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Cronaca

Yacht si schianta contro gli scogli a Porto Cervo: un morto e sei feriti

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Incidente nelle acque che bagnano Porto Cervo, dove uno yacht lungo 21 metri si è schiantato contro gli scogli delle isole Nibani. Un morto e sei feriti, due dei quali in gravi condizioni, il bilancio fino ad ora.

Ieri sera, domenica 1 agosto, intorno alle 20:40, uno yacht lungo 21 metri si è schiantano contro gli scogli delle isole Nibani, al largo di Porto Cervo. A bordo dell’imbarcazione, vi erano sette persone. Una di esse è deceduta in seguito all’incedente, mentre le altre sei sono rimaste ferite, due delle quali in maniera seria.

Sembrerebbe che a rimetterci la vita sia stato l’armatore del mezzo nautico, un uomo di 63 anni e di nazionalità straniera. Estratto vivo, ma privo di sensi, dalla barca, è morto poco dopo l’arrivo dei soccorsi. Gli

Sembrerebbe che a rimetterci la vita sia stato l’armatore del mezzo nautico, un uomo di 63 anni e di nazionalità straniera. Estratto vivo, ma privo di sensi, dalla barca, è morto poco dopo l’arrivo dei soccorsi. Gli altri membri dell’equipaggio a bordo dell’imbarcazione al momento dello scontro, sono stati assisiti dal personale sanitario del 118 di Porto Cervo e Arzachena. Due di loro sono stati trasportati in ospedale in codice rosso.

Secondo le prime testimonianze, lo yacht che si è schiantato contro gli scogli a Porto Cervo, poco prima dell’impatto avrebbe compiuto una virata improvvisa, forse per evitare la collisione con un’altra imbarcazione. Il relitto della barca si è inabissato parzialmente, dopo essersi adagiato contro la scogliera.

Quel che rimane della barca che si è schiantato contro gli scogli ed è rimasto semiaffondato, è già stato recuperato dai rimorchiatori, che lo hanno fino allo scalo di Porto Cervo.

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Cronaca

Tracce di latte nel tiramisù vegano: morta ragazza di vent’anni iper-allergica

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Quattro indagati per omicidio colposo. Le analisi stabiliranno se lo shock anafilattico che prima ha provocato il coma e poi la morte di una ragazza di vent’anni iper-allergica a latte e uova sin dalla nascita, sia stato causato dagli alimenti, in particolare il tiramisù vegano, che aveva consumato poco prima in un ristorante. Ritirato dal mercato il dolce che la ragazza ha mangiato.

Prima lo shock anafilattico, poi dieci giorni di coma all’Ospedale San Raffaele, infine il decesso. Una ragazza di vent’anni di Milano sarebbe morta dopo aver ordinato un tiramisù, teoricamente vegano, che le sarebbe risultato fatale. La giovane era iper-allergica fin dalla nascita a latte e uova. Il sospetto degli inquirenti è che nel dolce che ha ordinato in un ristorante nel quale cenava insieme al fidanzato, fossero presenti le proteine del latte alle quali era allergica. Dubbi anche sulla maionese, anch’essa vegana, ordinata dalla giovane. Le analisi e l’autopsia aiuteranno a fare luce sulla vicenda.

Quattro persone risultano indagate per omicidio colposo, frode nell’esercizio del commercio e vendita di sostanze alimentari non genuine. Degli accertamenti se ne occuperanno i Nas dei Carabinieri e l’Agenzia di Tutela della Salute (Ats).

Nel frattempo in via precuazionale il Ministero della Salute ha ritirato dal mercato il tiramisù vegano che la ragazza morta dopo uno shock anafilattico e dieci giorni di coma, aveva ordinato. Si chiama “Tiramisun”, è prodotto dalla Mascherpa e, secondo l’avviso del Ministero, presenterebbe il «rischio di presenza di allergeni». Sull’etichetta non sarebbe indicata la presenza di proteine del latte.

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I sottosegretari Ostellari e Delmastro sotto scorta dopo le intimidazioni degli anarchici

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In seguito agli attacchi e alle intimidazioni degli anarchici dei giorni scorsi, i sottosegretari alla giustizia Ostellari e Delmastro sono stati messi sotto scorta.

Continuano a tener banco il caso Cospito e il corollario di polemiche relative alla sua detenzione. Dopo che nei giorni scorsi la discussione si era spostata, oltre che sul regime di carcere duro al quale è sottoposto l’anarchico, anche sull’opportunità o meno di divulgare notizie riservate, sebbene non secretate, da parte del deputato Donzelli, è di questa mattina la notizia secondo la quale i sottosegretari alla giustizia Andrea Ostellari e Andrea Delmastro sarebbero stati posti sotto scorta, in seguito alle intimidazioni degli anarchici dei giorni scorsi.

Andrea Delmastro Delle Vedove, di Fratelli d’Italia, è stato indicato come la persona che ha passato le informazioni sui dialoghi di Cospito in carcere al vicepresidente del Copasir Donzelli, che le ha poi rivelate in aula, come indicato dallo stesso collega di partito.

Ostellari invece, avvocato quarantottenne padovano, è un esponente leghista. Tra le sue deleghe vi è anche quella del trattamento dei detenuti e proprio questa lo avrebbe esposto ai possibili attacchi della rete anarchica, che da giorni sta imbrattando di scritte intimidatorie i muri di Padova. Ostellari non ha potere decisionale sul regime carcerario al quale Cospito è costretto, ma si occupa di questione relative alla salute e al benessere dei detenuti.

La decisione di metterlo sotto scorta sarebbe stata presa giorni in assoluta segretezza e, in attesa di una decisione ufficiale della Prefettura di Roma attesa per il 10 febbraio, Ostellari sarebbe stato messo sotto protezione temporanea.

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Cronaca

Preside picchiato dal professore di fronte agli alunni: «motivi di lavoro»

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In una scuola media del veneziano è scoppiato un violento litigio tra un preside e un professore: qualcuno ha chiamato i carabinieri, ma quando i militi sono arrivati il dirigente scolastico era già stato violentemente picchiato dal professore.

Pietro Paoloni, 35 anni, è uno dei più giovani dirigenti scolastici d’Italia. Presta servizio alle scuole medie di Mira, nel veneziano. Proprio in questo edificio scolastico, lo scorso lunedì 30 gennaio, il preside è stato violentemente picchiato da un professore, di fronte ai professori e agli alunni dell’istituto.

Poco dopo la sua entrata in servizio, intorno a mezzogiorno, il dirigente scolastico è stato avvicinato dal docente è tra i due è subito nato un diverbio dai toni molto accesi, al punto che qualcuno ha preferito avvisare i carabinieri, la cui stazione si torva ad una distanza di appena 20 metri.

I militi però sono arrivati troppo tardi. Quando i carabinieri hanno fatto il loro ingresso a scuola infatti, pochi minuti dopo, la situazione era già degenerata: il professore aveva picchiato il preside e stava continuando a colpirlo con calci e pugni al volto, di fronte agli occhi di colleghi, personale scolastico e alunni.

Adesso il professore, le cui generalità non sono state rese note, è stato sospeso e, oltre ad una denuncia penale per aggressione, rischia anche il licenziamento. Il preside, Paorolini, ha reso noto di essere dispiaciuto che gli studenti abbiano dovuto assistere a questa scena e che alla causa di uno scontro tanto violento ci sarebbero stati «motivi di lavoro».

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