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Usa, bambina di 10 anni incinta dopo uno stupro: per abortire dovrà cambiare Stato

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WASHINGTON – A pochi giorni dalla storica sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti sull’aborto, emerge un caso drammatico: quello di una bambina di dieci anni, rimasta incinta dopo uno stupro, e impossibilitata ad accedere all’aborto per via delle leggi restrittive dello Stato in cui vive.

A denunciare l’accaduto è stata una ginecologa di Indianapolis (Indiana). Caitlin Bernard era stata infatti contattata da un collega di uno Stato vicino, l’Ohio, che le aveva riferito l’accaduto. La bambina, incinta di sei settimane e dieci giorni, non poteva abortire nel proprio Stato perché l’Ohio, subito dopo la sentenza che aveva abolito la Roe vs. Wade, aveva impedito l’aborto dopo le sei settimane, in qualsiasi caso. L’Indiana, finora, non ha cambiato le proprie leggi sull’aborto, ma sembra che stia pianificando una riforma in senso più restrittivo e quindi la piccola deve trasferirsi il prima possibile per interrompere la gravidanza.

«Negli ultimi dieci giorni, la clinica in cui lavoro è stata presa d’assalto da pazienti provenienti dall’Ohio e dal Kentucky» – spiega la ginecologa di Indianapolis – «È difficile immaginare che fra poco nemmeno noi saremo in grado di fornire assistenza».

La terribile vicenda della bambina sta facendo discutere e sta diventando anche un caso politico. Il procuratore generale della Carolina del Nord, il democratico Josh Stein, ha commentato così il caso dell’aborto negato: «Una bambina di 10 anni, vittima di abusi, non potrà abortire perché incinta da sei settimane e tre giorni. È pazzesco. Ha 10 anni!».

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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