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Tonfo dei democratici in New Jersey e Virginia, Biden teme per le elezioni di mid-term

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Nelle elezioni per il Governatore i dem steccano. Tonfo in New Jersey e Virginia. Nel primo mantengono a fatica, nel secondo perdono clamorosamente. Entrambi erano “stati blu” alle presidenziali. Dem spaccati e il Presidente sembra già “un’anatra zoppa” ad un anno dalle elezioni di metà mandato.

Risveglio amaro per Joe Biden dopo il tonfo dei dem in New Jersey e in Virginia. Se nel primo hanno retto, seppur con grade fatica, nel secondo sono letteralmente crollati. Non è possibile però parlare di vittoria del candidato trumpiano, per due motivi. Il primo è che Glenn Youngkin non era un candidato trumpiano, bensì un candidato repubblicano, lontano dagli standard del tycoon, che infatti non ha speso particolari energie per la sua campagna elettorale. Il secondo motivo è che ha vinto con un margine molto risicato, appena 80 mila voti. Più che un’inversione di tendenza insomma, sembra un tonfo dei democratici.

Entrambe le tornate elettorali avvenivano in “stati blu”. Alle presidenziali Biden si era affermato in Virginia con un distacco di 10 punti. Dal risultato di ieri emerge una fuoriuscita di voti che non sono andati al rivale, bensì hanno rinfoltito le fila del partito del non voto. Giovani e immigrati, hanno nuovamente disertato le urne, dopo che nelle elezioni avevano risposto all’appello anti Trump. Anche in New Jersey la vittoria prevista doveva essere molto più comoda, mentre per tutta la notte il risultato è stato «too close to call» e solo in mattinata si è avuta la certezza di una, risicatissima, vittoria dem

Biden paga lo scotto della disastrosa  fuga dall’Afghanistan certo, ma sarebbe troppo riduttivo concentrare l’analisi del voto solo intorno a questa tematica. L’elettorato americano guarda sempre con maggiore interesse alla politica interna, piuttosto che a quella estera. Il Presidente quindi sembra messo sotto accusa soprattutto per le mancate riforme, l’inflazione e la crescita dei prezzi. Anche il suo stato psicofisico viene visto con sospetto dagli americani ed i pisolini durante il G20 non aiutano.

Ad un anno dalle elezioni di mid-term, in ballo in casa dem c’è molto di più del governatorato degli stati in cui si è votato. Si guarda con  molta apprensione alle elezioni del novembre del prossimo anno, dato che potrebbe cambiare drasticamente lo scenario alla Camera ed al Senato e i repubblicani potrebbero ottenere la maggioranza assoluta.

E mentre i dem sono spaccati su tutto al Congresso, l’agenda Biden rimane bloccata più dall’opposizione interna che da quell’esterna ed aumenta l’insofferenza degli elettori nei confronti di quella che sembra già “un’anatra zoppa”. Dopo il tonfo dei dem in New Jersey e Virginia i media liberal, New York Times in testa, scaricano già il Presidente e si mettono alla ricerca di un’alternativa. Che a Washingtn non c’è.

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Dal carcere al reality: Anna Sorokin, la truffatrice che ha ingannato New York

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Si chiamerà Delvey’s Dinner Club il reality show che Anna Sorokin, divenuta celebre come Anna Delvey, condurrà dall’appartamento nel quale sta finendo di scontare i domiciliari. Fingendosi una ricca ereditiera, riuscì ad introdursi nella società newyorkese e a farsi prestare ingenti somme di denaro. Accumulato debiti per 200 mila dollari. Nello show che condurrà tanti vip saranno suoi ospiti a cena: tra i primi nomi resi noti Madonna, Elon Musk e Marina Abramovic.

Anna Sorokin, torna a far parlare di sé, questa volta col suo vero cognome, anche se non rinuncia all’alias che l’ha resa celebra prima e detenuta poi. La trentunenne di origine russe che è riuscita a introdursi nell’alta società newyorkese fingendosi la rampolla di una ricca famiglia e a farsi prestare centinaia di migliaia di dollari a persone, società e banche, terminati i domiciliari condurrà un reality show.

La location è proprio l’appartamento in cui sta finendo di scontare la misura cautelare. Il titolo del reality è anch’esso indicativo: Delvey’s Dinner Club, che prende il nome dall’identità fasulla usata della Sorokin: Anna Delvey. Con questo nome ha accumulato 200 mila dollari di debiti. Scoperta nel 2017, è stata arrestata ed ha trascorso un periodo in carcere.

Recentemente la sua storia è tornata alla ribalta anche grazie ad una serie tv Netflix. La piattaforma ha infatti acquisiti i diritti sulla vita di Anna Sorokin per 320 mila dollari. Denaro che lei però non vedrà mai perché in base ad una legge statunitense spetta alle vittime delle truffe.

Nel reality show di Anna Sorokin ospiterà diversi vip a cena nella sua lussuosa casa ubicata nell’East Village. Tra i nomi già resi noti alla stampa, quelli di Madonna, Elon Musk e Marina Abramovic.

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Il Giorno della Memoria di Putin: «in Ucraina crimini neonazisti»

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Putin incontra i vertici delle comunità ebraiche in Russia e ribadisce che in Ucraina sono stati compiuti crimini neonazisti.

Ogni scusa è buona per legittimare un’operazione speciale, che in realtà è una guerra d’invasione, specie se ricade il Giorno della Memoria e il pretesto scelto per giustificare lo sconfinamento è la volontà di sconfiggere presunti nazisti. Per questo Vladmir Putin non si è lasciato sfuggire una così ghiotta occasione: all’incontro con i vertici delle comunità ebraiche russe, ricevute al Cremlino in occasione del Gorno della Memoria, ha nuovamente parlato di «crimini neonazisti» in Ucraina.

Dopo 11 mesi di conflitto è ancora scentro totale tra Russia e Ucraina, sia sul campo che nelle schermaglie verbali. Non si intravedono spiragli che lasciano sperare in un cessate il fuoco, anzi già si temono gli effetti della tanto annunciato controffensiva di primavera, quando lo scontro potrebbe inasprirsi ulteriormente. Putin, che ha mobilitato nuove truppe, secondo diversi analisti internazionali potrebbe lanciare un più convinto attacco al Donbass dopo l’inverno.

Per tale motivo, in questo periodo il tema caldo in politica estera è la fornitura di carri armati di nuova tecnologia all’Ucraina. Nei giorni scorsi ha fatto discutere la decisione relativa all’invio di carri Abrahams dagli Stati Uniti e Leopard da diversi Paesi. Russia che afferma di non sentirsi intimorita e che rilancia le teorie dello scontro frontale cercato dal blocco occidentale. Sull’argomento il portavoce del Cremlino Peskov ha affermato che Biden potrebbe porre fine alla guerra in ogni momento poiché detiene «la chiave del governo di Kiev», ma «non vuole usare questa chiave: al contrario, sceglie la strada per pompare ulteriormente armi in Ucraina».

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Meta reintegra Trump dopo la sospensione di due anni

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perquisita la residenza Donald Trump in Florida

Nick Clegg, il presidente dei global affairs di Meta, ha spiegato che gli account Facebook e Instagram di Trump, sospesi due anni fa dopo l’assalto al Congresso, saranno riattivati: «non vogliamo intralciare il dibattito». L’ex presidente, che su Twitter non è tornato dopo il reintegro, tuona su Truth, il suo nuovo social preferito: «non sarebbe mai dovuto accadere».

La sospensione è finita. Dopo 2 anni l’influencer Donald Trump potrà tornare a postare per i suoi follower sui social di Meta, Facebook ed Instagram. Gli account dell’ex presidente degli Stati Uniti d’America furono sospesi in seguito all’attacco al Congresso, nel 2021. Nick Clegg, il presidente dei global affairs di Meta, ha affermato: «In via generale non vogliamo intralciare il dibattito sulle nostre piattaforme, soprattutto in un contesto di elezioni democratiche. Il pubblico deve essere in grado di ascoltare quello che i politici hanno da dire – il bello, il brutto e il cattivo – in modo da poter effettuare scelte informate ai seggi».

In merito alla sospensione Clegg ha spiegato che si trattava di una «decisione straordinaria presa in circostanze straordinarie» e che il reintegro di Trump su Meta «non vuol dire che non vi sono limiti a quello che si può dire sulla nostra piattaforma. Quando c’è un rischio chiaro di danni al mondo reale allora agiamo».

«Non sarebbe mai dovuto accadere a un presidente in carica» tuona su Trump su Truth, il social sul quale si è spostato dopo la sospensione da Meta e Twitter. Anche il social dei cinguettii l’ha reintegrato, ma Trump non ha ancora riattivato il proprio profilo. Con l’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale del 2024 però, è probabile che Trump decida di riattivare i suoi account per rivolgersi ad una platea superiore.

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