fbpx
Seguici su

Cronaca

Uccisa a martellate in strada sotto casa, arrestato l’ex

Pubblicato

il

Elena Casanova femminicidio Castagneto uccisa a martellate dall'ex sotto casa

L’assassino ha atteso la vittima sotto casa, l’ha trascinata fuori dall’auto e l’ha uccisa a martellate in modo barbaro e brutale in strada, dopodiché ha chiamato i Carabinieri e si è consegnato.

BRESCIA – Ennesimo, efferato, femminicidio, questa volta a Castagneto, 8 mila anime nel bresciano. Elena Casanova, 49 anni è stata uccisa a martellate nella strada sotto casa dall’ex compagno. L’uomo, Ezio Galesi anch’egli 49enne, dopo il brutale femminicidio ha chiesto ai vicini di chiamare i Carabinieri.

Si è trattato di un vero e proprio agguato, consumatosi ieri sera, mercoledì 20 ottobre, intorno alle 19. L’uomo ha bloccato con la sua auto la vettura dell’ex compagna. Ha rotto il finestrino a martellate, l’ha trascinata fuori e l’ha colpita ripetutamente. Ad un vicino allarmato dalle grida della donna ha detto di chiamare le forze dell’ordine. Quando i militi dell’arma sono arrivati ha consegnato loro l’arma del delitto. Dopodiché è rimasto a lungo immobile e silenzioso nell’auto dei Carabinieri, con lo sguardo finno nel vuoto.

Nella notte, durante l’interrogatorio, ha confessato. Dichiarazioni contrastanti quelle forniti agli inquirenti. In un primo momento avrebbe affermato che si sarebbe trattato di un omicidio premeditato, poi ha ritrattato, sostenendo che sarebbe stato il frutto di un raptus. Poi ha spiegato la dinamica del femminicidio. L’ha incrociata in un negozio e poi si è recato sotto la sua abitazione, ad attenderla.

La causa scatenate il delitto dovrebbe essere la mancata accettazione della fine della loro relazione. Pare che i due si fossero frequentati, ma che da un anno circa la donna avesse deciso di terminare il rapport tra loro e che ultimamente fosse impegnata in una nuova storia.

Elena Casanova, la donna uccisa a martellate in strada sotto casa, era già stata sposata ed aveva avuto una figlia. Proprio l’ex coniuge e la ragazza di 17 anni, sono stati tra i primi ad arrivare sul posto e a vedere la raccapricciante scena.

Cronaca

Arrestato sospetto terrorista a Fiumicino: «fa parte dell’Isis»

Pubblicato

il

113 polizia volante pantera

Ha 32 anni, proviene dal Tagikistan ed era latitante da diverso tempo. Viaggiava sotto falsa identità.

Pendeva un mandato d’arresto internazionale per l’uomo di 32 anni originario del Tagikistan, arrestato oggi all’aeroporto di fiumicino con l’accusa di essere un terrorista dell’Isis. L’uomo si sarebbe arruolato nelle milizie del califfato nel 2014 ed avrebbe combattuto in Siria nello stesso anno.

Secondo quanto riportato da Adnkronos, per eludere le forze dell’ordine che lo cercavano da diverso tempo, viaggiava con documenti fasulli. Sarebbero stati diversi gli alias a sua disposizione, con differenti età e nazionalità, in particolare Uzbekistan, Kirghizistan e Ucraina.

Il sospetto terrorista arrestato oggi è’ atterrato in Italia, a Fiumicino, alle 11:45. Proveniva dall’aeroporto di Eindhoven, nei Paesi Bassi. E’ stato fermato dalla Digos capitolina sotto il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e con l’aiuto della Polizia di Frontiera di Fiumicino.

Continua a leggere

Cronaca

L’ex ministro della Salute Speranza minacciato ad Ostia da un gruppo no-vax

Pubblicato

il

roberto speranza aggredito dai no-vax ad ostia

Speranza si trovava nel comune laziale per presentare il suo libro: il drappello di contestatori no-vax lo ha bloccato in municipio e si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine.

Doveva presentare il suo libro “Perché guariremo” ma la presentazione è saltata: ad aspettare Roberto Speranza in municipio ad Ostia c’era un nutrito gruppo di no-vax che ha aggredito l’ex ministro della Salute.

Speranza si è rifugiato in municipio e vi è rimasto confinato per una buona mezz’oretta. C’è voluto l’intervento delle forze dell’ordine per disperdere i contestatori e permettergli di uscire senza che si verificassero ulteriori incidenti.

«Assassino» l’epiteto più volte scandito in direzione dell’ex ministro, raggiunto da minacce anche di morte. Nemmeno la moglie di Speranza è stata risparmiata dal drappello di contestatori che l’ha più volte apostrofata come «travestito».

Continua a leggere

Cronaca

La figlia di Verdini patteggia una pena di un anno per truffa

Pubblicato

il

tribunale giustizia sentenza giudice poeta

Fingendosi avvocato, ha assunto le difese di una donna che per anni ha creduto di essere difesa: in realtà la causa non è mai partita e la figlia di Verdini ha patteggiato una pena ad un anno per tentata truffa e falsità materiale.

Non c’è pace per la famiglia Verdini: il padre Denis è in carcere, la figlia Francesca ha come fidanzato Matteo Salvini ed ora anche la figlia Diletta è finita nei guai ed ha patteggiato un anno di pena per tentata truffa ad una badante. Spacciandosi per avvocato, ha “assunto” la difesa della donna, senza mai far partire la causa. Le accuse nei suoi confronti erano di tentata truffa e falsità materiale.

La vicenda è salita agli onori della cronaca grazie ad un servizio de Le Iene. Il Corriere Fiorentino poi ha ricostruito i dettagli. Nel 2016 una donna rumena, in Italia da 17 anni, ha deciso di intentare causa contro le figlie di una signora che aveva assistito, che non avrebbero pagato le sue prestazioni. A questa, Diletta Verdini avrebbe millantato di essere avvocato. La donna si è dunque affidata a lei, che l’avrebbe costantemente tenuta aggiornata sull’evolversi della causa.

Nel 2022 è arrivata pure la bella notizia: la causa è vinta, alla donna vanno 4.300 euro. A stabilirlo una sentenza del tribunale del lavoro di Firenze stampata su carta intestata del tribunale di Firenze con tanto di sezione lavoro, numero di procedimento e firma del giudice. Ma era tutto falso: Diletta Verdini non era un avvocato e la causa non è mai partita.

La signora però non lo sapeva e le chiede quando potrà ricevere il risarcimento che il Tribunale le ha riconosciuto. Il suo legale non risponde chiaramente, tentenna, prende tempo. Ci sono alcuni ritardi tecnici non meglio specificata.

La signora però è perplessa e decide di consultare un altro avvocato, che non ci mette molto a capire la situazione:  la firma sul documento appartiene a una giudice realmente esistente, ma del tutto estranea alla sentenza ed il numero di iscrizione al registro generale corrisponde ad un’altra causa che vede coinvolti altri soggetti. 

Continua a leggere

Più letti

Copyright © 2020 by Iseini Group | Osservatore Quotidiano è un prodotto editoriale di Il Martino.it iscritto al tribunale di Teramo con il n. 668 del 26 aprile 2013 | R.O.C. n.32701 del 08 Marzo 2019 | Direttore : Antonio Villella | ISEINI GROUP S.R.L - Sede Legale: Alba Adriatica (TE) via Vibrata snc, 64011 - P.Iva 01972630675 - PEC: iseinigroup@pec.it - Numero REA: TE-168559 - Capitale Sociale: 1.000,00€ | Alcune delle immagini interamente o parzialmente riprodotte in questo sito sono reperite in internet. Qualora violino eventuali diritti d'autore, verranno rimosse su richiesta dell'autore o detentore dei diritti di riproduzione.