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Torino, tre ragazzine insultate e prese a sputi il giorno del Pride

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TORINO – L’ennesimo atto di omofobia è avvenuto a Torino, proprio durante il giorno del Pride. Vittime dell’abuso, quattro ragazze tra i 14 e i 17 anni. Le giovani avevano preso parte al Pride del capoluogo piemontese: recatesi in metropolitana, le giovani hanno subito pesanti insulti ed invettive, sfociati immediatamente in violenza fisica. La notizia ha avuto una risonanza immediata, venendo proposta a più riprese dalla stampa locale e non solo.

Una delle ragazze rimaste coinvolte nell’aggressione ha reso pubblico l’accaduto su Instagram, scrivendo: “Oggi vorrei denunciare quanto accaduto a me e altre ragazze. Per far riflettere e, soprattutto, per far capire che le discriminazioni non sono fantasie”. Salite sul vagone, infatti, le giovani hanno sentito aspri e ingiustificati insulti: “Tre ragazzi giovanissimi stavano insultando un gruppo di persone che si era recato al Pride. Dopodiché, hanno sputato contro di loro fino a farli scendere”.

Non solo, il branco ha perpetrato le violenze scagliandosi proprio contro di loro. Quando una di loro ha mostrato la borsa del Pride, i tre le hanno sputato addosso. La ragazza continua riportando quanto esclamato dagli aggressori: “Dovete morire, in Marocco vi avrebbero dato fuoco”. Successivamente, la giovanissima spiega: “Fortunatamente, le porte della metropolitana si sono chiuse davanti, ma è stato bruttissimo. Eravamo molto spaventate, ma mi ha fatto piacere che due passeggere si siano avvicinate dicendoci che eravamo bellissime così e che non avremmo dovuto farci intimorire. Lo trovo bello, significa che ci sono tante persone che possono contribuire a cambiare questa mentalità”.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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