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Cronaca

Minorenni stuprate ripetutamente e filmate dal branco, ma i parenti di una delle due non volevano che denunciasse: arrestati

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violenza sessuale stupro

Apparterrebbe a famiglie in odor di ‘ndrangheta il branco che ha ripetutamente commesso violenza sessuale di gruppo nei confronti di due ragazzine minorenni, che venivano filmate mentre venivano stuprate, nella Piana di Gioia Tauro, in Calabria. I video poi circolavano in reta su chat e social.

«Perché non ti ammazzi?». Questa una delle frasi tipo che gli “altri” criminali di questa storia rivolgevano ad una delle vittime. A Seminara, nella Piana di Gioia Tauro in Calabria, due ragazzine minorenni sono state stuprate ripetutamente per circa un anno, da un branco che filmava le violenze e diffondeva i filmati su chat e social. Gli stupratori sarebbero tutti rampolli della ‘ndrangheta, imparentati con personaggi di spicco della macro criminalità calabrese.

Le indagini sono partite da una segnalazione anonima: 20 gli indagati, 4 quelli che sono finiti in manette. I parenti di una delle vittime sono stati a loro volta arrestati e posti ai domiciliari per violenze, intralcio alla giustizia e minacce: non volevano che la giovane denunciasse il fatto.

Per questo motivo, il fratello e la sorella di una delle due minorenni, insieme ai rispettivi partner, hanno ricoperto la giovane di insulti e minacce. Adesso anche loro sono stati arrestati e posti agli arresti domiciliari per minacce, violenze ed intralcio alla giustizia.

La giovane, insieme ad una coetanea, ha subito ripetutamente abusi sessuali e violenze. Una ventina gli indagati, molti minorenni. 3 i soggetti finiti in carcere, tra cui l’ex fidanzato di una delle due vittime, mentre il figlio di un amministratore locale è stato posto ai domiciliari.

I famigliari della ragazzina che sono stati arrestati, prima hanno cercato di dissuaderla a denunciare lo stupro, poi le hanno disattivato la scheda telefonica per impedire che potesse parlare con gli inquirenti. Nel mezzo frasi ingiuriose e inviti a togliersi la vita. Le indagini sono partite grazie alla segnalazione anonima che qualcuno ha fatto in Caserma.

Cronaca

Il B&B di Cuneo che non vuole clienti gay: «la struttura non deve finire sui loro siti»

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b&b Cuneo non accetta coppie gay

La proprietaria del B&B di Cuneo finito al centro delle polemiche per aver rifiutato una coppia gay: «non voglio problemi, tra poco vado in pensione. Non vogliamo rischiare che la nostra struttura finisca nei circuiti dei loro siti. È più una questione di marketing».

Non voleva avere problemi, eppure si è tirata addosso una valanga di critiche la proprietaria del B&B di Cuneo che ha respinto due clienti perché gay. Sono stati loro a raccontare la vicenda. Uno dei due aveva prenotato una stanza nella struttura che si affaccia sulle campagne, dotato di piscina ed idromassaggio, attraverso una nota piattaforma. Ma la titolare del B&B gli ha negato la prenotazione, spiegandogli di non volere avere clienti omosessuali.

Le motivazioni sono legate a questioni “tranquillità”. Ai due ragazzi la signora avrebbe affermato che le mancano solo pochi anni alla pensione e che non vuole incappare in fantomatici problemi ospitando coppie omosessuali. Non ospitandole, è comunque finita al centro di una miriade di polemiche.

A Repubblica, ha spiegato la sua decisione: «Gli omosessuali preferiamo non vengano perché non vogliamo rischiare che la nostra struttura finisca nei circuiti dei loro siti. È più una questione di marketing. Ci siamo creati una certa clientela e vogliamo tutelarla». Ci sarà riuscita?

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Cronaca

Il nascondiglio di Giacomo Bozzoli: sotto al letto

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cattura di giacomo bozzoli era nascosto in un cassettone sotto al letto

Con l’incredibile cattura del latitante, trovato nel cassettone sotto al letto di una sua casa, si chiude una vicenda che ha del paradossale. Bozzoli ha trascorso la prima notte in carcere sorvegliato a vista: «è sotto shock».

E’ fuggito indisturbato un attimo prima che la sua condanna all’ergastolo diventasse definitiva e dopo giorni di ricerche in mezza Europa ed anche oltre, Giacomo Bozzoli è stato trovato nella sua casa di Soiano del lago, nascosto in un cassettone sotto al letto matrimoniale.

Alle prime luci di ieri, giovedì 11 luglio, gli inquirenti erano sicuri di averlo intercettato, dopo giorni di infruttuose ricerche all’estero. Già dalle 5:30 sono scattati i blitz nelle case di proprietà dell’imprenditore bresciano. Il primo tentativo è andato a vuoto e si temeva potesse trattarsi di un nuovo abbaglio.

Ma poco dopo un nuovo tentativo ha dato i suoi frutti. Bozzoli era nascosto nel cassettone sotto al letto matrimoniale della sua villa di Soiano del lago. Con sé aveva 50 mila euro in contanti.

«Vi prego, fatemi vedere mio figlio» avrebbe chiesto ai Carabinieri che lo hanno arrestato, ai quali avrebbe ribadito di essere innocente. Ieri notte Bozzoli ha trascorso la prima notte in carcere, dove deve scontare una pena all’ergastolo. E’ stato sorvegliato a vista per il timore che possa compiere atti autolesionistici, dal momento che è stato descritto in stato di forte shock.

Intanto si attende di completare il mosaico. Quando è tornato in Italia il latinate? Il 5 luglio insieme alla moglie come sostenuto da Il Corriere della Sera? E perché è tornato? Già nostalgico di casa, oppure si trattava di una tappa per pianificare le proprie mosse? E come hanno fatto gli inquirenti a trovarlo? Forse una soffiata?

«Non voleva certo consegnarsi – ha commentato il procuratore di Brescia Francesco Prete – Altrimenti si sarebbe comportato diversamente e non si sarebbe nascosto in casa con barba e baffi e con 50mila euro in contanti nel borsello».

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Cronaca

Rapina con sparatoria in un centro commerciale a Roma: nessun ferito

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Incredibilmente nessuno è rimasto ferito. Due banditi a mano armata sono entrati con il volto coperto nella gioielleria di un centro commerciale: sono intervenute le guardie giurate e si è verificata una sparatoria.

Adesso è tutto tornato alla normalità ed è un semplice centro commerciale frequentato da diversi avventori, ma questa mattina si è trasformato nel teatro di una clamorosa rapina a mano armata, con tanto di sparatoria: due banditi con il volto coperto hanno esploso alcuni proiettili in una gioielleria e le guardie giurate presenti hanno risposto al fuoco. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito.

Il colpo è stato tentato intorno alle 10:30. Non è al momento chiaro se i ladri siano riusciti ad allontanarsi con gioielli o preziosi, ma, nel parapiglia, sono riusciti a guadagnare la fuga e a dileguarsi.

La polizia ora sul posto sta compiendo le verifiche del caso, mentre è in corso la ricerca dei responsabili.

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