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Qatargate, arrestato l’eurodeputato Marc Tarabella

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Dopo l’interrogatorio di questa mattina, l’ex deputato italo-belga Marc Tarabella è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta Qatargate. Perquisizioni presso la sua banca e il municipio della cittadina di cui è sindaco.

Aveva votato a favore della revoca dell’immunità parlamentare della quale godeva ed aveva affermato che avrebbe spiegato ogni cosa ai giudici, chiarendo la sua posizione rispetto a quanto dichiarato dalla stampa. Evidentemente le risposte dell’eurodeputato italo-belga Marc Tarabella non devono essere state ritenute esaurienti dal giudice istruttore Michel Claise, dal momento che è stato arrestato.

La posizione dell’europarlamentare e sindaco di Anthisnes, in provincia di Liegi, nell’inchiesta Qatargate è stata aggravata dalle dichiarazioni di Antonio Panzeri, secondo il quale Tarabella avrebbe ricevuto tra i 120 e 140 mila euro per addolcire le sue posizioni sul Paese orientale. Tarabella ha negato ogni accusa.

Questa mattina è stato prelevato per essere condotto a Bruxxelles, all’interrogatorio. Dopodiché è stato «temporaneamente privato della libertà» in attesa della convalida dell’arresto. Fin dall’alba, gli inquirenti hanno eseguito una serie di perquisizioni in una banca di Anthisnes, in particolare nella cassaforte, e presso alcuni uffici del municipio.

Non tardano ad arrivare intanto le reazioni del mondo politico. Tra i primi a commentar la Lega che pubblica un tweet nel quale afferma: «Questo europarlamentare belga di sinistra insultò Salvini. Oggi lo arrestano. Spiace». Probabile che il ministro dei Trasporti abbia voluto togliersi un sassolino dalle scarpe: nel 2014 in aula Tarabella diede del fannullone a Salvini per via delle troppe assenze in commissione sulla Direttiva sugli appalti.

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Rassemblement National boccia Vannacci: «no alla vicepresidenza dei Patrioti»

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Jean-Philippe Tanguy, collaboratore di Le Pen: «L’elezione è frutto di un annuncio unilaterale della Lega. Ci opponiamo all’incarico. Questa è la nostra posizione».

Nemmeno il tempo di annunciarla, che la notizia viene smentita. L’ex generale Roberto Vannacci, eletto al Parlamento Europeo tra le fila della Lega, potrebbe non essere tra i vicepresidenti del gruppo Patrioti per l’Europa. Ad annunciarlo Jean-Philippe Tanguy, vicecoordinatore della campagna elettorale di Le Pen alle Presidenziali del 2022: «L’elezione è frutto di un annuncio unilaterale della Lega. Ci opponiamo all’incarico. Questa è la nostra posizione».

Non può non apparire come una sorta di contromossa dopo l’inaspettato tonfo del partito al secondo turno delle elezioni. Rassemblement National, dopo la forte opposizione subita, specie in chiave antifascista, vorrebbe virare verso figure meno divisive e maggiormente moderate. Vannacci dunque non sarebbe ben visto in qualità di vicepresidente dei Patrioti per l’Europa a causa delle sue tesi, giudicate troppo radicali da RN.

Una posizione ribadita anche da  Laurent Jacobelli, già portavoce del Rn e oggi deputato: «Non conosco personalmente Vannacci ma da quello che ho letto ha fatto delle dichiarazioni che non corrispondono ai valori del Rassemblement National. Per essere chiari, penso che questo signore non sarà vicepresidente. Mi sembra impossibile».

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Mosca ordina l’arresto di Yulia Navalnaya, vedova di Navalny

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Dopo la morte del marito in circostanze mai approfondite dalle autorità russe in una prigione di massima sicurezza in Siberia, la vedova di Aleksej Navalny ha continuato a denunciare il regime di Putin ed ora per lei è arrivato l’ordine d’arresto in contumacia da parte di un tribunale di Mosca.

Avrebbe legami con un gruppo estremista e come «misura preventiva» dovrebbe scontare due mesi di reclusione. Questa l’accusa nei confronti di Yulia Navalnaya, vedova dell’attivista Aleksej Navalny, per la quale un tribunale di Mosca ha emesso un ordine di arresto in contumacia.

In questo momento non si sa dove si trovi la donna. Il periodo di detenzione scatterebbe non appena ottenuta un’eventuale estradizione, oppure nel moment in cui le autorità russe riuscissero a prenderla. Attualmente Yulia Navalnaya, per la quale è stato ordinato l’arresto, è stata inserita nella lista internazionale dei ricercati.

Il marito Aleksej Navalny è stato uno dei grandi oppositori di Vladimir Putin e a lungo ha denunciato i crimini del suo governo. Dopo essere scampato ad un avvelenamento da parte dei servizi segreti russi ed aver trovato brevemente rifugio in Germania, decise di far ritorno in patria. Questa scelta ha decretato la sua morte prematura: dopo essere stato condannato per estremismo nel 2021, lo scorso febbraio è morto in carcere in circostanze mai chiarite. Ma le autorità russe non hanno approfondito le indagini.

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Prende forma il fronte dei Patrioti per l’Europa: Bardella capogruppo, Vannacci tra i vicepresidenti

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L’asse Orbàn-Salvini-Le Pen ai nastri di partenza: si è conclusa la riunione costitutiva di quello che vuole essere «la terza fazione più grande del Parlamento europeo».

Il gruppo dei Patrioti per l’Europa al Parlamento Europeo è realtà e raccoglie adesioni. E poco importa che il titolo sia un po’ un controsenso: un’unione di patrioti sembra un raduno di introversi. Ognuno sta sulle sue.

Ma il “sogno” di Viktor Orbàn ha preso forma ed ha raccolto l’adesione Rassemblement National. Propio il partito di MArine Le Pen esprime il capogruppo: l’enfant prodige Jordan Bardella. Sei i vicepresidenti. Tra di loro, un rappresentante italiano: il generale Vannacci.

Oltre alla Lega di Salvini, a Rassemblement National di Le Pen ed ai tre partiti fondatori, l’ungherese Fidesz, l’austriaco Fpo ed il ceco Ano, fanno parte dei Patrioti per l’Europa anche il Pvv olabndese di Geert Wilders, gli spagnoli di Vox, i fiamminghi del Vlaams Belang, i portoghesi di Chega e i danesi del Dansk Folkeparti.

«Questa nuova fazione di destra mira ad essere una forza decisiva nel plasmare il futuro dell’Europa e potrebbe diventare la terza più grande del Parlamento europeo», ha dichiarato Zoltan Kovacs, portavoce del primo ministro ungherese Viktor Orbán.

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