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È scomparsa Donna Assunta Almirante

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scomparsa Donna Assunta Almirante

Oggi, martedì 26 aprile, è scomparsa Donna Assunta, la vedova di Giorgio Almirante, storico leader del Movimento Sociale Italiano e della destra radicale. La mamma della destra più a destra aveva 100 anni.

Dopo un secolo di vita, si è spenta Donna Assunta, vedova di Giorgio, first lady non solo per casa Almirante, ma per tutta la destra radicale italiana. Con lei si chiude definitivamente un capitolo che era stato già chiuso dal delfino Gianfranco Fini. Quando nel 1988 la guida del MSI passò a lui, molte cose sarebbero cambiate da lì a poco.

Donna Assunta, al secolo Raffaella Stramandinoli, è nata a Catanzaro nel 1921, giusto un anno prima della marcia su Roma. Si sposa giovanissima con il marchese Federico de’ Medici, con il quale dà alla luce Giuliana, dal quale si separa nel 1952 per stare con Giorgio Almirante. Le nozze arriveranno solo nel ’69, alla morte del marchese. Questo episodio fu ben strumentalizzato ai tempi della campagna sul divorzio dai favorevoli, per delegittimare la posizione del MSI, schierato contro insieme alla Dc. «Io me ne frego e voto a favore del divorzio» ripeteva ai quattro venti Donna Assunta, indomabile ed istrionica, con il suo ghigno beffardo, divenuto emblematico.

Alla morte del marito, inizierà a custodirne e difenderne la memoria storica, sempre secondo il suo integerrimo pensiero. Non perdonò mai a Fini la svolta di Fiuggi, non rimase mai affascinata dalle sirene del berlusconismo, è rimasta sempre intransigente. Non ha risparmiato critiche nemmeno all’attuale guida della destra, Donna Giorgia Meloni, e il nuovo corso di Fratelli d’Italia non ha mai raccolto il suo endorsement. Nel 2018 aveva deciso di abbandonare definitivamente le scene politiche e da allora non ha più rilasciato interviste o dichiarazioni.

Quando Almirante lascio la guida del MSI dichiarò: «quando non ci sarò più, si dimenticheranno di me. E si dimenticheranno anche di voi». A chi le ricordava queste parole in seguito alla morte del marito, avvenuta pochi mesi dopo, Donna Assunta Almirante rispondeva «Tiè!», facendo il gesto delle corna. Che i sostenitori la rimpiangano e che gli avversari le concedano l’onore delle armi.

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Attualità

Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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