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Cronaca

Voto di scambio, arrestato un candidato al Consiglio Comunale di Palermo

Oltre al candidato, in manette anche un collaboratore ed un costruttore. Secondo le accuse, avevano stretto un patto elettorale con la mafia.

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polizia interviene in un centro d'accoglienza di Genova per fermare un assalto contro migranti minorenni

A pochi giorni dalle Elezioni Amministrative, un candidato consigliere comunale di Palermo è stato arrestato con l’accusa di aver stretto un patto con una cosca mafiosa, al fine di rastrellare voti. In manette insieme a lui, il suo collaboratore ed un costruttore.

Voto di scambio politico-mafioso. Questa l’accusa nei confronti di Piero Polizzi, 73 anni, candidato consigliere comunale a Palermo, arrestato a pochi giorni dal voto. Attualmente dipendente di Riscossione Sicilia e già eletto al Consiglio Provinciale, tra le fila dell’Udc, si presentava questa volta con Forza Italia, dopo l’insuccesso delle scorse Elezioni Amministrative. Forse per recuperare i voti che gli sono mancati la volta scorsa, avrebbe, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, stretto un patto elettorale con la mafia, al fine di assicurarsi le preferenze necessarie all’elezione.

Il candidato consigliere comunale non è l’unico ad essere stato arrestato. Le manette sono scattate anche per Manlio Porretto, suo collaboratore, e Agostino Sansone, costruttore, che ha già scontato una pena per associazione mafiosa ed è stato accostato in passato perfino a Totò Riina. Il fratello del costruttore infatti, avrebbe offerto ospitalità al boss di Corleone, durante il periodo della latitanza.

Inchiesta flash quella imbastita della Procura di Palermo e scaturita da un’intercettazione registrata una ventina di giorni fa. Gli approfondimenti e gli ulteriori elementi raccolti dagli inquirenti, hanno condotto all’arresto a stretto giro del candidato consigliere comunale di Palermo Piero Polizzi, del suo collaboratore Manlio Porretto e del costruttore Agostino Sansone. Presso l’ufficio e l’abitazione di quest’ultimo, sono ora in corso le perquisizioni.

Cronaca

Due fratelli investiti da un tir a Sanremo mentre vanno a scuola: morto un 17enne, gravissima una 15enne

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Il tragico incidente si è verificato a Bussana, una frazione di Sanremo. Il camion si è dileguato, ma poco dopo è stato rintracciato dalla Polizia. L’autista ha affermato di non essersi accorto dell’investimento.

La città dei fiori torna di stringente attualità, ma, questa volta non per il festival. Questa mattina a Bussana di Sanremo due fratelli di 17 e 15 anni di origine magrebina sono stati investiti da un tir, mentre andavano a scuola. Il più grande è deceduto, mentre la più piccola si trova in condizioni molto serie.

Dopo l’impatto il camion non si è fermato. I testimoni tuttavia hanno saputo fornire una descrizione abbastanza dettagliata del mezzo, che poco dopo è stato rintracciato dalla polizia. L’autista del veicolo, di origine rumena, ha detto alle forze dell’ordine di non essersi reso conto del tremendo impatto. E’ accusato di omicidio stradale, omissione di soccorso e lesioni colpose.

Secondo la stampa locale, aveva appena compiuto una consegna e nel momento in cui i due fratelli sono stati investiti dal suo tir, si sarebbe trovato in una zona di Sanremo vietata al transito.

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Cronaca

Ginecologo e consigliere comunale di Torino accusato di molestie

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silvio viale ginecologo torino accusato di molestie 2

Quattro donne hanno accusato di palpeggiamenti, molestie e frasi inopportune Silvio Viale, ginecologo che siede in Consiglio Comunale a Torino tra le fila dei Radicali, noto per essere “dalla parte delle donne”.

Celebre per le sue battaglie pro-aborto e a favore della pillola RU-468, conosciuto e reclamizzato come il “ginecologo dalla parte delle donne, Silvio Viale, che siede in Consiglio comunale a Torino tra le fila di “Europa e Radicali italiani” è stato accusato di molestie sessuali da quattro donne tra i 20 ed i 25 anni.

Tutte affermano di aver subito molestie durante la prima visita effettuata presso lo studio del medico. Avrebbero subito palpeggiamenti ed il ginecologo avrebbe rivolto loro frasi inopportune e concernenti la sfera intima.

Il titolare del fascicolo è il procuratore aggiunto Cesare Parodi. Le denunciate sono assistite dall’avvocata Benedetta Perego e dall’avvocata Ilaria Sala, che commentano: «Speriamo possa essere fatta luce su questa vicenda. La sistematicità che emerge dai racconti fa sperare che qualora altre donne abbiano vissuto esperienze analoghe possano trovare il coraggio di uscire allo scoperto, di sapere di non essere sole».

Non so nulla, non so cosa dire – afferma invece il ginecologo accusato di molestie a Torino -. Mi dispiace, ma davvero non riesco a comprendere. Non so nemmeno il contesto di cui si sta parlando».

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E’ iniziato il processo sull’omicidio di Giulio Regeni, la famiglia: «aspettavamo da 8 anni»

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processo giulio regeni

Si è chiusa la prima udienza nei confronti dei quattro egiziani accusati del sequestro di persona e dell’omicidio del giovane ricercatore avvenuto a Il Cairo nel 2016. La prossima udienza del processo sull’omicidio di Giulio Regeni si terrà il 18 marzo.

Ha preso avvia presso la Corte d’Assise di Roma la prima udienza del processo sull’omicidio di Giulio Regeni. Gli imputati sono 4 membri dei servizi segreti egiziani, finora mai comparsi: Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Sono a vario titolo accusati di concorso in lesioni personali aggravate, omicidio aggravato e sequestro di persona aggravato.

Gli imputati, dopo il non erano in aula. I difensori d’ufficio hanno posto una serie di eccezioni sulle quali la Corte si esprimerà il prossimo 18 marzo.

«Oggi è una giornata molto importante» hanno detto i genitori del ricercatore ucciso a Il Cairo nel 2016. . «Erano otto anni che aspettavamo questo momento – ha fatto eco l’avvocato Alessandra Ballerini, legale assieme al collega Giacomo Satta dei genitori di Giulio – . Finalmente speriamo che il processo possa partire. Sono state sollevate le questioni preliminari che erano già stata rigettate in tutte le altre aule di giustizia: speriamo, dopo la decisione della Consulta che rafforza molto la nostra posizione, di potere avere un processo contro chi ha fatto tutto il male del mondo a Giulio»

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