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Berlusconi al Quirinale: tra chi lo sponsorizza e chi apre petizioni per impedirglielo

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Silvio Berlusconi si sottopone al vaccino mentre progetta la corsa a al Quirinale

Che il Silvio Berlusconi voglia salire al Quirinale non è certo un mistero. E mentre il Cav porta avanti la campagna mediatica per presentarsi come un padre nobile e saggio da sempre a servizio della Repubblica, chiamando all’adunata i fedelissimi affinché si straccino le vesti per seguirlo nella sua via di apostolato, il Fatto Quotidiano apre una raccolta firma per chiedere ai parlamentari di non prendere nemmeno in considerazione questa ipotesi.

Silvio Berlusconi sa che la strada che porta al Quirinale è lastricata di buone intenzioni, dichiarazioni da statista e dialogo con le forze politiche, al fine di perseguire il bene comune e costruire un percorso volto alla salvaguardia dei valori della Costituzione. Tutte cose che ci si domanda che effetto avrebbero potuto avere se le avesse applicate ai suoi governi. Forse, proprio per togliersi questa curiosità, il Cav sta inseguendo con tutte le sue forze, almeno quelle che gli restano, l’obiettivo di diventare Capo dello Stato.

Già da tempo sta tramando, calcolando e valutando. Ha chiamato a raccolta i fedelissimi, quelli che gli sono rimasti almeno, e cerca rassicurazioni dagli “alleati”, circa la loro lealtà quando sarà il momento di votare. Perché Berlusconi lo sa che alla fine è tutta una questione di numeri in Parlamento. E se il centrodestra lo sostenesse davvero compatto, non sarebbero poi molti quelli che gli mancherebbero per ottenere la maggioranza al quarto scrutinio e diventare Presidente della Repubblica.

Secondo la stragrande maggioranza dagli osservatori questa ipotesi è puramente fantascientifica. Ma non secondo tutti. La competizione si svolge interamente nel solco del Parlamento e in questo campo di battaglia Berlusconi si è sempre mosso con abilità. E non sono pochi quelli che temono che la fantascienza possa trasformarsi in un reality show.

Su tutti il Fatto Quotidiano, che tra le pagine del suo giornale, lancia una petizione per chiedere ai parlamentari di non prendere nemmeno in considerazione l’ipotesi di mandare Berlusconi al Quirinale e non la tocca proprio pianissimo: «il Presidente della Repubblica dev’essere il garante della Costituzione. Silvio Berlusconi l’ha violata prima e dopo il suo ingresso in politica» si legge nell’incipit. Poi la nota si inasprisce ed è possibile leggere «Silvio Berlusconi è il garante della prostituzione e della corruzione», oppure «ha prostituito ai suoi interessi privati i principi costituzionali», o ancora «ha coperta di vergogna gli italiani». L’appello ai parlamentari poi prosegue citando le condanne, l’affiliazione alla loggia P2, i personaggi poco raccomandabili che ha fatto entrare in Parlamento, le guerre in Iraq e Afghanistan, le epurazioni in Rai, i bavagli alla magistratura, le leggi ad personam, le condanne di Previti e Dell’Utri e i rapporti con la criminalità organizzata. Qui si esaurisce il riassunto, non certo esaustivo e completo, di alcune vicende accadute nel ventennio berlusconiano.

Ma questa campagna per impedire a Silvio Berlusconi di salire al Quirinale, non poteva certo trovare tutti d’accordo e sono giunte le prime critiche. L’ex ministro Luciano Violante ad esempio ha rilasciato un’intervista a Il Giornale, nella quale afferma: «le persone non vanno mai offese. Queste parole sono inutilmente offensive, esprimersi in modo offensivo e volgare è dequalificante a prescindere».

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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