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Cronaca

Anziano padre ucciso da un malore fatale, la moglie e il figlio disabili dalla fame

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polizia interviene in un centro d'accoglienza di Genova per fermare un assalto contro migranti minorenni

Da Macerata arriva una triste storia di isolamento e solitudine. Lo scorso settembre le forze dell’ordine hanno trovato una famiglia, composta da padre, madre e figlio, morta in casa. Erano deceduti da un paio di mesi. L’uomo aveva 80 anni ed è stato ucciso da un malore fatale. Questo ha determinato però la fine anche per la moglie, settantaseienne inchiodata a letto dopo un ictus avuto nel 2020, e per il figlio cinquantaquattrenne, rimasto invalido in seguito ad un brutto incidente stradale quando era giovane. L’intera famiglia dunque è morta perché, senza l’anziano a prendersi cura dei suoi cari, i due da soli non ce l’hanno fatta e sono deceduti di stenti e di fame nella solitudine della loro abitazione a Macerata.

Questa raccapricciante conclusione, emerge dai referti autoptici condotti sulle salme. La vicenda aveva già fortemente scosso la città e questa nuova scoperta non fa che gettare ancor più sgomento su tutta la vicenda. L’ottantenne, prima di andare in pensione, era un imprenditore molto stimato, così come la moglie, logopedista. Molto amato anche il figlio, che aveva tanti amici che gli sono rimasti vicini dopo l’incidente. Ma piano piano, le avversità avevano condotto la famiglia Canullo ad chiudersi progressivamente, fino ad isolarsi da amici e parenti.

Il padre ottantenne, si prendeva cura da solo dei suoi familiari, pensando a tutto e limitandosi a chiedere aiuto alla Croce Verde se per caso il figlio cadeva, non essendo in grado di alzarlo da solo. Sia i sanitari intervenuti, che una persona con la quale non avevano chiuso i rapport, avevano segnalato alle autorità il crescente stato di incuria e abbandono nella casa della famiglia.

L’allarme è stato lanciato da una parente della donna, che non riusciva a mettersi in contatto con loro. I carabinieri hanno quindi effettuato un sopralluogo ed hanno sfondato la porta, compiendo la macabra scoperta. Le salme erano in avanzato stato di decomposizione, rendendo complicate gli esami autoptici e tossicologici, per i cui risultati si è reso necessario diverso tempo. In base agli esiti, la famiglia di Macerata sarebbe morta perché il padre è stato colpito da un malore fatale, mentre si trovava in bagno, e i suoi familiari, non autosufficienti e senza nessuno che potesse prestar loro aiuto, sarebbero deceduti a causa di inedia e fame.

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Attualità

Figlia rifiuta due lavori, la Cassazione le toglie la paghetta: stop all’assegno mensile del padre

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ROMA – Stop alla paghetta per i figli che rifiutano un posto di lavoro. Un avvocato ha vinto la causa contro la figlia in tutti e tre i gradi di giudizio. La Cassazione ha stabilito che, se si rifiutano offerte di lavoro, decade il diritto dei figli a farsi mantenere dai genitori.

La Cassazione ha confermato le sentenze del Tribunale di Gorizia (2018) e della Corte d’Appello di Trieste (2020) sul caso di una 22enne. La giovane, figlia di una coppia divorziata, aveva fatto causa al padre che aveva smesso di pagarle un assegno mensile da 300 euro.

Dopo la maturità la ragazza aveva detto ai genitori di non voler proseguire gli studi. Così il padre le aveva offerto un posto da segretaria nel suo studio legale. Offerta rifiutata perché, aveva detto la ragazza, le sue intenzioni erano di lavorare come cameriera. Il progetto si stava per realizzare quando alla ragazza era stato offerto un posto a tempo indeterminato proprio come cameriera. Offerta, però, che la giovane aveva rifiutato, con grande disappunto del padre.

Quest’ultimo, infatti, aveva smesso di pagarle l’assegno mensile da 300 euro addebitando unicamente alla figlia la responsabilità di non aver raggiunto l’indipendenza economica. A quel punto la 22enne, che nel frattempo aveva cominciato a frequentare un corso biennale per ottici a Bologna, ha fatto causa al padre. I giudici, però, hanno accettato la tesi difensiva del genitore. In tutti e tre i gradi di giudizio, infatti, la decisione di sospendere la paghetta mensile è stata giudicata corretta.

Anche per i magistrati della Corte di Cassazione, la mancata indipendenza economica della ragazza dipende solo da lei e dal rifiuto di due offerte concrete di lavoro. Ha invece vinto la sua causa il fratello della ragazza, un 18enne, al quale il papà aveva ugualmente tolto la paghetta da 300 euro. Il giovane, che si era ritirato dal quarto anno del liceo, sta ancora studiando e per questo motivo ha ancora diritto al mantenimento. Tuttavia i giudici hanno detto no alla richiesta di aumento della paghetta avanzata dal ragazzo.

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Attualità

Blanco palpeggiato nelle parti intime da una fan durante il concerto a Milano

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MILANO – E’ polemica sui social dopo che, sul palco all’evento di Radio Italia Live in Piazza Duomo a Milano, il giovane cantante Blanco è stato palpeggiato nelle parti intime da una fan . “La molestia è molestia sempre. Anche se a farlo è una donna. Capitolo chiuso”. Il commento di Madame A, su Twitter, sintetizza al meglio il sentimento che prevale sui social in merito al “caso Blanco”.

Come riporta l’Ansa, il video, girato da un’altra fan, non lascia adito a dubbi, né spazio all’immaginazione: mentre canta, Blanco viene ripetutamente palpeggiato dalla mano di una donna. “Grazie alla ragazza che ha messo la mano sul ca**o di Blanco rovinandomi il video dove lui prende per mano il mio ragazzo” aveva scritto una utente su TikTok postando il video finito nel mirino.

Immagini che hanno fatto il giro dei social scatenando subito un’accesa polemica: è una molestia oppure no quella ricevuta da un uomo? “Ho appena visto il video della tipa che mette la mano sulle parti intime di Blanco durante il suo concerto – scrive su Twitter Malcontenta1 – e sono davvero allibita. Ma che degrado abbiamo raggiunto per avere intorno a noi gente che pensa sia una cosa normale o addirittura simpatica? Non ho parole”. “Che sia subita da un uomo o da una donna, una violenza è una violenza” ribadisce il concetto su Instagram il profilo ‘alfem’ (alfemminile) che ha oltre 170mila follower. Eppure, anche se in netta minoranza, c’è chi dissente e minimizza. “Oramai vedete violenza dappertutto” è il commento laconico del ‘Barone Siculo’ su Twitter.

Come interpretare il silenzio del diretto interessato per quanto è accaduto alla festa in piazza Duomo di Radio Italia, si chiede l’Ansa? L’ultimo video postato da Blanco su IG riguarda proprio il concerto di Milano. E il commento del cantante è telegrafico: “Un mare d’amore. Ci vediamo stasera a Bologna”.

Ma anche sul silenzio dell’artista, che ha vinto l’ultimo Sanremo insieme a Mahmood, il popolo del web si divide. “Poco importa – scrive Massimiliano su Twitter – se Blanco abbia parlato o meno sulla vicenda, non sappiamo come ha recepito la cosa, se ci sta male o meno. Resta il fatto che certe cose non si dovrebbero fare a prescindere, verso chiunque. Solo le regole base del rispetto verso gli altri”.

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Attualità

Badante no-vax morì di Covid, famiglia chiede 1 mln di risarcimento al datore di lavoro: “Lo contagiò”

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terza dose di vaccino anti covid ai 50enni proposta sottosegretario alla salute andrea costa

RAVENNA – I familiari di un badante di origine romena morto l’anno scorso a 68 anni di Covid-19, hanno chiesto in totale un milione e duecentomila euro circa di danni, patrimoniali e non, all’anziano suo datore di lavoro, un 83enne ravennate, inquadrandolo quale persona che lo aveva contagiato.

Come riporyta l’Ansa, la singolare causa, che partirà domani davanti al giudice del Lavoro Dario Bernardi del Tribunale di Ravenna, come riportato dal Resto del Carlino, vede tra i soggetti citati oltre all’anziano anche l’assicurazione di questi e l’Inail.

Secondo quanto lamentato dagli eredi del defunto, il contagio era avvenuto sul luogo di lavoro e il Covid era stato la causa esclusiva, o prevalente, del decesso del badante il quale era stato assunto nel gennaio 2021 come lavoratore domestico part time (25 ore) quindi dal 23 al 28 agosto era andato in ferie per contrarre il virus poco dopo il suo rientro alla casa dell’anziano.

Come riporta l’Ansa, quest’ultimo aveva contratto il virus con tampone del primo settembre ma si era salvato (è vaccinato) mentre il tampone del badante risale al 3 settembre.

Secondo quanto delineato dal datore di lavoro, tramite memoria difensiva anche dell’assicurazione, è impossibile accertare il nesso causale tra l’infezione del badante e l’ambiente di lavoro. Ma soprattutto il collaboratore domestico non era vaccinato. Quando i figli dell’anziano gli chiedevano spiegazione, lui avrebbe riferito che si sentiva forte e in buona salute e che il Covid non gli faceva paura. L’uomo, sempre secondo la difesa, dopo il contagio si sarebbe inoltre inizialmente curato con metodi alternativi e cioè assumendo prima erbe e infusi e poi antipiretici. Ma dato che la febbre persisteva, alla fine era stato visitato dai medici dell’Usca e subito dopo portato in pronto soccorso.

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