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Vietato fumare ai giovani per tutta la vita: il piano della Nuova Zelanda

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Secondo la proposta di legge, i ragazzi che nel 2027 avranno 14 anni, non potranno acquistare tabacco per tutta la loro vita. L’obiettivo che il governo neozelandese si pone è quello di creare una generazione senza fumo. Il piano prevede di rendere vietato fumare ai giovani a vita.

Vietato fumare ai giovani a vita. Questa l’idea che che sta studiando il governo neozelandese. La Nuova Zelanda infatti, avrebbe intenzione di vietare per sempre alle prossime generazioni l’acquisto di sigarette. Il nuovo piano d’azione prende il nome di Smokefree Aotearoa 2025. Una nuova regola, che consiste nell’introdurre il divieto di vendita delle sigarette a coloro nati a partire dal 2005.

Prevede inoltre, di limitare i luoghi dove è permessa la vendita di prodotti da fumo e di ridurre il quantitativo di nicotina presente nelle sigarette. L’obiettivo è quello di ridurre la prevalenza nell’intera popolazione neozelandese a meno del 5% entro il 2025. Il piano d’azione posto dalle autorità neozelandesi consiste di consolidare il sistema di controllo del tabacco e ridurre i punti vendita.

Le restrizioni avverrebbero gradualmente a partire dal 2024 per arrivare a vietare di fumare ai giovani per tutta la vita. Prima una forte riduzione dei venditori autorizzati, poi una riduzione del livello di nicotina e infine la creazione di una nuova generazione dal 2027. Attualmente, è vietato di sigarette e tabacco ai minori di 18 anni, ma il divieto si estenderebbe a chiunque nato dopo il 2004. Le persone nate prima, potrebbero continuare ad acquistare tali prodotti, ma il divieto si farebbe progressivo con l’età, creando così una generazione senza tabacco. Secondo il ministero della salute, il fumo causa una morte per cancro, la principale causa di morte in Nuova Zelanda, su quattro .

La proposta però non è stata ben accolta da tutti. Di parere contrario sono i piccoli negozianti che credono di essere danneggiati e poi la via del proibizionismo suscita perplessità in molte persone.

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Attualità

Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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