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Cronaca

Amato: «Su Ustica non ritratto, avvaloro la tesi più credibile. Parlo per peso dell’età»

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giuliano amato su ustica

La tragedia di Ustica fu «un atto di guerra in tempo di pace in un Paese a sovranità limitata». Giuliano Amato non fa un passo indietro rispetto alla sua tesi su Ustica, anzi, la ribadisce e smentisce di averla ritrattata.

Giuliano Amato, presidente emerito della Consulta ed ex numero 2 del Psi, non solo non ritratta quanto affermato in un’intervista a Repubblica che ha fatto scalpore, ma lo ha ribadito, smentendo ogni passo indietro, durante una conferenza stampa con i giornali esteri. Amato ha sostenuto e sostiene che il missile che ha abbattuto il DC-9 Italvia caduto in mare al largo di Ustica il 27 giugno 1980 provocando la morte di 81 persone sia stato lanciato da un aereo militare francese partito da Solenzara in Corsica, con l’obiettivo di far fuori Gheddafi.

La teoria non è nuova e come lui stesso ha puntualizzato in un articolo scritto di suo pugno per la stessa testata, si tratta dell’ «ipotesi ritenuta più credibile tra quelle formulate, specificando che non avevo la verità da offrire, ma il mio scopo era provocare se possibile un avvicinamento alla verità». Dunque nessuna rivelazione scioccante, ma la propugnazione della ricostruzione ritenuta più veritiera. Ma allora perché ritirare il caso fuori così all’improvviso?

Non per «urgenza di una nuova verginità politica» o per «il desiderio di carriera quirinalizia mai esausta», o ancora per la «volontà di guastare i rapporti già fragili con la Francia», ma per «bisogno di verità che a una certa età diventa più urgente, con il tempo davanti che si accorcia ogni giorno».

Dunque Amato ha ribadito in quell’intervista che il DC-9 precipitato ad Ustica sia stato abbattuto dalla Francia, il cui obiettivo era l’allora rais di Libia Gheddafi, per «avvalorare una ricostruzione che è custodita in centinaia di pagine scritte dai giudici, nelle svariate perizie, anche nelle inchieste di giornalisti bravi come Andrea Purgatori, ma che si è dovuta arrestare davanti a più porte chiuse».

Dunque Amato ha voluto riproporre il caso agli onori della cronaca per invitare «chi sa» a parlare. Ed in merito alla confusione sulle date rispetto alla tesi del dottor Sottile, secondo la quale Craxi avesse avvertito Gheddafi del pericolo imminente, Amato glissa: «Forse la memoria mi ha ingannato o forse è la fonte della mia informazione che è confusa». Secondo il presidente della Consulta però poco fa differenza e la sostanza rimane: «Nessuno aveva interesse a scoperchiare un segreto coperto dalla ragion di Stato o di Stati: la tragedia di Ustica era stato un atto di guerra in tempo di pace in un paese a sovranità nazionale limitata».

L’ultimo passaggio è dedicato alla richiesta di scuse a Macron: « non ho detto di chiedere scusa ma di occuparsi della cosa: se dimostra che è infondata bene, se no deve chiedere scusa».

Cronaca

Due fratelli investiti da un tir a Sanremo mentre vanno a scuola: morto un 17enne, gravissima una 15enne

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Il tragico incidente si è verificato a Bussana, una frazione di Sanremo. Il camion si è dileguato, ma poco dopo è stato rintracciato dalla Polizia. L’autista ha affermato di non essersi accorto dell’investimento.

La città dei fiori torna di stringente attualità, ma, questa volta non per il festival. Questa mattina a Bussana di Sanremo due fratelli di 17 e 15 anni di origine magrebina sono stati investiti da un tir, mentre andavano a scuola. Il più grande è deceduto, mentre la più piccola si trova in condizioni molto serie.

Dopo l’impatto il camion non si è fermato. I testimoni tuttavia hanno saputo fornire una descrizione abbastanza dettagliata del mezzo, che poco dopo è stato rintracciato dalla polizia. L’autista del veicolo, di origine rumena, ha detto alle forze dell’ordine di non essersi reso conto del tremendo impatto. E’ accusato di omicidio stradale, omissione di soccorso e lesioni colpose.

Secondo la stampa locale, aveva appena compiuto una consegna e nel momento in cui i due fratelli sono stati investiti dal suo tir, si sarebbe trovato in una zona di Sanremo vietata al transito.

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Cronaca

Ginecologo e consigliere comunale di Torino accusato di molestie

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silvio viale ginecologo torino accusato di molestie 2

Quattro donne hanno accusato di palpeggiamenti, molestie e frasi inopportune Silvio Viale, ginecologo che siede in Consiglio Comunale a Torino tra le fila dei Radicali, noto per essere “dalla parte delle donne”.

Celebre per le sue battaglie pro-aborto e a favore della pillola RU-468, conosciuto e reclamizzato come il “ginecologo dalla parte delle donne, Silvio Viale, che siede in Consiglio comunale a Torino tra le fila di “Europa e Radicali italiani” è stato accusato di molestie sessuali da quattro donne tra i 20 ed i 25 anni.

Tutte affermano di aver subito molestie durante la prima visita effettuata presso lo studio del medico. Avrebbero subito palpeggiamenti ed il ginecologo avrebbe rivolto loro frasi inopportune e concernenti la sfera intima.

Il titolare del fascicolo è il procuratore aggiunto Cesare Parodi. Le denunciate sono assistite dall’avvocata Benedetta Perego e dall’avvocata Ilaria Sala, che commentano: «Speriamo possa essere fatta luce su questa vicenda. La sistematicità che emerge dai racconti fa sperare che qualora altre donne abbiano vissuto esperienze analoghe possano trovare il coraggio di uscire allo scoperto, di sapere di non essere sole».

Non so nulla, non so cosa dire – afferma invece il ginecologo accusato di molestie a Torino -. Mi dispiace, ma davvero non riesco a comprendere. Non so nemmeno il contesto di cui si sta parlando».

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Cronaca

E’ iniziato il processo sull’omicidio di Giulio Regeni, la famiglia: «aspettavamo da 8 anni»

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processo giulio regeni

Si è chiusa la prima udienza nei confronti dei quattro egiziani accusati del sequestro di persona e dell’omicidio del giovane ricercatore avvenuto a Il Cairo nel 2016. La prossima udienza del processo sull’omicidio di Giulio Regeni si terrà il 18 marzo.

Ha preso avvia presso la Corte d’Assise di Roma la prima udienza del processo sull’omicidio di Giulio Regeni. Gli imputati sono 4 membri dei servizi segreti egiziani, finora mai comparsi: Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Sono a vario titolo accusati di concorso in lesioni personali aggravate, omicidio aggravato e sequestro di persona aggravato.

Gli imputati, dopo il non erano in aula. I difensori d’ufficio hanno posto una serie di eccezioni sulle quali la Corte si esprimerà il prossimo 18 marzo.

«Oggi è una giornata molto importante» hanno detto i genitori del ricercatore ucciso a Il Cairo nel 2016. . «Erano otto anni che aspettavamo questo momento – ha fatto eco l’avvocato Alessandra Ballerini, legale assieme al collega Giacomo Satta dei genitori di Giulio – . Finalmente speriamo che il processo possa partire. Sono state sollevate le questioni preliminari che erano già stata rigettate in tutte le altre aule di giustizia: speriamo, dopo la decisione della Consulta che rafforza molto la nostra posizione, di potere avere un processo contro chi ha fatto tutto il male del mondo a Giulio»

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