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Il segretario della Lega di Bologna si scusa: «farò rimuovere il tatuaggio fascista»

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Cristiano Di Martino insieme a Matteo Salvini (Foto tratta da Facebook).

Dopo che una foto del tatuaggio che ha sul braccio ha iniziato a circolare, era montata la polemica e Cristiano Di Martino, segretario della Lega a Bologna, si era giustificato dicendo che era legato alla mitologia nordica. In realtà il tatuaggio dell’esponente della Lega non mostrava il martello di Thor, ma un “dente di lupo”, simbolo runico utilizzato dalle SS, sovrastato da un pugno che stringe un martello, simbolo di Terza Posizione, movimento eversivo di matrice fascista attivo tra gli anni ’60 e ’80.

Dopo le polemiche montate non solo nella città felsinea, e dopo le giustificazioni bislacche dell’interessato, la Lega corre ai ripari. Per chiudere la questione il Presidente del gruppo in Regione Emilia-Romagna, Matteo Rancan ha affermato ieri a margine di una conferenza stampa: «Il segretario si è scusato e lo cancellerà». Il riferimento è a Cristiano Di Martino, segretario della Lega a Bologna, finito nel mirino delle polemiche per un tatuaggio che mostra un simbolo fascista, sul suo braccio destro.

Il disegno mostra il “dente di lupo” utilizzato dalle truppe SS sormontato dal simbolo di Terza Posizione, gruppo fascista attivo tra gli anni ’60 e gli anni ’80. Questo simbolo mostra un pugno che stringe un martello e all’inizio Di Martino ha cercato di fare il vago, dicendo che lo aveva fatto solo perché «affascinato fin da ragazzino dalla mitologia nordica». Una risposta che non aveva convinto appieno.

«Apprendiamo che il segretario della Lega di Bologna cancellerà dal braccio il tatuaggio di Terza Posizione. Se l’interessato confermerà quanto detto in proposito a suo nome da un altro esponente del suo partito farà certamente la scelta giusta», ha commentato il deputato del Pd Andrea De Maria, che prosegue «Quel simbolo è un insulto a Bologna e al prezzo di sangue che la nostra città ha pagato negli anni del terrorismo neofascista e della strategia della tensione. Con tanti altri avevo chiesto un gesto di questo tipo ed evidentemente l’indignazione di Bologna ha pesato».

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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