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Cronaca

Tricolore con celtica, il lugubre regalo di Luca Traini indossato dalla madre di Pamela Mastropietro

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Alessandra Verni, la madre della ragazza uccisa e fatta a pezzi nelle campagne del maceratese nel 2018, lo scorso 30 gennaio, alla fiaccolata organizzata in memoria della figlia, ha sfilato indossando la bandiere regalatale da Luca Traini, l’uomo che tentò una strage a Macerata.

Si è da poco concluso il processo ad Innocent Oseghale, condannato all’ergastolo in via definitiva per l’omicidio Pamela Mastropietro, la ragazza uccisa e smembrata a Macerata, i cui resti sono stati abbandonati in campagna all’interno di due trolley nel 2018, ma la vicenda ha ancora degli strascichi mediatici. La sera di martedì 30 gennaio scorso a Roma in Piazza Re è stata organizzata una fiaccolata in memoria della giovane vittima e Alessandra Verni, la madre di Pamela, ha sfilato indossando il tricolore donatogli da Luca Traini, “Il Lupo” che tentò una strage di migrante per vendicare l’omicidio.

Quasi esattamente un anno fa, Traini, militante di estrema destra con un passato da candidato consigliere comunale tra le fila della Lega, caricò una pistola semiautomatica, montò in auto ed incominciò a sparare indiscriminatamente sui migranti che incontrava. Cinque furono le persone raggiunte dai proiettili, tutte miracolosamente sopravvissute. La caccia all’uomo terminò con Traini che faceva il saluto romano ai Carabinieri che lo arrestarono, avvolto in una bandiera tricolore.

Proprio una bandiera tricolore ha donato alla madre di Pamela Mastropietro, apponendoci un messaggio all’interno: «Ti ho visto nelle cose belle della vita, nella gioia, nell’amore. Nel tuo sorriso riconosco una cara amica. Uniti per sempre dal dolore, legati dall’amore, anime sacre. Un bacio agli angeli scesi sulla terra, un bacio Pamela, un bacio Alessandra». Firmato: «By Lupo».

Nonostante le dichiarazioni giunte dal carcere in questi anni, nelle quali Traini chiedeva scusa e si professava come una persona nuova, non sembra poi così tanto cambiato l’autore della tentata strage. Almeno per quanto riguarda le idee politiche. La O di Lupo è in realtà una croce celtica, mentre termini come “anime sacre” sono chiari riferimenti alla terminologia di estrema destra. Sorvoliamo sul fatto che siano vergate su un tricolore.

Il gesto ha suscitato diverse polemiche, ma la madre di Pamela pare aver gradito il regalo di Luca Traini. Non soltanto l’ha indossato sulle spalle durante la commemorazione ed ha letto il suo messaggio, ma a Repubblica ha affermato: ««Lo voglio incontrare, in questi anni mi è sempre stato vicino. Ha avuto sempre un pensiero per mia figlia, sia all’obitorio, quando mi fece trovare un palloncino bianco con i fiori, sia al funerale».

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Cronaca

Alessandra Pifferi era capace di intendere e volere: la perizia che potrebbe costarle l’ergastolo

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indagate le psicologhe del caso pifferi

Il test disposto dalle psicologhe del carcere, indagate insieme alla legale di Alessandra Pifferi, è stato ritenuto poco attendibile. Secondo la perizia invece: «in presenza di un funzionamento cognitivo integro e di una buona capacità di comprensione della vicenda giudiziaria che la riguarda, sia in termini di disvalore degli atti compiuti sia dello sviluppo della vicenda processuale, la donna è capace di stare in giudizio».

Rischia l’ergastolo Alessandra Pifferi, la madre che ha permesso la morte di stenti della figlia di 18 mesi abbandonata per diversi giorni in casa, dopo che è stata ritenuta capace di intendere e di volere. A stabilirlo, una perizia psichiatrica disposta dai giudici della Corte d’Assise di Milano, quattro mesi fa.

Non si tratta dei test psicologici eseguiti in carcere su Alessandra Pifferi, per i quali sono state indagate per falso e favoreggiamento due psicologhe in servizio presso la casa circondariale e la sua avvocatessa. Secondo le accuse nei loro confronti, avrebbero cercato di favorire la tesi difensiva confezionando perizie alterate, al fine di ottenere l’incapacità di intendere e volere.

Ma secondo la perizia stilata dal consulente Elvezio Pirfo, già balzato agli onori della cronaca ai tempi del delitto di Cogne, Alessandra Pifferi era perfettamente capace di intendere e di volere: «al momento dei fatti ha tutelato i suoi desideri di donna rispetto ai doveri di accudimento materno verso la piccola Diana e ha anche adottato un’intelligenza di condotta viste le motivazioni diverse delle proprie scelte date a persone diverse». Più avanti il dottore sostiene che la donna «non ha disturbi psichiatrici maggiori, né gravi disturbi di personalità».

In seguito a questa perizia, viene dunque esclusa l’attenuante per la quale la donna avrebbe potuto evitare l’ergastolo, che invece adesso ritorna ad essere un’ipotesi probabile.

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Cronaca

Due fratelli investiti da un tir a Sanremo mentre vanno a scuola: morto un 17enne, gravissima una 15enne

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Il tragico incidente si è verificato a Bussana, una frazione di Sanremo. Il camion si è dileguato, ma poco dopo è stato rintracciato dalla Polizia. L’autista ha affermato di non essersi accorto dell’investimento.

La città dei fiori torna di stringente attualità, ma, questa volta non per il festival. Questa mattina a Bussana di Sanremo due fratelli di 17 e 15 anni di origine magrebina sono stati investiti da un tir, mentre andavano a scuola. Il più grande è deceduto, mentre la più piccola si trova in condizioni molto serie.

Dopo l’impatto il camion non si è fermato. I testimoni tuttavia hanno saputo fornire una descrizione abbastanza dettagliata del mezzo, che poco dopo è stato rintracciato dalla polizia. L’autista del veicolo, di origine rumena, ha detto alle forze dell’ordine di non essersi reso conto del tremendo impatto. E’ accusato di omicidio stradale, omissione di soccorso e lesioni colpose.

Secondo la stampa locale, aveva appena compiuto una consegna e nel momento in cui i due fratelli sono stati investiti dal suo tir, si sarebbe trovato in una zona di Sanremo vietata al transito.

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Cronaca

Ginecologo e consigliere comunale di Torino accusato di molestie

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silvio viale ginecologo torino accusato di molestie 2

Quattro donne hanno accusato di palpeggiamenti, molestie e frasi inopportune Silvio Viale, ginecologo che siede in Consiglio Comunale a Torino tra le fila dei Radicali, noto per essere “dalla parte delle donne”.

Celebre per le sue battaglie pro-aborto e a favore della pillola RU-468, conosciuto e reclamizzato come il “ginecologo dalla parte delle donne, Silvio Viale, che siede in Consiglio comunale a Torino tra le fila di “Europa e Radicali italiani” è stato accusato di molestie sessuali da quattro donne tra i 20 ed i 25 anni.

Tutte affermano di aver subito molestie durante la prima visita effettuata presso lo studio del medico. Avrebbero subito palpeggiamenti ed il ginecologo avrebbe rivolto loro frasi inopportune e concernenti la sfera intima.

Il titolare del fascicolo è il procuratore aggiunto Cesare Parodi. Le denunciate sono assistite dall’avvocata Benedetta Perego e dall’avvocata Ilaria Sala, che commentano: «Speriamo possa essere fatta luce su questa vicenda. La sistematicità che emerge dai racconti fa sperare che qualora altre donne abbiano vissuto esperienze analoghe possano trovare il coraggio di uscire allo scoperto, di sapere di non essere sole».

Non so nulla, non so cosa dire – afferma invece il ginecologo accusato di molestie a Torino -. Mi dispiace, ma davvero non riesco a comprendere. Non so nemmeno il contesto di cui si sta parlando».

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