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Politica

La Meloni alle prese con il toto-ministri, idea La Russa Presidente del Senato

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Ignazio-La-Russa

Nonostante l’ottimo risultato elettorale e l’intricata legge elettorale che l’ha premiata ai seggi, al Senato Fratelli d’Italia gradirebbe puntellare un po’ i suoi margini. Da qui, la necessità di affidare la seconda carica dello Stato ad un fedelissimo, che sia anche navigato. Questa persona sarebbe Ignazio La Russa, almeno secondo le ipotesi di Repubblica. Tra i fondatori di Fratelli d’Italia, un lungo passato nelle aule parlamentari, La Russa ha già avuto modo di provare l’ebrezza di presiedere alcune sedute e di fare le veci del Presidente del Senato. Questa scelta, a cascata, determinerebbe altre caselle: Presidenza della Camera alla Lega, un ministero di peso a Forza Italia, per compensazione.

Una soluzione che potrebbe in qualche modo mettere d’accordo tutti gli alleati, a dovute condizioni. Salvini vuole decidere chi far sedere sullo scranno di Montecitorio, mentre la Meloni gradirebbe Giorgetti. Probabile che dalla mediazione esca fuori il nome di Riccardo Molinari, già Capogruppo leghista alla Camera. A Forza Italia, più precisamente a Tajani, andrebbe il ministero degli Interni, o quello degli Esteri.

Salvini pare rassegnarsi ora dopo ora: non tornerà al Viminale. Più probabile un dicastero all’Agricoltura e la nomin a vice-premier. Tutto risolto? No, in casa Forza Italia c’è il nodo Licia Ronzulli. Berlusconi la vuole fortemente nell’esecutivo, alla Sanità, ma la Meloni non è d’accordo e lei non si accenterebbe di un dicastero minore. Probabile che diventi la capogruppo FI al Senato, un ruolo che non le dispiacerebbe.

Una volta che sarà risolta la partita delle Presidenze delle Camere, con La russa Presidente del Senato e un leghista alla Camera, le tessere incominceranno via via ad andare al loro posto e inizierà a prendere forma il mosaico del governo, secondo criteri di bilanciamento e compensazione. Ovviamente proporzionali alle forze parlamentari di ciascuna componente della coalizione. Per ora bisogna mostrare unità e coesione, che si tramuta in poche parole e sorrisi tirati. Le consultazioni si avvicinano ed è necessario non soltanto allestire una squadra di governo che non faccia litigare gli alleati, ma che sia soprattutto presentabile al Capo dello Stato.

Attualità

Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Attualità

Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Attualità

Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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