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Vaiolo delle scimmie, sui social odio e ignoranza vanno di pari passo

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Tra i commenti alle notizie relative al vaiolo delle scimmie, abbondano i messaggi di odio verso persone gay e transgender, tanto che diventa virale l’hashtag #GayoloDelleScimmie. Tra complottisti, omofobi, novax livorosi e semplici ignoranti, sono tanti quelli che se la prendono con la comunità Lgbtq.

Scorrendo i social network viene da pensare che l’età contemporanea sia solo un neolitico con più tecnologia. Ogni notizia, fatto o evento raccontato si trasforma ben presto in un dibattito tra fomentatori di odio, agitatori di masse nevrotiche e complottisti vari, con quel pizzico di oscurantismo, che non guasta mai. Il fatto che la diffusione del vaiolo delle scimmie e la sua trasmissibilità sessuale abbiano fornito la scusa ad un’impressionante moltitudine di ignoranti per attaccare gay e trasgender non è che una prova.

La malattia infettiva si sta diffondendo e pare comprovata la sua trasmissibilità sessuale, specialmente nei confronti di uomini tra i 20 e i 40 anni che hanno avuto rapporti con partner dello steso sesso. Una semplice statistica che di per sé basterebbe a rinfocolare messaggi di odio verso la comunità gay, che rimandano indietro di quarant’anni, agli anni ’80, quando la piaga dell’Aids veniva considerata soltanto una malattia per omosessuali e tossicodipendenti.

Ma un commento su Facebook del virologo Matteo Bassetti ha dato il la ad un’impressionate mole di reazioni cariche di odio nei confronti di omosessuali, lesbiche e transgender. Al punto che lo scioccante hashtag #GayoloDelleScimmie, è diventato virale.

Bassetti, commentando la statistica sulla trasmissione sessuale del vaiolo delle scimmie tra gli uomini omosessuali o bisessuali, si è spinto a proporre perfino una campagna di vaccinazione ad hoc per i gay. Proposta certamente radicale e divisiva, che però non nasceva per innescare la caccia alle streghe, che poi si è venuta a creare.

Insulti, derisione, commenti carichi di disprezzo hanno in fretta cominciato a proliferare su Twitter. Fortunatamente, la mole di messaggi che stigmatizza queste reazioni è di gran lunga superiore, eppure è evidente che la malattia dell’omofobia sia endemica nella popolazione.

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Iva Zanicchi: “Berlusconi riserva sempre sorprese. Tifo per Giorgia Meloni”

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ROMA – Per Giorgia Meloni arriva anche l’endorsement di Iva Zanicchi. La cantante ha confermato le sue intenzioni di voto in un’intervista rilasciata all’agenzia Adnkronos alla quale ha ribadito che voterà “sicuramente il centrodestra”. Non ha specificato a quale partito lascerà il suo voto ma ha dimostrato di apprezzare la leader di Fratelli d’Italia per quello che ha costruito in questi ultimi anni.

“La Meloni a Palazzo Chigi? Come donna faccio il tifo per lei perché è una persona capace ed stata sempre coerente. È una donna di buona volontà. Sarebbe bello se diventasse la prima donna italiana presidente del Consiglio”, ha confessato Iva Zanicchi.

Iva Zanicchi resta, comunque, una donna di Forza Italia. Con il partito di Silvio Berlusconi è stata candidata ed eletta a Bruxelles e ha sempre espresso le sue simpatie nei confronti del leader, che ha confermato anche nell’intervista all’Adnkronos: “Silvio Berlusconi riserva sempre delle sorprese e potrebbe fare la differenza e venire fuori molto bene da queste elezioni. L’importante è fare una buona campagna elettorale e mantenere fede a quello che si dice”

La cantante, poi, aggiunge: “Ho sempre amato Berlusconi, l’ho sempre stimato moltissimo e ho sempre creduto nella sua forza e nella sua determinazione. Quello che spero è che valorizzi le persone valide che ha accanto e non quelle che non lo sono”. “Tra un comizio elettorale e un bel concerto la gente ovviamente ora sceglie il concerto. Questo è un momento molto importante per la democrazia del nostro Paese. Bisogna essere saggi e scegliere le persone giuste. Ora dipende da noi chi mandare al Governo, bisogna andare a votare”.

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“Questa è un’amministrazione fascista. Verbalizzo quello che decido io”: bufera nelle Marche per le frasi del sindaco

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SERRA SAN QUIRICO – “Questa è un’amministrazione fascista. Verbalizzo quello che decido io”. Così si è rivolto il sindaco di Serra San Quirico alla minoranza, durante il consiglio comunale.

La seduta consiliare era in pieno svolgimento: all’ordine del giorno la variazione di bilancio, adempimento amministrativo che va fatto in tutti i Comuni. Due consiglieri di minoranza, uno del Pd, l’altra di Possibile, intervengono incalzando il sindaco di una lista civica di centro-destra. I due consiglieri, secondo il sindaco, avrebbero esercitato in modo pedante il loro ruolo di indirizzo e di controllo: da qui l’intervento…

Il primo cittadino si è imposto spiegando che l’amministrazione di Serra San Quirico è “fascista” e che ciò che viene verbalizzato è quello e soltanto quello che decide lui.

“Un fatto gravissimo – spiega la consigliera-. Il sindaco non rappresenta soltanto gli elettori e le elettrici della propria città, ma anche la Repubblica italiana. Repubblica che, nella sua Costituzione, è antifascista. Certe parole, certi atteggiamenti – continua la consigliera – sono inaccettabili e da condannare, ancora più se avvengono dentro sedi istituzionali”.

Il sindaco – stando a quanto racconta chi ha assistito alla scena nell’aula del consiglio e poi ha diffuso la notizia dell’episodio – si sarebbe poi giustificato parlando di “frase sarcastica”.

“Una toppa peggiore del buco – attacca il circolo Pd “David Sassoli” di Fabriano -. Al sindaco facciamo notare che sui valori dell’antifascismo, alla base dell’Italia repubblicana, non si scherza. E il “sarcasmo” non è ammesso, perché sono valori che sono costati il sangue di decine di migliaia di partigiani e di patrioti. Aggiungiamo che siamo nell’anno in cui ricorre il centenario della Marcia su Roma e che siamo in una Regione, le Marche, governata da un presidente, Francesco Acquaroli che “festeggia” al ristorante, con i camerati, la tragica ricorrenza del 28 ottobre. Invitiamo – si legge ancora nel comunicato di solidarietà ai due consiglieri comunali di Serra – le istituzioni preposte, ad iniziare dalla prefettura di Ancona, a valutare l’opportunità di censurare, anche in modo formale, quanto avvenuto”.

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A Londra ricompare la polio: offerto il richiamo ad un milione di bambini

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terza dose di vaccino anti covid ai 50enni proposta sottosegretario alla salute andrea costa

LONDRA – A tutti i bambini di età compresa tra uno e nove anni che vivono a Londra, circa un milione, verrà offerto il richiamo del vaccino antipolio dopo che il virus è stato rilevato nelle acque reflue della capitale britannica.

Come riporta l’Ansa, lo ha annunciato il governo dopo le analisi condotte dalla UK Heath Security Agency (UKHSA), l’agenzia del sistema sanitario pubblico che si occupa di sicurezza medica, i cui vertici già in giugno avevano diffuso un’allerta ad hoc sottoscritta assieme all’agenzia nazionale del farmaco (MHRA).

Il virus, dichiarato eradicato nel Regno Unito nel 2003, è stato rilevato ben 116 volte nelle acque di scolo durante gli studi condotti sugli impianti della metrapoli. Come era già emerso in giugno, le tracce rinvenute sono quelle di derivazione vaccinale del poliovirus di tipo 2 (VDPV2), che in casi definiti rari puo’ contagiare in forma grave persone che non abbiano completato i cicli di vaccinazioni.

Come ricorda l’Ansa, la poliomielite può avere conseguenze invalidanti e in alcuni casi anche mortali. Il ministro della Sanità, Steve Barclay, ha comunque rassicurato i londinesi affermando che “a nessuno è stato diagnisticato il virus” e i rischi per la popolazione (in larghissima parte vaccinata) sono molto bassi.

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