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Tre due uno…”Zero”, la nuova serie di Netflix

Arriva oggi su Netflix “Zero” la prima serie originale italiana dedicata ai ragazzi di seconda generazione e che vuole sradicare un sacco di pregiudizi

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Altro che Zero tituli, frase ad effetto con la quale, Josè Mourinho, spiazzava chi, all’epoca del triplete nerazzurro, avesse vinto meno di lui. “Zero”, nuova serie da oggi fruibile sulla piattaforma Netflix, di titoli di giornali e di attestati di stima, ne ha già ricevuti parecchi, ancor prima di iniziare, prova ne sia la massiccia campagna pubblicitaria che sta andando in onda su vari canali televisivi.

Tutto nasce dalla penna e dalla fantasia di Antonio Dikele Distefano, scrittore italiano di Busto Arsizio, classe 1992 e direttore di Esse Magazine, quando ha pensato al primo supereroe colored della letteratura italiana con due idee fisse: un manga, Mob Psycho e un film: Ferro 3 di Kim ki-duk, che narra di un uomo mimetizzato nelle dimore dei ricchi, alla maniera di un ninja.

Il libro, è stato dunque una logica conseguenza. S’intitola “Non ho mia avuto la mia età”, edito da Mondadori nel 2018, base e telaio per la serie “Zero”, nuovissima e godibile, da oggi, su Netflix.

Questa serie ha il merito di coinvolgere quasi tutti ragazzi di seconda generazione, italianissimi e nati in Italia da genitori stranieri.

Ma l’audacia di questo prodotto, non finisce qui: sarà la prima serie che avrà come protagonista un rider, che ex abrupto, scopre di essere realmente e con grandi poteri quello che pensava quando passava davanti agli altri: invisibile.

Zero”, realizzata da Fabula Pictures con la partecipazione di Red Joint Film, ha al suo centro Omar, interpretato dall’esordiente e talentuoso Giuseppe Dave Seke, un ragazzo che vive nel Barrio, quartiere di Milano, dove la multietnicità è di casa e dove fa il rider, tra mille angherie, sperando un giorno di trasferirsi in Belgio e fare il fumettista.

Il team di registi che si sono alternati alla camera: Paola Randi, per il primo e terzo episodio, Mohamed Hossameldin per il secondo, Margherita Ferri, per il quarto e il quinto e infine Ivan Silvestrini per il sesto, il settimo e l’ottavo, sono concordi nel sottolineare una cosa, la quintessenza di “Zero”, quella di sradicare antiche convinzioni nate da fasulli preconcetti e mostrare come la periferia e le sue comunità hanno incredibili storie da raccontare e molto da insegnare.

Quindi, non resta che guardarlo. Sperando che i pregiudizi siano davvero ridotti a zero.

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Attualità

Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Attualità

Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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