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Totti vs Ilary, Adinolfi: “Vietare il divorzio”. Ma lui ha sposato la seconda moglie a Las Vegas

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ROMA – Mario Adinolfi, fondatore del partito Il Popolo della Famiglia, ha pubblicato una serie di tweet in cui sostiene che il matrimonio debba essere «per la vita» e che al fine di tutelarlo sarebbe necessario vietare il divorzio.

La discussione prende spunto dall’intervista a Francesco Totti pubblicata ieri sul Corriere della Sera e in cui l’ex calciatore della Roma ha rilasciato delle dichiarazioni controverse riguardo alla propria vita privata, in particolare sulla separazione dall’ex moglie Ilary Blasi.

In un tweet Adinolfi scrive: “Il matrimonio deve essere per la vita. I nostri genitori restavano insieme magari detestandosi ma offrivano ai figli quel di cui i figli hanno bisogno: la stabilità della famiglia. Se papà addita mamma come traditrice non fa il loro bene. Totti ha sbagliato”. E ancora: “Io non vedo vantaggi nella società che consente il divorzio diffuso rispetto a quella che lo vietava. Vedo famiglie sfasciate e un’infinità di dolore in più, in particolare dei figli”, scrive, concludendo: “Vai, dividetevi in curve contrapposte come al solito. Io sono nel team “poveri figli””.

Alcuni utenti hanno criticato le posizioni di Adinolfi perché appaiono incoerenti con la sua vita privata. Un utente infatti, basandosi su informazioni reperibili su Wikipedia, fa notare che lo stesso Adinolfi è divorziato: “Si è sposato all’età di 20 anni con Elena, con la quale ha una figlia. Divorziò dieci anni dopo. Nel luglio 2013 sposò Silvia presso il Cosmopolitan Hotel di Las Vegas, in Nevada. Dalla nuova moglie ebbe 2 figlie“.

Subito dopo è arrivata la risposta di Adinolfi: «Mi divertono, ogni volta che scrivo una frase contro il divorzio, i cani di Pavlov scrivere che io sono divorziato. Deve essere proprio stupido chi non capisce che il più convincente denigratore della droga è l’ex tossico. Il matrimonio va rafforzato, non indebolito. Totti docet».

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Salvini e la gaffe con il candidato non vedente: “Sarà un occhio per gli italiani”

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Matteo Salvini

ROMA – “Mario al Senato sarà un occhio per milioni italiani”, così Matteo Salvini ieri sera a Porta a Porta. Peccato che Mario Barbuto sia non vedente e che il leader leghista continui a parlare non rendendosi conto dell’evidente gaffe.

Il “Mario” in questione è infatti il presidente dell’Unione italiana ciechi ed è candidato per il centrodestra a Palermo. “Parlando con Mario, si capisce un mondo che teoricamente è al buio, però portarlo con me in Senato sarà una speranza, un occhio, per milioni di italiani troppo spesso dimenticati”, le parole esatte di Salvini nel salotto di Vespa.

“Dopo di me, ci sarà qualcuno che dirà che bisogna includere chi sbarca domani mattina a Lampedusa. Chi sceglie la Lega di includere chi è nato qua, penso ai bimbi che ancora non hanno l’insegnante di sostegno, una vergogna. Quindi sono contento che Mario a nome di tante associazioni di volontariato, del terzo settore e delle disabilità abbia scelto la Lega per portare avanti una battaglia di civiltà”, ha aggiunto Salvini.

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Folla oceanica grazie a Photoshop: ma a Meloni si allungano anche i piedi

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PALERMO – È diventata virale sui social l’immagine di piazza Ruggero Settimo a Palermo pubblicata da Giorgia Meloni durante il suo comizio di martedì. Probabilmente, per rendere l’effetto della folla oceanica, sarebbe stato usato Photoshop.

Ma ad allungarsi, assieme alla piazza, sono stati anche piedi di Giorgia Meloni. A rilanciare l’immagine è l’eurodeputato Ignazio Corrao, che commenta: “Quando nel tentativo di allungare la piazza con il photoshop ti allungano i piedi come un clown”.

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Il Patriarca Kirill esorta i fedeli ad arruolarsi: “Se muori sarai con Dio”

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MOSCA – “Vai coraggiosamente a compiere il tuo dovere militare. E ricorda che se muori per il tuo Paese, sarai con Dio nel suo regno, gloria e vita eterna”: il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill esorta così gli uomini della Federazione alla mobilitazione lanciata dal presidente Vladimir Putin, invitando i fedeli a “non avere paura della morte”.

Lo riporta in un tweet il media indipendente bielorusso Nexta. Come riporta l’Ansa, il Cremlino intanto ha ammesso per bocca del suo portavoce, Dmitry Peskov, che tra la popolazione russa c’è stata “una reazione isterica” alla dichiarazione della mobilitazione parziale del presidente Vladimir Putin, che ha dato origine a una ridda di voci su quanti e quali cittadini potranno essere richiamati alle armi. Secondo Peskov, “si poteva in qualche modo capire la reazione isterica ed estremamente emotiva delle prime ore dopo l’annuncio, o anche nella prima giornata, perché vi era una certa mancanza di informazione, ma già dalla giornata di ieri sono state attivate tutte le linee di informazione” necessarie. Lo riferisce la Tass.

L’organizzazione non governativa Guide to the Free World che aiuta i russi che si oppongono alla guerra a lasciare il Paese, stima che sarebbero circa 70mila gli uomini fuggiti dalla Russia o che stanno escogitando un piano di fuga.

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