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Cronaca

Una bambina cade dal balcone, un passante la afferra al volo: illesa

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bambina cade dal balcone, ma viene presa al volo

Tragedia sfiorata a Treviso, dove una bambina di 4 anni è caduta dal balcone della sua abitazione, ubicata al secondo piano: un ragazzo che stava passando sotto lo stabile in quel momento, l’ha presa al volo. La piccola sta bene

Stava giocando con il tablet nel balcone di casa sua, posta al secondo piano di una palazzina di Treviso. Era da sola, mentre i genitori si trovavano all’interno dell’appartamento. Ad un certo punto però, ad una bambina di 4 anni è scivolato dalle mani il dispositivo sul quale stava trafficando, che è finito di sotto. Probabilmente nel tentativo di afferrarlo, la piccola si è sporta troppo dal balcone, cadendo a sua volta. Per fortuna però, è stata presa al volo da un passante, un ragazzo che stava camminando in quel momento sotto la casa e che l’ha vista in tempo.

I fatti risalgono allo scorso lunedì, 20 giugno. Il giovane, la cui identità non è stata resa nota, stava camminando per i fatti suoi quando ha visto un tablet precipitare improvvisamente a terra, davanti a lui. Nemmeno il tempo di alzare gli occhi al cielo, che si è accorto che la piccola stava per seguire la stessa sorte. Il ragazzo allora non ha indugiato, ha allargato le braccia sotto alla bambina e l’ha presa al volo prima che potesse impattare contro il suolo. Tanto spavento per la piccola, e per i suoi genitori, ma fortunatamente nessuna conseguenza riportata in seguito alla caduta dal balcone.

Successivamente, è stata avvisata anche la polizia, al lavoro per ricostruire interamente la dinamica della sfiorata tragedia.

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Attualità

Pos obbligatorio: via alle multe. I tabaccai chiedono l’esonero

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ROMA – Scatta l’obbligo dei Pos e le sanzioni per i commercianti, gli artigiani e professionisti che non consentiranno ai loro clienti di fare pagamenti con carte e bancomat. La novità trova il plauso di alcune associazioni dei consumatori mentre sono evidenti le preoccupazioni delle associazioni di settore e in particolare dei tabaccai che chiedono un esonero.

“La lotta all’evasione fiscale, tramite l’obbligo di accettazione di pagamenti con carta e bancomat, è un controsenso nel caso delle tabaccherie che sono, infatti, concessionarie dello Stato”, afferma Assotabaccai, spiegando che di fatto nel loro caso la tracciabilità già esiste.

Come riporta l’Ansa, un tema che sembra far breccia nel governo tanto che in parlamento è stato accolto un ordine del giorno nel quale si è impegnato a prevedere un credito d’imposta del 100% sui maggiori costi, a fronte dell’utilizzo della carta per acquisti di pochi centesimi, dai francobolli ai biglietti dell’autobus. L’obbligo che scatta è accompagnato da una sanzione di 30 euro, al quale si aggiunge un 4% dell’importo del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento. In caso di rifiuto di un pagamento di 100 euro tramite il Pos, il commerciante andrebbe incontro ad una sanzione da 34 euro (30 euro di ammenda fissa e 4 euro per quella variabile).

“E’ un provvedimento inopportuno e iniquo”, afferma Confesercenti che spiega che “per le imprese più piccole, per le quali il costo della moneta elettronica – soprattutto sulle transazioni di importo ridotto – è già molto elevato con circa 772 milioni di euro l’anno, fra commissioni e acquisto/comodato del dispositivo. La strada scelta è sbagliata anche per Confcommercio: “Non si può pensare – afferma – di incentivare i pagamenti elettronici attraverso il meccanismo delle sanzioni, quello che serve per raggiungere questo obiettivo è una riduzione delle commissioni e dei costi a carico di consumatori ed imprese, anche potenziando lo strumento del credito d’imposta sulle commissioni pagate dall’esercente, e introdurre la gratuità per i cosiddetti micropagamenti”.

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Ius Scholae, la deputata FdI: “Legge sostenuta dai partiti che regalano la droga per le strade”

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ROMA – Un discorso diventato immediatamente virale quello dell’onorevole Augusta Montaruli ieri alla Camera durante la discussione sullo Ius Scholae. Come riporta Repubblica, la deputata di Fratelli d’Italia che con il suo partito si oppone alla riforma della cittadinanza e allo Ius Scholae, dice prima di voler rivolgersi ai “bambini stranieri che ci guardano”. E poi prosegue parlando di non meglio precisate “forze politiche che regalano la droga per le strade”, con riferimento forse alle iniziative di Più Europa. Il video sta facendo il pieno di sfottò su Twitter, dove ha collezionato centinaia di commenti.

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Attualità

Parlare in corsivo su TikTok: la nuova moda dei giovanissimi

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MILANO – Da stile di scrittura ad un nuovo modo di parlare. Il corsivo è la nuova moda lanciata dai giovani sui social network. Su TikTok è diventato letteralmente “ virale”. Parlare in corsivo nasce, infatti, da una presa in giro della cadenza milanese utilizzata da alcune ragazze nei video in cui si parla di serate in discoteca, aperitivi alla moda e confessioni tra amiche. Un linguaggio pieno di abbreviazioni, vocali chiuse o sillabe strascicate. 

Il segreto del “corsivo parlato” è quello di esagerare i tratti tipici della cadenza milanese allungando le sillabe finali, chiudendo le “o” e assumendo un ritmo cantilenato. La parola più gettonata è il diminutivo di amore, “amo” che in corsivo diventa “amïo”. Come scrive SkyTg24, è un qualcosa di più di una semplice tendenza estiva: il corsivo è diventato oggetto di lezioni su TikTok, dove sono molti i profili che ne parlano e insegnano questa parlata.

Il profilo più noto è senz’altro quello di Elisa Esposito: la 19enne “insegna” a “Parlare in corsivo”, allungando le vocali. Elisa vive a Milano e a fine 2020 ha aperto un profilo su TikTok di grande successo: quasi 800mila follower e oltre 27 milioni di like, ai quali si aggiungono oltre 270mila follower su Instagram. Sul social più amato dai giovanissimi Elisa è conosciuta come La Prof. E’ stata ospite di Propaganda Live di Diego Bianchi proprio per le sue doti nel parlare in corsivo, dove ha scimmiottato un comizio di Giorgia Meloni in Spagna.

La tiktoker di recente è stata invitata ad una puntata di RDS Next, la web radio dedicata ai giovanissimi. Elisa si è quindi cimentata nella lettura, in corsivo ovviamente, di alcuni versi della Divina Commedia. “Nel mezzo del cammin di nostra vita…”, ha cominciato a leggere quando uno dei due conduttori l’ha interrotta e le ha chiesto: “Sai chi è questo?”. Silenzio. Poi la risposta imbarazzata: “No non lo so, non voglio dire cavolate”.

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