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I presidi del Lazio: “Le chat di classe solo per le emergenze”

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ROMA – “Le chat di classe devo essere usate solo per le emergenze. Altrimenti stravolgono completamente il rapporto che ci deve essere con le famiglie. Non vogliamo abolirle ma regolamentarle”. A ribardirlo è Mario Rusconi presidente Anp (Associazione Nazionale Presidi) di Roma che sul Corriere della Sera ha anticipato la notizia della revisione del Codice Deontologico e l’intenzione di emanare un regolamento utile per le scuole di tutta Italia.

“Le chat tra famiglie e insegnanti e tra insegnanti e studenti stanno dilagando – spiega oggi – e stanno creando grossi problemi, una sorta di cortocircuito. Si creano situazioni anomale”. E gli esempi di vita vissuta che cita Rusconi sono tantissimi: “C’è il genitore che dice perchè mio figlio ha preso 7 e non 8?” oppure “perche’ avete spiegato con due mesi di ritardo la perifrastica passiva?” ed ancora: “perchè aveva cambiato posto a mio figlio che prima stava vicino a Stefano e ora è accanto a Piero?”.

“Prima di essere preside – racconta Rusconi – sono stato insegnante di latino e greco e purtroppo questo tipo di cose capitano. Non siamo abolizionisti, siamo semplicemente delle persone che vogliono una regolamentazione che non faccia scadere le chat in una sorta di continuo ping pong aggressivo da parte degli uni o degli altri. Questo va assolutamente evitato”.

Come riporta l’Ansa, le chat di classe secondo il presidente devono essere adoperate “in via solamente emergenziale quando succedono dei fatti molto gravi: all’improvviso la sera precedente alla partenza all’aeroporto una gita viene sospesa. Normalmente si adopera il registro elettronico, spesso però i genitori la sera non lo vedono. Invece mandare una comunicazione su chat viene vista immediatamente, ma deve essere limitata proprio ai casi di emergenza: il ragazzo sta male, una classe ha avuto un incidente e cosi’ via”. 

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Salvini e la gaffe con il candidato non vedente: “Sarà un occhio per gli italiani”

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Matteo Salvini

ROMA – “Mario al Senato sarà un occhio per milioni italiani”, così Matteo Salvini ieri sera a Porta a Porta. Peccato che Mario Barbuto sia non vedente e che il leader leghista continui a parlare non rendendosi conto dell’evidente gaffe.

Il “Mario” in questione è infatti il presidente dell’Unione italiana ciechi ed è candidato per il centrodestra a Palermo. “Parlando con Mario, si capisce un mondo che teoricamente è al buio, però portarlo con me in Senato sarà una speranza, un occhio, per milioni di italiani troppo spesso dimenticati”, le parole esatte di Salvini nel salotto di Vespa.

“Dopo di me, ci sarà qualcuno che dirà che bisogna includere chi sbarca domani mattina a Lampedusa. Chi sceglie la Lega di includere chi è nato qua, penso ai bimbi che ancora non hanno l’insegnante di sostegno, una vergogna. Quindi sono contento che Mario a nome di tante associazioni di volontariato, del terzo settore e delle disabilità abbia scelto la Lega per portare avanti una battaglia di civiltà”, ha aggiunto Salvini.

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Folla oceanica grazie a Photoshop: ma a Meloni si allungano anche i piedi

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PALERMO – È diventata virale sui social l’immagine di piazza Ruggero Settimo a Palermo pubblicata da Giorgia Meloni durante il suo comizio di martedì. Probabilmente, per rendere l’effetto della folla oceanica, sarebbe stato usato Photoshop.

Ma ad allungarsi, assieme alla piazza, sono stati anche piedi di Giorgia Meloni. A rilanciare l’immagine è l’eurodeputato Ignazio Corrao, che commenta: “Quando nel tentativo di allungare la piazza con il photoshop ti allungano i piedi come un clown”.

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Il Patriarca Kirill esorta i fedeli ad arruolarsi: “Se muori sarai con Dio”

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MOSCA – “Vai coraggiosamente a compiere il tuo dovere militare. E ricorda che se muori per il tuo Paese, sarai con Dio nel suo regno, gloria e vita eterna”: il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill esorta così gli uomini della Federazione alla mobilitazione lanciata dal presidente Vladimir Putin, invitando i fedeli a “non avere paura della morte”.

Lo riporta in un tweet il media indipendente bielorusso Nexta. Come riporta l’Ansa, il Cremlino intanto ha ammesso per bocca del suo portavoce, Dmitry Peskov, che tra la popolazione russa c’è stata “una reazione isterica” alla dichiarazione della mobilitazione parziale del presidente Vladimir Putin, che ha dato origine a una ridda di voci su quanti e quali cittadini potranno essere richiamati alle armi. Secondo Peskov, “si poteva in qualche modo capire la reazione isterica ed estremamente emotiva delle prime ore dopo l’annuncio, o anche nella prima giornata, perché vi era una certa mancanza di informazione, ma già dalla giornata di ieri sono state attivate tutte le linee di informazione” necessarie. Lo riferisce la Tass.

L’organizzazione non governativa Guide to the Free World che aiuta i russi che si oppongono alla guerra a lasciare il Paese, stima che sarebbero circa 70mila gli uomini fuggiti dalla Russia o che stanno escogitando un piano di fuga.

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