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Una dichiarazione di Giovanni Storti sul politicamente corretto ricompatta il centrodestra

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un commento di Giovanni Storti riporta compattezza nel centrodestra

Giovanni Storti, del famoso trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, riporta compattezza nel centrodestra: durante un’intervista in cui presenta un film dove ha un ruolo drammatico, fa alcune considerazioni sul politicamente corretto applicato alla comicità. Salvini e Meloni sono entusiasti e si ritrovano finalmente d’accordo.

Adesso lo sketch sulle ronde padane assume tutto un altro significato. Molto più inquietante. E se fosse Giovanni , quello di Aldo, Giovanni e Giacomo, il prossimo spin doctor della Lega, dopo Morisi? Una dichiarazione di Giovanni Storti infatti ha riportato compattezza in tutto centrodestra. Il comico in un’intervista ha dedicato un passaggio al politically correct e alle sue ripercussioni sulla comicità. E finalmente Salvini e Meloni sono di nuovo d’accordo.

La tesi di Giovanni è semplice: alcune battute che in passato hanno reso celebre il trio oggi non sarebbero più tollerate: «Il politicamente corretto non è applicabile alla comicità, anzi la distrugge. Ultimamente non puoi dire niente». Il discorso si potrebbe più applicare anche ad un certo tipo di comicità, più remota, ma di per sé tiene. Ebbene, questo concetto è stato accolto con entusiasmo e rilanciato con forza da Salvini e Meloni, sfociando in un altro genere, la parodia surreale: la destra unita a difesa dalla comicità (e della satira?). La cosa che rende il tutto ancor più assurdo è che questa dichiarazione Giovanni Storti l’ha fatta alla presentazione di un film in cui ha un ruolo drammatico.

Salvini concorda con un semplice «quanto è vero…» poi chiede alla sua platea qual è lo sketch del trio che preferisce. Che non si fa per tornare virali. Giorgia Meloni invece applaude, elogia l’arte della risata e tira in ballo l’ideologia: «Evviva la comicità libera, senza sciocchi deliri ideologici».

Una replica di Giovanni sul fatto di essere stato scelto come simbolo di una battaglia (?) di Fratelli d’Italia e Lega ancora non c’è stata. Ma ci piace immaginarlo, mentre apprende la notizia, con lo sguardo basito con cui guarda la macchina graffiata in un suo celebre film, divenuto poi un meme.

Attualità

Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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