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Ucraina, Damilano attacca l’ex Presidente Rai Foa: “Faceva il commentatore per Sputnik e Russia Today”

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ROMA – Ospite di Giovanni Floris a Dimartedì, Marco Damilano ieri sera ha attaccato l’ex presidente della Rai Marcello Foa, parlando di Vladimir Putin e dell’invasione della Russia in Ucraina.

Come riporta NextQuotidiano, dopo aver spiegato come Mosca reprime le proteste dei pacifisti, il direttore de L’Espresso ha detto: “Faceva il commentatore per agenzie come Sputnik e Russia Today, diceva frasi tipo: in 18 anni non ho mai dovuto coprire una sola crisi internazionale provocata dal Cremlino. Diceva che le rivolte in Ucraina erano pianificate e  guidate dall’Occidente”.

“Oggi in Parlamento vota all’unanimità – ha aggiunto, riferendosi alla risoluzione del presidente del Consiglio Draghi che prevede l’invio di armi a Kiev – ma il partito di Putin in questa legislatura ha avuto per anni la maggioranza. E infatti ha nominato Marcello Foa presidente della RAI proprio perché aveva quel curriculum, non nonostante quel curriculum”.

Foa aveva preso la parola prima di Damilano, dicendo che l’invasione dell’Ucraina “è un episodio che segna una doppia sconfitta perché in termini strategici chi ricorre all’uso delle armi è il perdente”. L’ex presidente della Rai sostiene che “Putin hai già perso” ma che “ha perso anche l’Occidente perché un tema sensibile come quello dell’Ucraina e i rapporti con la Russia andava gestito in un’ottica di prevenzione e di prospettiva strategica diversa rispetto a quella che è stata scelta negli ultimi anni” dall’Europa e dall’Italia.

In seguito, alle accuse di Damilano ha risposto: “Non posso accettare in nessun modo questo tipo di critica, io sono venuto qui per parlare di strategie di problemi della Russia non per essere messa sotto accusa con accuse infamanti”. A quel punto Damilano replica: “A nome di chi parla? Per Sputnik o Russia Today?”. E Foa chiude: “Mi ha chiesto interventi anche la Cnn. Sono affermazioni scandalose e vergognose”.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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