fbpx
Seguici su

Mondo

Breivik resta in carcere: «rischio evidente che ripeta i suoi comportamenti»

Pubblicato

il

Anders Behring Breivik resta in carcere

L’autore della strage di Utoya, Anders Behring Breivik resta in carcere. Non ha ottenuto la libertà vigilata, chiesta dopo dieci anni di reclusione come previsto dalla legge norvegese. In aula, saluto nazista e cartelli sulla supremazia bianca. Il  Tribunale l’ha ritenuto ancora pericoloso.

Breivik resta in carcere. Il fanatico di estrema destra che nel 2011 ha ucciso 77 persone, in gran parte molto giovani, in due distinti attentati commessi tra l’isola di Utoya e Oslo in Norvegia, non ha ottenuto la libertà condizionale. Non è apparso di molto cambiato al tribunale di Telemark, nel sud est del Paese. Forse aver ripetuto per l’ennesima volta il saluto nazista in aula non ha aiutato.

Breivik aveva chiesto la libertà vigilata dopo dieci anni di reclusione, come previsto dall’ordinamento norvegese. Richiesta che non è stata accolta perché: « C’è un rischio evidente che ripeta i comportamenti che hanno portato agli attacchi terroristici» come ha spiegato il giudice. Una notizia che non giunge particolarmente a sorpresa, specie in seguito alla perizia psichiatrica stilata da Randi Rosenqvist, che lo ha seguito in questi anni di reclusione. La dottoressa parla di disturbi della personalità «asociali, istrionici e narcisisti» e ribadisce che il quadro non è sostanzialmente cambiato rispetto alla diagnosi emersa dalla prima valutazione, poco meno di dieci anni fa.

L’estremista di destra ha reso noto tramite il suo legale che si opporrà a questa decisione e che presenterà anche un nuovo ricorso contro le condizioni in cui è detenuto. Breivik si trova in uno stato di quasi assoluto isolamento. Il suo comportamento durante le fasi dell’udienza è stato tutt’altro che sobrio. Oltre al già citato braccio destro teso, ha esposto dei cartelli, che ripetevano, in inglese «cessate il vostro genocidio contro le nostre nazioni bianche». Uno lo teneva in mano, gli altri erano affissi sulla giacca e sulla ventiquattrore. Non proprio lo slogan più efficace per dimostrare il proprio cambiamento.

Mondo

Chiuso un tempio buddista in Thailandia, tutti i monaci positivi alla metanfetamina

Pubblicato

il

monaci-buddisti-positivi-alla-metanfetamina
Foto tratta dal web (Freepick).

Gli abitanti di alcuni villaggi in Thailandia non possono più meditare al tempio perché i monaci sono stati radiati e spediti in un centro di recupero dopo che i risultati dei test antidroga hanno dimostrato che fossero positivi all’anfetamina.

Un funzionario del distretto di Bung Sam Phan, in Thailandia ha reso noto che un tempio buddista della provincia di Phetchabun è costretto a chiudere per mancanza di monaci. Non si tratta di un improvviso tracollo di fede, ma di una clamorosa impennata del consumo di droga. Tutti i monaci del tempio buddista infatti, sono risultati positivi alla metanfetamina in seguito ad alcuni controlli antidroga.

Tutti e quattro i monaci, compreso l’abate, sono stati radiati e spediti in un centro di recupero dopo che il risultato del test ha confermato la loro dipendenza da metanfetamina. «Il tempio è ora vuoto e gli abitanti dei villaggi vicini sono preoccupati di non poter fare alcuna cerimonia» ha spiegato il funzionario distrettuale, Boonlert Thintapthai, che ha poi aggiunto che saranno presto inviati altri monaci.

Negli ultimi anni si è assistito ad un vero e proprio boom del consumo di metanfetamina, che imperversa tra le strade tailandesi. Il flusso di droga, in base a quanto riferito dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, parte Stato birmano di Shan e passa attraverso il Laos. I cristalli di metanfetamina vengono venduti a circa cinquanta centesimi.

Continua a leggere

Attualità

Le Parisien: “Macron indagato per finanziamento illecito”

Pubblicato

il

PARIGI – Secondo il quotidiano francese Le Parisien, il presidente francese Emmanuel Macron è indagato, in un’indagine giudiziaria, con l’accusa di “favoritismo” e “finanziamento illecito della campagna elettorale” del 2017 da parte della Procura finanziaria nazionale (PNF).

Come riporta l’Ansa, le indagini riguardano i legami tra Emmanuel Macron e la società di consulenza McKinsey. Secondo quanto riferiscono Le Parisien e France Info, l’inchiesta riguarda i legami tra Macron e società di consulenza private, dunque, esterne all’amministrazione pubblica.

Le Parisien parla di sospetti finanziamenti illeciti nelle campagne presidenziali che nel 2017 e nel 2022 lo hanno condotto all’Eliseo, come anche l’attribuzione di alcune commesse pubbliche. In una nota, la Procura nazionale finanziaria francese (Pnf) non cita mai il nome di Macron ma annuncia di aver aperto due fascicoli giudiziari a fine ottobre riguardanti rispettivamente “le condizioni di intervento di uffici di consulenza nelle campagne elettorali francesi del 2017 e del 2022” e relativi sospetti di “favoritismo”.

Come riporta l’Ansa, la nota è stata diffusa dagli uffici del procuratore della Repubblica, Jean-François Bohnert. Durante la campagna presidenziale del 2022, si erano moltiplicate le critiche contro Macron, in particolare rispetto ai contratti conclusi negli ultimi cinque anni tra lo Stato e società di consulenza private come l’americana McKinsey. Il 17 marzo, il Senato rivelò che le commesse dello Stato per questo tipo di consulenze private sono “più che raddoppiate” tra il 2018 e il 2021, toccando un record di oltre un miliardo di euro nel 2021.

McKinsey fu la società di consulenza privata maggiormente sollecitata dalle autorità francesi durante la pandemia. Il rapporto dei senatori ha suscitato dure critiche sull’uso di fondi pubblici e l’opposizione ha invocato un’inchiesta su eventuali favoritismi alla multinazionale Usa.

Continua a leggere

Attualità

Furto e adulterio: 12 persone frustate allo stadio in Afghanistan

Pubblicato

il

KABUL – Dodici persone tra le quali 3 donne sono state frustate in pubblico ieri in uno stadio nella provincia di Logar, a sud di Kabul, dopo la condanna per furto e adulterio di un tribunale locale. Lo riferisce la Ap online, citando un funzionario coperto da anonimato.

Come riporta l’Ansa, il governatore della provincia ha inviato centinaia di inviti per la punizione pubblica andata in scena nello stadio della cittadina di Pul Alam. I condannati, riferiscono le fonti, hanno ricevuto ciascuno tra le 21 e le 39 frustate. Alle centinaia di persone che hanno assistito è stato vietato di scattare foto o riprendere video.

Il leader dei Talebani Haibatullah Akhundzada ha chiesto l’applicazione stretta della sharia una decina di giorni fa, riaprendo la strada alle punizioni in pubblico, che includono esecuzioni, lapidazioni e flagellazioni.

Continua a leggere

Più letti

Copyright © 2020 by Iseini Group | Osservatore Quotidiano è un prodotto editoriale di Il Martino.it iscritto al tribunale di Teramo con il n. 668 del 26 aprile 2013 | R.O.C. n.32701 del 08 Marzo 2019 | Direttore Vicario: Antonio Villella | ISEINI GROUP S.R.L - Sede Legale: Alba Adriatica (TE) via Vibrata snc, 64011 - P.Iva 01972630675 - PEC: iseinigroup@pec.it - Numero REA: TE-168559 - Capitale Sociale: 1.000,00€ | Alcune delle immagini interamente o parzialmente riprodotte in questo sito sono reperite in internet. Qualora violino eventuali diritti d'autore, verranno rimosse su richiesta dell'autore o detentore dei diritti di riproduzione.