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I Talebani impongono il burqa in pubblico alle donne afghane

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KABUL – Il leader supremo dei talebani ha ordinato con un decreto alle donne di indossare il burqa in pubblico, riportando indietro la storia di oltre 20 anni. L’imposizione del burqa è motivata dal fatto che “è tradizionale e rispettoso”, secondo il leader supremo talebano Hibatullah Akhundzada che ha firmato il decreto reso pubblico sabato dal governo talebano davanti alla stampa a Kabul.

“Le donne che non sono né troppo giovani né troppo anziane – si legge nel decreto – dovrebbero velarsi il viso di fronte a un uomo che non è un membro della loro famiglia”, per evitare provocazioni. Ma non solo: se non hanno un compito importante da svolgere all’esterno, è “meglio che rimangano a casa”.

Come riporta l’Ansa, una decisione che riporta la storia indietro di oltre 20 anni. I talebani avevano infatti imposto l’uso del burqa durante il loro primo periodo al potere tra il 1996 e il 2001, segnato da una forte repressione dei diritti delle donne, in base alla loro radicale interpretazione della Sharia, la legge islamica.

Dopo aver preso il potere a metà agosto, mettendo fine a vent’anni di occupazione da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati, che li avevano cacciati nel 2001, i talebani avevano promesso questa volta di essere più flessibili. Ma nel giro di poco tempo hanno iniziato a non rispettare questa promessa erodendo gradualmente e costantemente i diritti e le libertà delle donne. Attualmente sono infatti in gran parte escluse dai lavori pubblici ed è loro vietato viaggiare da sole. E nel marzo scorso i talebani hanno chiuso le scuole superiori e i college alle ragazze, poche ore dopo la loro riapertura da tempo annunciata. 

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Lavrov: “Piano di pace italiano non serio”. Draghi chiama Putin:”Fornitura ininterrotta di gas all’Italia”

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Vladimir Putin

ROMA – Il premier italiano Mario Draghi ha chiamato Vladimir Putin. Il leader russo ha confermato che Mosca ha intenzione di garantire una fornitura ininterrotta di gas all’Italia.

Nella telefonata il presidente russo ha detto che Mosca sta facendo “sforzi per garantire una navigazione sicura nel Mar d’Azov e nel Mar Nero”, affermando che è l’Ucraina ad “ostacolarla”. “Il colloquio si è incentrato sugli sviluppi della situazione in Ucraina e sugli sforzi per trovare una soluzione condivisa alla crisi alimentare in atto e alle sue gravi ripercussioni sui Paesi più poveri del mondo”, spiega Palazzo Chigi. Come riporta l’Ansa, Putin ha sottolineato che la Russia è pronta ad aiutare a superare la crisi alimentare in cambio della revoca delle sanzioni. 

Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov ha bocciato il piano di pace dell’Italia. “I politici seri che vogliono ottenere risultati e non sono impegnati nell’autopromozione di fronte al loro elettorato, non possono proporre questo genere di cose”, ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov commentando in un’intervista a Russia Today in arabo le proposte di pace italiane per l’Ucraina. Come riporta l’Ansa, l’emittente ha postato sul suo sito una trascrizione in russo. Lavrov ha ribadito che l’Italia non ha inviato il piano a Mosca, ma “quanto appare sui media – ha aggiunto, riferendosi in particolare alle ipotesi di Donbass e Crimea sotto sovranità ucraina con uno status autonomo – provoca un sentimento di rammarico”.

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I cori shock di Salvini dopo la vittoria del Milan: “Interista vaffan..lo”

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MILANO – Prima un elegantissimo coro contro gli interisti (”Interista vaffan..lo”) poi la contestazione di alcuni tifosi che lo invitano ad andare a lavorare spiegandogli che avrebbe cose più importanti da fare. Il tutto con autista al seguito e auto d’ordinanza.

Sceso in strada a fare baldoria subito dopo la vittoria dello scudetto del Milan, Salvini è stato infatti ripreso mentre urlava a squarciagola: «Interista vaffan…». Ed è difficile parlare di goliardia, dato che ad atteggiarsi così è stato nientemeno che un ex vice presidente del Consiglio dei Ministri.

E se contestazioni e critiche ormai sono una certezza, lo è anche il calo di gradimento tra gli italiani con la Lega che è in caduta libera nei sondaggi, passata in pochi anni da oltre il 30% di consensi all’attuale 15. Gli ultimi mostrati da La7 dicono che il partito di Salvini è ben 7 punti indietro rispetto ai ”colleghi” di destra di Fratelli d’Italia che sono al 22,6%.

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“Discredito planetario”: a Berlusconi chiesti 10,5 mln dalla presidenza del Consiglio nel processo Ruby Ter

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cosa rimane del berlusconismo e di silvio berlusconi

MILANO – Non ci sono solo la richiesta di condanna a 6 anni per corruzione in atti giudiziari e i 10 milioni e 800mila euro di confisca chiesti dalla procura come “prezzo della corruzione”. Come riporta Repubblica, il terzo colpo per Silvio Berlusconi, imputato nel processo Ruby Ter, arriva dalla presidenza del Consiglio che nel processo si è costituita parte civile.

Ieri nell’aula bunker a Milano, dopo le richieste di condanna avanzate dai pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, l’avvocata della presidenza del Consiglio Gabriella Vanadia ha chiesto che “tutti gli imputati”, tra cui Berlusconi, e “ad esclusione di Pedrini” vengano condannati anche ad un “risarcimento a favore della presidenza del Consiglio” con una “provvisionale di risarcimento da 10 milioni di euro per la corruzione in atti giudiziari e di 500mila euro per le false testimonianze”. In aula, quindi, l’avvocata Vanadia ha parlato di “discredito planetario”.

Spiega l’avvocata Vanadia che quella cifra, 10 milioni di risarcimento, è stata calcolando sommando “una pluralità di elementi”: il primo è l’entità della corruzione di cui Berlusconi e gli altri imputati sono chiamati a rispondere, corruzione che si sarebbe sostanziata in soldi per comprare il silenzio dei partecipanti e dei soggetti coinvolti nelle “cene eleganti” di Arcore. Secondo aspetto è proprio quello della notorietà dei soggetti coinvolti: Berlusconi e la senatrice Mariarosaria Rossi. Infine il “clamore ineguagliabile della vicenda a livello mondiale”, e le battute a ogni latitudine sul “Bunga bunga”. Da qui il “discredito planetario” che l’ex premier avrebbe gettato sulle istituzioni italiane.

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