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Cronaca

Crosetto apre alle larghe intese: «il Paese viene prima dei partiti». Letta: «con Meloni non governerò mai»

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Guido Crosetto, ideologo di Fratelli d’Italia e cofondatore di quello che stando ai sondaggi è il primo partito d’Italia, in un’intervista ad Avvenire apre all’eventualità delle larghe intese tra tutte le forze politiche per far fronte alle sfide che attendono il Paese. Enrico Letta invece, sulle frequenze di La7 ha smentito ogni ipotesi d’intesa.

«Se l’Italia si vorrà salvare, se vorrà davvero sopravvivere, dovrà unire tutte le energie migliori. E tutte vuol dire tutte». A parlare Guido Crosetto, cofondatore ed ideologo di Fratelli d’Italia, che in un’intervista ad Avvenire, in diversi passaggi, ventila l’ipotesi di larghe intese tra centrodestra, centrosinistra e terzo polo in seguito alle elezioni. Una sorta di compromesso storico del nuovo millennio. Ma quella dell’ideologo del primo partito in Italia, stando ai sondaggi, è una proposta indecente fatta per sondare il terreno, oppure un’elucubrazione da fantapolitica?

Sembrerebbe più probabile la prima ipotesi: «Giorgia non arriverà alla guida del Paese per fare la donna sola al comando, ma con la consapevolezza di dover essere la persona che unisce chi può servire il proprio Paese nella maniera migliore possibile». Il motivo di questa “svolta” starebbe nella complicata situazione geopolitica, con le sue conseguenze sulle questioni interne: «da questo mare in tempesta non si esce da soli. Anzi, ci saranno momenti in cui bisognerà remare tutti in una direzione. Non solo tutti i migliori, ma tutti quelli che potranno imbracciare un remo, al servizio dell’Italia. Non si può perdere tempo, non si può fare finta di non capire. Ora serve senso di comunità, serve solidarietà, serve che i più forti prendano sulle spalle i più deboli, serve dire “basta egoismo”. E soprattutto, serve dire con totale chiarezza, “non si sopravvivrà se non insieme”».

In un passaggio della sua intervista Guido Crosetto è ancor più esplicito: «Il Paese viene prima dei partiti. Sempre. E in un momento così ancora di più. Per il bene dell’Italia, Giorgia, se servisse in un momento particolarmente difficile o tragico, parlerebbe con Letta e chiamerebbe Letta senza nessuna esitazione, così come Conte o Calenda. Se è in gioco il destino dell’Italia, tutti devono collaborare. Penso che i primi ad averne piena consapevolezza siano Mattarella e Draghi.». Se Giorgia Meloni sia d’accordo con la visione della sua guida teorica, o almeno a conoscenza, non è dato saperlo al momento.

Sta di fatto che qualcuno sembra voler chiudere definitivamente questo discorso prima ancora di aprirlo. O almeno lo dichiara. Enrico Letta ieri sera a Piazza Pulita su La7, ha sbarrato la strada a questi ragionamenti. Il segretario dem ha smentito ogni ipotesi di accordo con Fratelli d’Italia, commentando laconicamente: «Io con la Meloni non governerò mai». A partire dalle consultazioni si saprà se si confermerà questa intransigenza, oppure se l’ipotesi di Crosetto possa trovare qualche apertura.

Cronaca

Agguato ad Alatri, clinicamente morto il 18enne colpito da un colpo di pistola

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Thomas Bricca, 18 anni, è stato dichiarato clinicamente morto, dopo essere stato colpito da un colpo di arma da fuoco ieri sera, 30 gennaio, ad Alatri, in provincia di Frosinone. Si ipotizza uno scontro tra bande rivali alla base dell’agguato.

Si trovava nei pressi di un bar pizzeria, quando uno scooter con due persone a bordo si è fermato e qualcuno ha aperto il fuoco. Thomas Bricca, ragazzo di 18 anni di Alatri, è stato raggiunto da un colpo alla testa: trasportato d’urgenza al San Camillo di Roma, è stato dichiarato clinicamente morto. Per dichiarare la morte cerebrale bisogna attendere 48 ore. In base alle prime ipotesi si l’agguato sarebbe avvenuto in seguito ad una rissa tra bande rivali.

Thomas Bricca stava camminando per strada quando lo scooter lo ha affiancato e la persona seduta dietro ha estratto l’arma, gliel’ha puntata contro e gli ha sparato un colpo in testa. Poi i due si sono dileguati. I carabinieri si sono messi sulle loro tracce. Alcune testimonianze hanno raccontato di scontri fra diversi gruppi di giovani, pertanto gli inquirenti stanno indagando in questa direzione. Gli investigatori avrebbero anche già formulato qualche ipotesi circa i sospettati.

Nei giorni precedenti, si sarebbero già verificati scontri e risse tra membri di opposte fazioni. I carabinieri visioneranno anche le telecamere dei circuiti di videosorveglianza presenti in zona, al fine di stabilire la dinamica dell’episodio e dare un voto e un nome ai responsabili.

Il ragazzo colpito da un colpo di pistola nell’agguato di Alatri, è stato dichiarato clinicamente morto poco dopo il suo arrivo in ospedale.

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Trema la Romagna, terremoto di magnitudo 4.1 a Cesenatico

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Serie di scosse di terremoto all’alba in Romagna, fino alla principale con epicentro nella zona di Cesenatico e magnitudo 4.1. Paura tra la popolazione, ma non si hanno notizie di danni o feriti.

RIMINI – Le prime avvisaglie sono arrivate alle prime luci del giorno, ma la scossa forte è avvenuta intorno alle 11:45. Terremoto di magnitudo 4.1 in Romagna, con epicentro Cesenatico, a 19 chilometri di profondità, in base ai dati pubblicati da Ingv. Le scosse sono state avvertite chiaramente a Rimini e in tutta Romagna, ma anche in Emilia e oltre, come nel nord delle Marche.

Oltre a quella principale che ha spaventato i romagnoli, si sono succedute diverse scosse dello sciame sismico nella provincia di Forlì-Cesena, con magnitudo tra 2.1 e 3.5, con epicentri tra Cesenatico e Gambettola.

Popolazione molto spaventata, ma non è arrivata al momento nessuna notizia relativa a danni a cose o persone.

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Salvataggio della Geo Barents al largo della Libia: il porto assegnato è La Spezia

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La Geo Barents attraccata al porto di Ancona (Foto di Pierpaolo Mascia).

100 ore di navigazione dal punto in cui la Geo Barents ha effettuato un salvataggio in mare, nelle acque internazionali al largo della costa libica, e il porto sicuro assegnato dal governo per lo sbarco dei migranti e dei richiedenti asilo, La Spezia. Medici Senza frontiere: «Mentre ci avvicinavamo alla barca in difficoltà la guardia costiera libica ha minacciato di aprire il fuoco».

Nuovo salvataggio in mare della nave Geo Barents della Ong Medici Senza Frontiere, che nelle acque internazionali al largo della Libia ha recuperato 69 persone, di cui 25 minori, da un barcone in difficoltà. Contestualmente, si riaprono le polemiche relative all’assegnazione del porto sicuro: La Geo Barents è stata spedita a La Spezia.

Le operazioni di recupero effettuate dalla Geo Barents (Foto di Maurizio Debanne).

«Perché farli sbarcare a La Spezia quando ci sono porti idonei molto più vicini? È contro il diritto marittimo internazionale» scrive su Twitter la Ong, che rende noto di dover affrontare una traversata da 100 ore molto faticosa per raggiungere il porto sicuro assegnato dal governo.

Un paio di ore prima di effettuare il salvataggio in mare, la Geo Barents aveva oltretutto accusato di aver ricevuto minacce dalla Guardia Costiera libica, mentre si avvicinava alla barca in difficoltà: «il nostro team ha assistito oggi all’intercettazione da parte della Guardia Costiera Libica di un’imbarcazione in difficoltà in acque internazionali. Mentre ci avvicinavamo per aiutare le persone e portarle in salvo, hanno minacciato di sparare».

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