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Il lockdown no vax: in Italia non si può fare

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Un lockdown no vax in Italia è impossibile da imporre.

La Costituzione Italiana non ammetterebbe un obbligo selettivo, come quello in Austria. Locatelli definisce la cosa: «Non proponibile e non considerabile nel nostro Paese»

I dati dei contagi sono in salita ma l’ultimo monitoraggio Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) conferma che nella media nazionale le strutture sanitarie non sono sotto pressione.

La percentuale di occupazione nell’ultima settimana, 1/7 novembre, è stabile sia nelle terapie intensive, al 4% sia nei reparti ordinari che sono al 6%.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza conferma: «Se i reparti ospedalieri tengono non scatteranno misure e sarà un Natale come gli altri prima del Covid ».

La pressione sugli ospedali fa scattare le misure nei territori, in base al sistema dei colori.

Locatelli spiega che prevede: «Un Natale certamente connotato da maggior socialità rispetto a quella dell’anno scorso.

Grazie alla migliore situazione che sulle vaccinazioni è cinque punti sopra la Germania e tre punti e mezzo rispetto alla Francia ».

L’ uscita dalla pandemia è quella indicata un paio di giorni fa dal ministro Speranza.

Allargare la platea dei vaccinati includendo gli under 12 e dall’altro accelerare con le terze dosi anche per gli under 60.

Locatelli continua :« È chiaro che la strada maestra è questa e dobbiamo continuare a cercare di convincere ancora chi è restio, riluttante o resistente».

Il pediatra raccomanda anche la vaccinazione per i più piccoli, anche se raramente nei bambini sviluppano forme gravi di malattia o forme persistenti.

Locatelli raccomanda: «Dobbiamo tutelare la loro socialità, i loro percorsi educativi-formativi. Inutile lamentarci se non facciamo di tutto per mantenere le scuole aperte».

Sullo stato di emergenza il professor Locatelli preferisce non sbilanciarsi.

«Lo stato di emergenza per motivi legati al Covid, attualmente fissato al 31 dicembre prossimo, può essere esteso al massimo fino al 31 gennaio 2022» dice il medico.

Il lockdown no vax in Italia non è possibile, e per prolungare lo stato di emergenza oltre il 31 gennaio è comunque necessario variare una nuova legge.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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