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Cronaca

Bastoni e pietre contro i migranti minorenni ospitati da una struttura d’accoglienza a Genova

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polizia interviene in un centro d'accoglienza di Genova per fermare un assalto contro migranti minorenni

Ieri notte un gruppo di persone incappucciate, probabilmente giovani, ha compiuto un assalto ad un centro di Genova in cui sono ospitati una ventina di migranti minorenni provenienti per lo più dal Nord Africa.

Insulti, cori razzisti, minacce col bastone e perfino pietre scagliate contro una ventina di migranti minorenni, in quello che è stato un vero e proprio assalto ad una struttura d’accoglienza di Genova. Il fatto è avvenuto ieri notte, lunedì 21 febbraio, presso l’ex Ostello della Gioventù del Righi, che ora funge da struttura di accoglienza. Intorno alle 20, quando i giovani ospiti, provenienti in misura maggiore dal nord Africa, avevano fatto rientro nel centro, un gruppetto di persone incappucciate, una dozzina circa, si è presentata di fronte all’ex Ostello. Qualcuno ha anche scavalcato il muro di cinta e si è introdotto nel perimetro.

In base alle testimonianze, anche gli assalitori sarebbero ragazzi giovani. Hanno fatto partire partiti cori razzisti e insulti alla volta dei ragazzi e quando questi si sono affacciati alle finestre per capire cosa stesse succedendo, sono volati anche pietre e bastoni. La situazione non è precipitata solo per lo sforzo degli educatori della struttura e per il repentino intervento della polizia. Alcuni dei migranti minorenni infatti ha tentato di uscire dal centro e rispondere all’assalto, dopo aver rotto alcuni mobili ed averne brandito i pezzi come arma impropria.

La volante dlla polizia è rimasta tutta notte di fronte all’ex Ostello della Gioventù, per socngiurare nuovi incidenti. Questa mattina sono stati ascoltati nuovamente i giovani migranti ospiti della struttura di accoglienza, che sono stati identificati, mentre non sono stati ancora riconosciuti gli assalitori incappucciati.

Attualità

Parlare in corsivo su TikTok: la nuova moda dei giovanissimi

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MILANO – Da stile di scrittura ad un nuovo modo di parlare. Il corsivo è la nuova moda lanciata dai giovani sui social network. Su TikTok è diventato letteralmente “ virale”. Parlare in corsivo nasce, infatti, da una presa in giro della cadenza milanese utilizzata da alcune ragazze nei video in cui si parla di serate in discoteca, aperitivi alla moda e confessioni tra amiche. Un linguaggio pieno di abbreviazioni, vocali chiuse o sillabe strascicate. 

Il segreto del “corsivo parlato” è quello di esagerare i tratti tipici della cadenza milanese allungando le sillabe finali, chiudendo le “o” e assumendo un ritmo cantilenato. La parola più gettonata è il diminutivo di amore, “amo” che in corsivo diventa “amïo”. Come scrive SkyTg24, è un qualcosa di più di una semplice tendenza estiva: il corsivo è diventato oggetto di lezioni su TikTok, dove sono molti i profili che ne parlano e insegnano questa parlata.

Il profilo più noto è senz’altro quello di Elisa Esposito: la 19enne “insegna” a “Parlare in corsivo”, allungando le vocali. Elisa vive a Milano e a fine 2020 ha aperto un profilo su TikTok di grande successo: quasi 800mila follower e oltre 27 milioni di like, ai quali si aggiungono oltre 270mila follower su Instagram. Sul social più amato dai giovanissimi Elisa è conosciuta come La Prof. E’ stata ospite di Propaganda Live di Diego Bianchi proprio per le sue doti nel parlare in corsivo, dove ha scimmiottato un comizio di Giorgia Meloni in Spagna.

La tiktoker di recente è stata invitata ad una puntata di RDS Next, la web radio dedicata ai giovanissimi. Elisa si è quindi cimentata nella lettura, in corsivo ovviamente, di alcuni versi della Divina Commedia. “Nel mezzo del cammin di nostra vita…”, ha cominciato a leggere quando uno dei due conduttori l’ha interrotta e le ha chiesto: “Sai chi è questo?”. Silenzio. Poi la risposta imbarazzata: “No non lo so, non voglio dire cavolate”.

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Attualità

Pordenone, esclusi dall’alternanza scuola-lavoro perché neri

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PORDENONE – Esclusi dallo stage per l’alternanza scuola-lavoro perché di origine marocchina. E’ successo a Sacile, in provincia di Pordenone. A rifiutare i due ragazzi, studenti dell’istituto superiore della cittadina friulana, sarebbe stata l’azienda a cui avevano presentato domanda. La notizia è riportata da La Repubblica, che ha raccontato come l’azienda avesse risposto di non accettare ragazzi di colore. L’insegnante dell’istituto si è quindi rivolta ad una associazione di immigrati di Pordenone, in modo da ricollocare immediatamente i ragazzi in un’altra azienda.

Come riporta Il Fatto Quotidiano, purtroppo non si è trattata di un’eccezione: “Erano stati rifiutati da più di un’azienda” ha detto Adolph Hackah, il presidente dell’associazione ivoriani che si è occupato della vicenda. Il resto della classe sarebbe stato ammesso subito, soltanto loro quelli tagliati fuori. “L’insegnante non se lo aspettava, ci è rimasta molto male. Come tutti noi, del resto” ha spiegato ancora Hackah.

La situazione si è poi risolta e i ragazzi possono svolgere il loro stage in un’altra azienda. Se non fosse andata così, Confindustria Pordenoneaveva già fatto sapere di essere pronta ad intervenire per cercare una soluzione. Della vicenda si è occupato anche il consigliere regionale Furio Honsell (ex rettore di Udine ed ex sindaco di Udine) di Open Sinistra Fvg, il quale aveva sostenuto tramite una nota che “se confermata nella sua violenza” la vicenda “sarebbe un gesto di razzismo inaccettabile per una regione che si dichiara civile“.

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Attualità

Frosinone, pensava ci fosse un ladro in casa: era la moglie con l’amante

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FROSINONE – Pensava di trovare i ladri ma ha trovato la moglie con l’amante. Tutta colpa dei vicini che, insospettiti dopo aver visto dalle finestre un estraneo nell’abitazione dell’uomo, lo hanno avvertito.

Lui allora, allarmato, si è rivolto ai carabinieri: “C’è un ladro in casa mia”. E, come riporta l’Ansa, si è precipitato a casa, una villetta a Ceccano, in provincia di Frosinone. I militari hanno fatto i controlli e la verità è venuta a galla: nessun ladro in casa ma la moglie dell’uomo con l’amante. Quest’ultimo ha tentato di fuggire ma è stato bloccato.

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