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Attualità

Tutti vogliono il voto, tranne gli elettori: secondo un sondaggio solo 3 italiani su 10 favorevoli a elezioni anticipate

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Montecitorio

Mentre quelle esaltate delle forze politiche invocano a gran voce le elezioni anticipate e chiedono che sia rispettata la volontà popolare, gli elettori sono certamente più moderati: favorevoli solo tre italiani su dieci

Alessandra Gishleri dà i numeri su La Stampa. Non nel senso che è impazzita, tutt’altro: snocciola le percentuali di un sondaggio che evidenzia bene, qualora fosse ancora necessario ribadire il concetto, la distanza tra Palazzo e cittadini. Mentre infatti molte forze politiche, specialmente a destra, ma non solo, spingono il piede sull’acceleratore delle elezioni anticipate, gli elettori frenano. Solo il 30,8% del campione intervistato infatti, si è dichiarato propenso ad anadare alle urne prima della naturale scadenza dell’attuale legislatura. Tre italiani su dieci quindi, sono favorevoli alle elezioni anticipati. Non proprio un plebiscito.

Tra i favorevoli, soprattutto gli elettori di centrodestra: il 65,5% dei sostenitori di Fratelli d’Italia e il 40% dei leghisti. Ma non mancano favorevoli anche al centro e a sinistra, come non mancano elettori di destra per nulla entusiasti del prematuro scioglimento delle camere.

L’indice di gradimento del premier Mario Draghi ha subito una sensibile crescita, oltre 4 punti in 10 giorni: dal 47,8% al 52,3%. Specularmente, nello stesso arco di tempo Giuseppe Conte è calati di 5,4 punti percentuali: dal 27,6% al 22%. Non abbiamo riportato tutti i numeri, più che interessanti, elencati dal sondaggio del La Stampa, ma c’è un ultimo dato che vale la pena di indicare, ovvero la percentuale di gradimento, all’esordio, della nuova creatura di Di Maio, Insieme per il Futuro: 1,6%. Piccoli Renzi crescono.

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Attualità

Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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