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Vertenza Elica, i lavoratori sfilano insieme agli operai della Whirlpool

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Vertenza Elica, 250 lavoratori sfilano al Mise al fianco degli operai Whirlpool
Foto: Pierpaolo Mascia

ROMA – Da Fabriano in provincia di Ancona, a Roma in autobus per salvare il posto di lavoro. In 250 sfilano di fronte al Ministero dello Sviluppo Economico per la vertenza Elica, in concomitanza con una nuova riunione del tavolo tecnico. Contemporaneamente, sciopero di 8 ore negli stabilimenti di Mergo e Cerreto d’Esi. Si cerca di diramare una situazione che rimane intricata, dopo che la multinazionale leader nel settore delle cappe aspiranti ha presentato un piano strategico che prevede 409 esuberi, a fronte di 560 dipendenti e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi. L’obiettivo è quello di spostare in Polonia la produzione.

vertenza Elica manifestazione Roma 3

A fianco ai lavoratori dell’azienda marchigiana impegnati nella vertenza Elica, circa 500 operai della Whirpool che da mesi si battono contro la chiusura dello stabilimento napoletano. Allo stato attuale l’azienda ha confermato i tagli al personale. Due realtà distanti, accumunate dallo sforzo contro licenziamenti collettivi e delocalizzazione, che chiedono sostegno da parte del governo.

<<Abbiamo lavorato con il Mise per verificare la congruità di una soluzione che può essere più o meno ravvicinata nel tempo. Ci sono variabili, la prima è capire le disponibilità di Whirlpool di accompagnare questo percorso. Come ministero ci facciamo carico di garantire continuità in funzione della soluzione che si va definendo per evitare che ci sia un vuoto – commenta al termine delle riunioni sulle vertenze il Ministro Orlando, assente perché impegnato nel Consiglio dei Ministri, che aggiunge – ci impegneremo per garantire continuità occupazionale e scongiurare licenziamenti>>.

vertenza Elica manifestazione Roma 2

Al momento entrambe le situazioni appaiono ancora ingarbugliate e le posizioni distanti, con le aziende che non hanno mostrato di voler tornare sulle proprie scelte ed appaiono decise a proseguire nella via della delocalizzazione.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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