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Scarcerato Massimo Ferrero: il Viperetta passa ai domiciliari

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scarcerato Massimo Ferrero dopo che era stato arrestato per bancarotta fraudolenta

Dopo 17 giorni trascorsi a San Vittore, il patron della Sampdoria Massimo Ferrero è stato scarcerato e torna a casa sua, agli arresti domiciliari. I legali: «grande soddisfazione». La Sampdoria domani confermerà il Consiglio d’Amministrazione ed eleggerà il nuovo Presidente, dopo che le dimissioni del Viperetta, avvenute nel giorno del suo arresto.

Er Viperetta torna a casa. Massimo Ferrero è stato scarcerato e trascorrerà il Natale a casa dopo che il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha accolto la richiesta dei suoi legali, secondo cui non esiste nessun pericolo di fuga o di inquinamento delle prove. «Grande soddisfazione per il lavoro svolto finora, che ha fatto si che Ferrero possa trascorrere le feste di Natale a casa, con la sua famiglia» il commento degli avvocati.

Il Viperetta lascia pertanto il carcere di San Vittore dopo 17 giorni di custodia cautelare e passa al regime degli arresti domiciliari. Il 6 dicembre scorso era finito in manette insieme alla figlia, ad un nipote ed altre ter persone, con pesanti capi di imputazione, che vanno dalla bancarotta fraudolenta per quattro società, all’appropriazione indebita. Oltre agli arrestati, altre quattro persone figurano tra gli indagati. I fatti contestati risalgono ad un periodo compreso fra il 2017 ed il 2020 e in seguito alle indagini, sono avvenute perquisizioni, e sequestri, in Lombardia, Lazio, Campania, Basilicata e Calabria.

Intanto la Sampdoria si riunirà domani per eleggere il nuovo Consiglio d’Amministrazione e il Presidente, dopo che Ferrero ha lasciato l’incarico nel giorno del suo arresto. Molto probabilmente l’attuale cda che guida il club blucerchiato sarà confermato.

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Salvini e la gaffe con il candidato non vedente: “Sarà un occhio per gli italiani”

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Matteo Salvini

ROMA – “Mario al Senato sarà un occhio per milioni italiani”, così Matteo Salvini ieri sera a Porta a Porta. Peccato che Mario Barbuto sia non vedente e che il leader leghista continui a parlare non rendendosi conto dell’evidente gaffe.

Il “Mario” in questione è infatti il presidente dell’Unione italiana ciechi ed è candidato per il centrodestra a Palermo. “Parlando con Mario, si capisce un mondo che teoricamente è al buio, però portarlo con me in Senato sarà una speranza, un occhio, per milioni di italiani troppo spesso dimenticati”, le parole esatte di Salvini nel salotto di Vespa.

“Dopo di me, ci sarà qualcuno che dirà che bisogna includere chi sbarca domani mattina a Lampedusa. Chi sceglie la Lega di includere chi è nato qua, penso ai bimbi che ancora non hanno l’insegnante di sostegno, una vergogna. Quindi sono contento che Mario a nome di tante associazioni di volontariato, del terzo settore e delle disabilità abbia scelto la Lega per portare avanti una battaglia di civiltà”, ha aggiunto Salvini.

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Folla oceanica grazie a Photoshop: ma a Meloni si allungano anche i piedi

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PALERMO – È diventata virale sui social l’immagine di piazza Ruggero Settimo a Palermo pubblicata da Giorgia Meloni durante il suo comizio di martedì. Probabilmente, per rendere l’effetto della folla oceanica, sarebbe stato usato Photoshop.

Ma ad allungarsi, assieme alla piazza, sono stati anche piedi di Giorgia Meloni. A rilanciare l’immagine è l’eurodeputato Ignazio Corrao, che commenta: “Quando nel tentativo di allungare la piazza con il photoshop ti allungano i piedi come un clown”.

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Il Patriarca Kirill esorta i fedeli ad arruolarsi: “Se muori sarai con Dio”

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MOSCA – “Vai coraggiosamente a compiere il tuo dovere militare. E ricorda che se muori per il tuo Paese, sarai con Dio nel suo regno, gloria e vita eterna”: il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill esorta così gli uomini della Federazione alla mobilitazione lanciata dal presidente Vladimir Putin, invitando i fedeli a “non avere paura della morte”.

Lo riporta in un tweet il media indipendente bielorusso Nexta. Come riporta l’Ansa, il Cremlino intanto ha ammesso per bocca del suo portavoce, Dmitry Peskov, che tra la popolazione russa c’è stata “una reazione isterica” alla dichiarazione della mobilitazione parziale del presidente Vladimir Putin, che ha dato origine a una ridda di voci su quanti e quali cittadini potranno essere richiamati alle armi. Secondo Peskov, “si poteva in qualche modo capire la reazione isterica ed estremamente emotiva delle prime ore dopo l’annuncio, o anche nella prima giornata, perché vi era una certa mancanza di informazione, ma già dalla giornata di ieri sono state attivate tutte le linee di informazione” necessarie. Lo riferisce la Tass.

L’organizzazione non governativa Guide to the Free World che aiuta i russi che si oppongono alla guerra a lasciare il Paese, stima che sarebbero circa 70mila gli uomini fuggiti dalla Russia o che stanno escogitando un piano di fuga.

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