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Cronaca

Stupri, violenza, messe nere e riti satanici in una prigione insonorizzata: ragazza abusata dai genitori affidatari

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Una ragazza di 16 anni è stata affidata a due genitori affidatari della Lombardia che l’avrebbero sottoposta ad ogni tipo di tortura: stupri e botte durante messe nere e riti satanici, compiuti in una stanza sotterranea e insonorizzata. A causa degli abusi, rimase incinta del patrigno quando aveva 17 anni. Un altro ragazzo affidato alla famiglia, è diventato uno stupratore.

La vicenda richiama alla mente le inchieste, (molto discusse a causa di alcune zone d’ombra e recentemente tornate in auge grazie ad un popolare documentario), relative ai “diavoli della bassa modenese” degli anni ’90. Una storia di stupri, segregazione, violenze, riti satanici e messe nere proveniente dalla Lombardia, dove una ragazza di 16 anni è stata data in affidamento a due genitori affidatari che avrebbero abusato di lei in tutti i modi. Ieri la coppia è stata arrestata.

La ragazza ha raccontato di aver subito abusi di ogni tipo, per anni. Fin dall’inizio il padre affidatario, titolare di uno studio di registrazione, le avrebbe riservato attenzioni inopportune. In un primo momento la giovane crede che la compagna dell’uomo non si sia accorta di niente, salvo poi scoprire che era perfettamente a conoscenza, e complice, delle perversioni del marito. Dopo poco la ragazza viene usata per riti satanici e messe nere.

I racconti sono raggelanti. Sarebbe stata fatta sdraiare su un tavolo in una stanza illuminata dalle fiaccole. Di fronte a lei cinque persone incappucciate. Uno solo a volto scoperto, il suo tutore. E in una stanza del seminterrato, chiusa da una botola e insonorizzata col materiale isolante che il patrigno usa per lo studio di registrazione, viene stuprata sotto un crocifisso capovolto. Ripetutamente. Fino a che non rimarrà incinta, a 17 anni.

Ma nonostante la gravidanza e la nascita del bambino, che pare sia stato riconosciuto dal padre affidatario della ragazza, le violenze proseguiranno. La giovane in preda alla disperazione riesce a fuggire in un’occasione e a recarsi in un’altra regione. Rintracciata dalla famiglia affidataria, viene narcotizzata e riportata nella sua prigione in Lombardia.

Ma non è ancora conclusa la storia. Un altro ragazzo, dato in affidamento e poi adottato dalla famiglia, viveva in quella casa. E crescendo qui è diventato a sua volta uno stupratore. Durante quel periodo infatti si trovava agli arresti domiciliari dopo essere stato condannato per violenza carnale.

I due genitori affidatari sono stati arrestati e si trovano in carcere con l’accusa di sequestro di persona e di stupro di gruppo. Le accuse nei loro confronti sono corroborate anche dalle perizie mediche eseguite. Proseguono le indagini per dare un volto e un nome ai cinque incappucciati che partecipavano alle messe nere.

Cronaca

Tremano incessantemente i Campi Flegrei: paura anche a Napoli, evacuato il carcere di Pozzuoli

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Forti scosse in tutta la zona. 39 famiglie sgomberate dalle proprie case. Il Prefetto: «la macchina ha funzionato».

Lo sciame sismico che ieri notte si è propagato nei Campi Flegrei, ha spaventato anche Napoli come non succedeva da una quarantina d’anni, con una scossa di magnitudo 4. Decine di persone si sono riversate per strada, mentre in via precauzionale è stato evacuato il carcere femminile di Pozzuoli, che ha subito alcuni danni.

39 famiglie, 150 persone circa, sono state sgomberate dalle loro abitazioni ed oggi le scuole sono rimaste chiuse a Pozzuoli e Bacoli. Sono state messi a loro disposizione alcuni alloggi alternativi, ma la maggior parte ha preferito soluzioni autonome. La Protezione Civile ha comunque preparato oltre 400 brandine.

Le 140 detenute del carcere di Pozzuoli, evacuato in via precauzionale, sono state «dislocate in altre strutture campane», rende noto il provveditore delle carceri della Campania Lucia Castellano, che spiega che il provvedimento «si è reso necessario per motivi precauzionali. Il nostro sforzo è finalizzato a far rientrare le detenute quanto prima – ha detto ancora – Pozzuoli è una struttura d’eccellenza a cui non vogliamo rinunciare». Il prefetto di Napoli, Michele Di Bari,ha aggiunto: «C’è stata una gran sinergia tra tutte le istituzioni, sindaco di Napoli, presidente di Regione, sindaci di Bacoli e Pozzuoli, la macchina ha funzionato benissimo».

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Svaligia la cassaforte di un supermercato: segnalato ragazzino di 11 anni

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Ha approfittato di un momento di distrazione per impadronirsi delle chiavi della cassaforte, asportare tre astucci contenti gli incassi di giornata e dileguarsi, il ragazzino che ha commesso una rapina in un supermercato di Ferrara. Un addetto ha provato a fermarlo, ma è riuscito a fuggire.

Ha atteso l’attimo propizio. Ha agito con destrezza e rapidità. Ha guadagnato la fuga, spintonando l’unica che si era accorta di quanto stava accadendo. Solo la ricostruzione dei suoi movimenti attraverso le immagini dei sistemi di videosorveglianza ha permesso agli inquirenti di rintracciarlo. Non si tratta di un rapinatore seriale, ma di un ragazzino di 11 anni, segnalato alla Procura dei minori di Ferrara per la rapina in un supermercato.

La vicenda si è consumata in pieno giorno. Non si tratta di un semplice episodio di taccheggio, bensì di una vera e propria rapina, dal bottino di svariate migliaia di euro. Sei mila per la precisione. I contanti erano custoditi in tre astucci, conservati nella cassaforte installata nell’area dipendenti dell’esercizio commerciale.

Il ragazzino di 11 anni autore della rapina al supermercato ha approfittato di un momento di distrazione generale per prendere le chiavi da una cassetta. Poi ha ripulito la cassaforte. Solo mentre si allontanava una cassiera ha notato i suoi movimenti. La donna ha provato a fermarlo, ma lui l’ha spintonata ed è fuggito via.

Nella fuga ha dovuto abbandonare due dei tre astucci rubati. L’altro, quello contente sei mila euro, l’ha portato con sé. Ma gli investigatori l’hanno trovato mediante la visione dei filmati di sicurezza. E per la sua identificazione, sono state rilevanti le foto pubblicate dal giovane sui social network.

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Strage sul lavoro a Palermo: 5 operai morti durante lavori fognari

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I cinque operai morti a Casteldaccia in provincia di Palermo, hanno respirato esalazioni tossiche durante alcuni lavori alla rete fognaria.

Sarebbero state le esalazioni tossiche provenienti dalle acque nere ad uccidere i cinque operai morti in una strage sul lavoro avvenuta questa mattina a a Casteldaccia, in provincia di Palermo. Uno dopo l’altro, si sono calati nel tombino della morte. Quando il primo non è riemerso il secondo è sceso a cercarlo e poi il terzo e poi il quarto e così via. Il settimo ha dato l’allarme. E’ quello che versa nelle migliori condizioni. Il collega prima di lui si trova intubato in gravi condizioni al Policlinico di Palermo. Gli altri non ce l’hanno fatta.

I lavori interessavano la rete fognaria nei pressi degli stabilimenti dell’azienda vinicola Corvo. La maggior parte degli operai rimasti coinvolti nella strage sul lavoro avvenuta in provincia di Palermo, erano dipendenti della ditta Quadrifoglio group srl di Partinico, società che lavora per conto della municipalizzata palermitana Amap, che si occupa della gestione idrica in città.

«Un’immane tragedia. Siamo sconvolti. Cinque giovani che sono morti per un pezzo di pane. E’ inconcepibile», ha dichiarato il sindaco di Casteldaccia, Giovanni Di Giacinto, arrivando sul luogo della strage.

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