confederazione sovietica, alla Chiesa Ortodossa sono stati concessi alcuni privilegi, primo su tutti il diritto di importare alcol e tabacco esenti da dazi, e solo questo le avrebbe consentito di guadagnare ingenti ricchezze, che dovrebbero ammontare a circa 75 milioni di dollari ogni anno dal 1995 in poi. Kirill avrebbe a sua volta, secondo le accuse lanciate dai suoi oppositori, iniziato a incamerare e nascondere denaro dalle casse ecclesiastiche, mettendo da parte un gruzzoletto di tutto rispetto. Tra i beni che gli vengono ascritti, una lussuosissima villa sul Mar Nero ed uno yacht, sul quale sarebbe stato anche fotografato. Adesso il patriarca russo potrebbe essere vittima di sanzioni e di confische.

Recentemente, si è anche aperta una polemica, se non proprio una frattura, tra la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa, dopo che il pontefice ha reso noto il contenuto di una call avuta con Kirill. Papa Francesco ha dichiarato che durante la conversazione, durata una quarantina di minuti, il patriarca gli ha letto un foglio contente le motivazioni della Russia, suscitando la perplessità di Bergoglio che ha affermato: «di questo non capisco nulla. Il Patriarca non può trasformarsi nel chierichetto di Putin». Secca la replica proveniente da Mosca: «È deplorevole che un mese e mezzo dopo la conversazione con il Patriarca Kirill, Papa Francesco abbia scelto il tono sbagliato per trasmettere il contenuto di questa conversazione», di cui, tra l’altro, «ha travisato» il contenuto.

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Lavrov: “Piano di pace italiano non serio”. Draghi chiama Putin:”Fornitura ininterrotta di gas all’Italia”

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Vladimir Putin

ROMA – Il premier italiano Mario Draghi ha chiamato Vladimir Putin. Il leader russo ha confermato che Mosca ha intenzione di garantire una fornitura ininterrotta di gas all’Italia.

Nella telefonata il presidente russo ha detto che Mosca sta facendo “sforzi per garantire una navigazione sicura nel Mar d’Azov e nel Mar Nero”, affermando che è l’Ucraina ad “ostacolarla”. “Il colloquio si è incentrato sugli sviluppi della situazione in Ucraina e sugli sforzi per trovare una soluzione condivisa alla crisi alimentare in atto e alle sue gravi ripercussioni sui Paesi più poveri del mondo”, spiega Palazzo Chigi. Come riporta l’Ansa, Putin ha sottolineato che la Russia è pronta ad aiutare a superare la crisi alimentare in cambio della revoca delle sanzioni. 

Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov ha bocciato il piano di pace dell’Italia. “I politici seri che vogliono ottenere risultati e non sono impegnati nell’autopromozione di fronte al loro elettorato, non possono proporre questo genere di cose”, ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov commentando in un’intervista a Russia Today in arabo le proposte di pace italiane per l’Ucraina. Come riporta l’Ansa, l’emittente ha postato sul suo sito una trascrizione in russo. Lavrov ha ribadito che l’Italia non ha inviato il piano a Mosca, ma “quanto appare sui media – ha aggiunto, riferendosi in particolare alle ipotesi di Donbass e Crimea sotto sovranità ucraina con uno status autonomo – provoca un sentimento di rammarico”.

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Cina: “Sparare a vista a chi tenta la fuga dai campi dello Xinjiang”

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PECHINO – I prigionieri uiguri nella regione cinese dello Xinjiang “devono essere fucilati a vista” se tentano di fuggire dai campi di “rieducazione” dove, secondo gli attivisti dei diritti umani, si dice siano detenuti in modo arbitrario decine di migliaia di persone. Come riporta l’Ansa, un cache di file della polizia, presumibilmente ottenuti da hacker e condivisi con i media stranieri, ha rivelato anche i volti di quasi 3.000 persone, compresi bambini, che sembrano essere stati confinati nelle strutture a causa della loro religione.

Secondo quanto riporta la Bbc, le foto sarebbero reali e frutto del riconoscimento facciale, mentre dai fascicoli ufficiali è emerso un protocollo interno della polizia che “descrive l’uso di routine di ufficiali armati in tutte le aree dei campi, il posizionamento di mitragliatrici e fucili di precisione nelle torri di guardia e l’esistenza di una politica di sparatorie per chi cerca di scappare”. L’ordine , in altri termini, è di “freddare” chiunque tenti la fuga.

Da ieri, l’Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani Michelle Bachelet è per la prima volta dal 2005 in visita in Cina avendo in programma di recarsi per pochi giorni nello Xinjiang. Malgrado l’Alto Commissario abbia precedentemente detto che avrebbe richiesto l’accesso “senza restrizioni” nella regione del nordovest per condurre una “valutazione indipendente”, i termini della sua visita non sono stati divulgati e le autorità cinesi hanno insistito sul fatto che non permetteranno altro che una “visita amichevole” ai fini del dialogo.

Come riporta l’Ansa gli Stati Uniti sono “sconvolti” dalle ultime informazioni sugli abusi nello Xinjiang. Lo afferma il portavoce del Dipartimento di Stato, Ned Price, commentando la pubblicazione di diversi file che mostrano gli abusi della Cina contro gli uiguri. La Cina, aggiunge Price, dovrebbe liberare le persone arbitrariamente detenute.

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Tesoriere M5S pubblica foto di Draghi al guinzaglio di Biden: ira di Di Maio

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ROMA – Draghi al guinzaglio di Joe Biden: a rilanciare su Instagram l’immagine di un graffito è il deputato e tesoriere M5s Claudio Cominardi. Sotto la foto del graffito la scritta “Graffiti. Draghi, Biden, war”. Come riporta l’Ansa, il premier italiano è raffigurato con il corpo della Lupa, simbolo di Roma, ed è tenuto al guinzaglio dal presidente americano. Le mammelle con Romolo e Remo hanno su la scritta ‘liquid gas’. 

“Quell’immagine è inaccettabile, ne prendo totalmente le distanze, noi come forza politica sosteniamo il governo, sosteniamo il Presidente del consiglio”. Lo ha detto il ministro degli Esteri ed esponente di primo piano del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio. “Quello non è diritto di critica, quello è qualcosa da cui prendere le distanze, spero che il movimento prenda le distanze il prima possibile”, ha concluso Di Maio.

“Lo detestano e lo offendono, perché è autorevole e capace. Il contrario del suo predecessore. Ps: l’autore è il senatore Cominardi, un grillino a caso, è il tesoriere, incarico fiduciario scelto da Conte, uno che la pensa come lui”. Lo scrive sui social il Presidente di Italia Viva Ettore Rosato.

“Il Movimento 5 Stelle è ancora nella maggioranza di governo? Dopo Petrocelli arriva Cominardi, ma oltre allo sdegno e l’imbarazzo i pentastellati non passano ai fatti e continuano a tenere al loro interno chi non perde occasione per attaccare Draghi ed il suo operato”. Lo dichiara Silvia Fregolent, della presidenza del Gruppo di Italia Viva alla Camera

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