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Sri Lanka, dichiarato lo stato d’emergenza dopo la fuga del presidente

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COLOMBO – Lo Sri Lanka ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale poche ore dopo la fuga del presidente Gotabaya Rajapaksa che si è rifugiato alle Maldive dopo le violente proteste dei giorni scorsi a causa della grave crisi economica del Paese.

“Poiché il presidente è fuori dal Paese, è stato dichiarato lo stato di emergenza per gestire la situazione”, ha detto il portavoce del premier Wickremesinghe, che è stato nominato presidente ad interim.

Come riporta l’Ansa, quattro giorni fa migliaia di dimostranti hanno assaltato la residenza di Rajapaksa, ritenuto responsabile della drammatica crisi economica in cui si trova il Paese. Rajapaksa è fuggito nella notte su un aereo militare che è atterrato all’aeroporto internazionale di Malè, la capitale delle Maldive.

Il leader 73enne, che già ieri aveva tentato senza successo di lasciare il Paese, era decollato alle prime ore di oggi dall’aeroporto internazionale di Colombo con la moglie e una guardia del corpo a bordo di un Antonov-32. Un funzionario dell’aeroporto di Malé ha dichiarato che i tre passeggeri sono stati portati sotto scorta dalla polizia verso una destinazione al momento sconosciuta.

Come riporta l’Ansa, proseguono intanto le tensioni nella capitale Colombo dove la polizia ha sparato gas lacrimogeni per contenere migliaia di manifestanti riuniti davanti all’ufficio del primo ministro. I dimostranti chiedono le dimissioni del premier Ranil Wickremesinghe e del presidente Gotabaya Rajapaksa, così’ come aveva promesso prima di lasciare il Paese.

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Attualità

Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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